LUNEDì 23 aprile
ATTO II
ore 18 - 20.30
(Sala ODEON)
MARTEDì 24 aprile 
ATTO I
ore 18 - 20.30
(Sala Lampertico)

CRAC NOVECENTO 28X40 web

IL RESTAURO
Novecento di Bernardo Bertolucci, nel restauro realizzato da 20th Century Fox, Paramount Pictures, Istituto Luce – Cinecittà e Cineteca di Bologna con la collaborazione di Alberto Grimaldi e il sostegno di Massimo Sordella al laboratorio L’Immagine Ritrovata, con la supervisione dello stesso regista e del direttore della fotografia Vittorio Storaro, uscirà nelle sale italiane il 16 aprile, grazie alla Cineteca di Bologna, nell’ambito del progetto Il Cinema Ritrovato. Al cinema, per la
distribuzione dei classici restaurati. Il restauro 4k-16bit di Novecento è stato realizzato a partire dal negativo originale depositato dal produttore Alberto Grimaldi alla Cineteca Nazionale. Il negativo originale aveva subito centinaia di tagli, sia quando Paramount distribuì la versione corta del film negli Stati Uniti, sia nelle fasi successive di reintegro delle sequenze tagliate. Il negativo da cui si è partiti per questa nuova versione restaurata aveva quindi circa 700 lacune, che sono state ora tutte colmate digitalmente. Riferimento in questo lavoro è stato il reversal stampato nel 1976 dal negativo originale per le edizioni americane e conservato negli archivi Paramount, che contiene gran parte dei fotogrammi che erano andati perduti. Un complesso lavoro di ricostruzione digitale è stato realizzato anche per il suono partendo da un mix magnetico italiano d’epoca. Il restauro è stato eseguito dal laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna nel 2017.

Regia
Bernardo Bertolucci
Genere
DRAMMATICO, SOCIALE
Durata
310'
Anno
1976
Produzione
ALBERTO GRIMALDI PER PEA, LES PRODUCTIONS ARTISTES ASSOCIEES, ARTEMIS FILM
Cast

Robert De Niro (Alfredo), Gérard Depardieu (Olmo), Sterling Hayden (Leo),Dominique Sanda (Ada), Francesca Bertini(suor Desolata), Laura Betti (Regina),Werner Bruhns (Ottavio), Stefania Casini (Neve), Alida Valli (signora Pioppi), Romolo Valli (Giovanni Berlinghieri), Donald Sutherland (Attila), Burt Lancaster (Alfredo nonno), Stefania Sandrelli (Anita)

Trama

Emilia, 25 aprile 1945. Nelle campagne parmensi i partigiani catturano gli ultimi fascisti; un ragazzo tiene sotto tiro il ricco proprietario terriero Alfredo Berlinghieri (Robert De Niro). Con un salto temporale l’azione si sposta al 1900, anno di nascita di Alfredo, futuro erede dei possedimenti del padre, e di Olmo Dalcò (Gérard Depardieu), figlio di una contadina che lavora presso la famiglia Berlinghieri. I due, crescendo, stringono un legame d’amicizia molto forte a dispetto della diversa estrazione sociale e degli eventi storici che tendono ad allontanarli: prima il servizio di leva che li assegna a reparti diversi durante la Grande Guerra, poi l’avvento del regime fascista che privilegia i latifondisti scatenando la ribellione contadina. Negli anni Venti, Olmo e Alfredo incontrano quelle che diventeranno le rispettive mogli: Anita (Stefania Sandrelli), fervente socialista conosciuta dal primo in una Casa del Popolo, e Ada (Dominique Sanda), che il secondo incontra durante una visita allo zio Ottavio. Gli anni Trenta sembrano separare definitivamente i due protagonisti, ma la loro profonda amicizia è destinata a sopravvivere.

Critica

Metafora d’un mezzo secolo con cui il giovane Bertolucci esercita il diritto di trasfigurare in visione l’idea che a torto o a ragione se n’è fatta, non importa molto se Novecento è meno fedele alla storia di quanto si potrebbe pretendere da un documentario. Preme invece che abbia una sua tenuta fantastica, una sua magnificenza di romanzo-fiume per immagini, una potenza di chiaroscuro che esprima la drammaticità vista la destinazione popolare dell’opera. Queste virtù non gli mancano sorrette da una carica emotiva e da un’intelligenza visionaria quasi permanente. Novecento si fa apprezzare come un concerto di sensazioni e di memorie sopite spesso toccante per la virgiliana sensibilità di paesaggio, per la densità balzacchiana di qualche ritratto, l’uso amorevole delle comparse emiliane, la franchezza così sfuggente alle tentazioni manichee non nasconde la ferocia sottintesa anche nel mondo rurale, l’ariosità della saga e la pregnanza dell’allegoria.
(Giovanni Grazzini, “Corriere della Sera”, 26 settembre 1976)

Novecento è affollato di attori straordinari. La vecchiaia borghese di Burt Lancaster, quella popolana di Sterling Hayden, la dignità dolente di Maria Monti, la naturalezza simpatica di Gérard Depardieu, il dubbio intellettuale di Robert De Niro, il volontarismo intrepido di Stefania Sandrelli, il filisteismo trafelato di Romolo Valli, la perversità provinciale di Laura Betti, l’erotismo recitato di Dominique Sanda, il sadismo subalterno di Donald Sutherland compongono, pur sullo sfondo collettivo, un mosaico di situazioni e di vicende individuali.
(Alberto Moravia, “L’Espresso”, 19 settembre 1976)

