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VENERDì 30 giugno
ore 21.30
Chiostri di S.Corona - Vicenza

la ragazza senza nome LOCANDINA

Regia
Jean-Pierre Dardenne , Luc Dardenne
Genere
DRAMMATICO
Durata
113
Anno
2016
Produzione
JEAN-PIERRE E LUC DARDENNE, DENIS FREYDLES PER LES FILMS DU FLEUVE, ARCHIPEL 35, SAVAGE FILM, FRANCE 2 CINÉMA, VOO, BE TV, RTBF (TÉLÉVISION BELGE)
Cast

Adèle Haenel - Jenny Davin, Olivier Bonnaud - Julien, Jérémie Renier - Padre di Bryan, Louka Minnella - Bryan, Christelle Cornil - Madre di Bryan, Nadège Ouedraogo - Cassiera al cybercafé, Olivier Gourmet - Lambert Junior, Pierre Sumkay - Lambert anziano, Yves Larec - Dottor Habran, Ben Hamidou - Ispettore Ben Mahmoud, Laurent Caron - Ispettore Bercaro, Fabrizio Rongione - Dottor Riga, Jean-Michel Balthazar - Paziente diabetico, Thomas Doret - Lucas, Marc Zinga - Protettor

 

Jean-Pierre Dardenne

ENGIS (Belgio), 21 aprile 1951
Jean-Pierre Dardenne
Regista, sceneggiatore e produttore. Provenienti da una famiglia di modesta estrazione sociale, lui e il fratello Luc crescono nella regione francofona della Vallonia, tra le città industriali di Liegi e Serang. L'ambiente operaio e i panorami postindustriali della loro infanzia segnano vivamente la loro formazione culturale, così come un profondo segno lascia in loro anche la forte educazione cattolica. Al termine degli studi dell'obbligo, Jean-Pierre decide di studiare Arte Drammatica presso l'I.A.D.-Institut des Arts de Diffusion a Louvain-La-Neuve, mentre Luc frequenta la facoltà di Filosofia alla UCL, l'Università Cattolica di Louvain. Sarà l'incontro e la collaborazione con Armand Gatti - commediografo, giornalista e attivista della 'Rive Gauche' - a spingere entrambi a perseguire la carriera cinematografica. Nel 1975 i fratelli fondano la casa di produzione 'Dérives' e iniziano a girare prima una serie di filmati