È lampante la voglia di compiere un salto dalla prosa, cui lo spinge l’ossatura romanzesca del film, alla versificazione del poema, ma per naturale che sia il cangiamento qualitativo cagionato dalla matrice essenzialmente epica di Novecento, la propensione di Bertolucci inclina a una forma aulica. Uomini, donne, cose sono visti a distanza con adesione affettiva e ripugnanza viscerale, ma anche consegnati alla statuarietà marmorea dei monumenti, a una assolutezza sublime – nella gloria, nella sofferenza e nell’infamia – che è prerogativa dei simboli, a una lontananza che diviene celebrazione di un passato conchiuso, a un’enfasi che liricizza ogni immagine e ogni avvenimento. La storia tende a vestirsi di leggenda e a rappresentarsi su un vasto e arioso spiazzo con un corredo decorativo il cui preziosismo accresce la solennità del rituale.
(Mino Argentieri, “Rinascita”, 17 settembre 1976)

Trailer


Altre informazioni

Soggetto e sceneggiatura: Franco Arcalli,
Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci
Fotografia: Vittorio Storaro
Montaggio: Franco Arcalli
Scenografia: Ezio Frigerio, Gianni Quaranta
Musica: Ennio Morricone
Vietato 14

Nazione
ITALIA
Distribuzione
edizione restaurata da 20th Century Fox, Paramount Pictures, Istituto Luce – Cinecittà, Cineteca di Bologna, con la collaborazione di Alberto Grimaldi e il sostegno di Massimo Sordella, al laboratorio L’Immagine Ritrovata

 

Nato a PARMA il 16 marzo 1941
Bernardo Bertolucci
Figlio del poeta e critico letterario Attilio e di Ninetta Giovanardi. La sua passione per il cinema lo spinge giovanissimo a relizzare cortometraggi in 16 mm ("Morte di un maiale" e "La teleferica"), girati nella casa di Casarola sull'Appennino emiliano, prima che il padre Attilio lo presenti a Pier Paolo Pasolini, che nel 1961 lo vuole come assistente nel suo film "Accattone" . Nel 1962 vince il Premio Viareggio opera prima per il libro in versi "In cerca del mistero" ed esordisce alla regia con "La Commare Secca", cui fa seguito nel '64 "Prima della Rivoluzione" che gli dà grande notorietà a soli 23 anni. Tra i suoi film più famosi ricordiamo "Il Conformista" (1970), considerato da molti il suo capolavoro, e "Ultimo Tango a Parigi" (1972), per cui ottiene una nomination all'Oscar ma che scatena terribili polemiche perché considerato osceno. Per la prima volta nella storia del cinema il film viene mandato al rogo con una sentenza della Cassazione e bisognerà aspettare il 17 febbraio 1987 per ottenere una sentenza di "non oscenità" e averne una riedizione. Con "Novecento", Bertolucci si cimenta in una metafora storica di taglio epico, ripercorrendo 45 anni di storia e lotte sociali attraverso il rapporto tra due ragazzi, nati a cavallo del nuovo secolo nella stessa casa ma di due differenti classi sociali. Altro suo grande successo è "L'ultimo imperatore" (1987), vincitore di ben nove Oscar: regia, sceneggiatura non originale, fotografia, montaggio, musica, scenografia, costumi e sonoro. Nel film Bertolucci ripercorre la vita dell'ultimo imperatore cinese, Pu Yi, che termina i suoi giorni come giardiniere in una Pechino post-rivoluzionaria. Regista prolifico, è stato capace di spaziare dai film d'amore (Prima della rivoluzione, Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, L'assedio) agli esercizi di stile (La commare secca, Partner), dall'epica (Novecento, L'ultimo imperatore) alla parabola sociale (Il conformista, La strategia del ragno, La luna, La tragedia di in uomo ridicolo). Ha compiuto un viaggio iniziatico nel Buddismo (Piccolo Budda) e nell'educazione sentimentale della generazione più giovane (Io ballo da sola, The Dreamers-I sognatori). Ha vinto nell'88 due Oscar, due David di Donatello e due Golden Globe per la regia e la sceneggiatura, condivisa questa con Mark Peploe, de L'ultimo imperatore, la Palma d'oro a Cannes 1996 per Io ballo da sola, un Nastro d'argento per la regia nel 1988 de L'ultimo imperatore e nel 1973 di Ultimo tango a Parigi. Nel 1997 Locarno gli conferisce il Pardo d'onore e nel 2007 riceve il Leone d'oro del 75° anno della Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia, durante la 64.ma edizione. La sua è una famiglia tutta dedita al cinema: il suo unico fratello, Giuseppe, è anche lui regista ed è sposato con Lucilla Alvano, docente di cinema. Sua moglie, Claire Peploe, di origine inglese, è regista ed ha un fratello sceneggiatore, Mark. Il cugino Giovanni, scomparso nel 2005, era produttore.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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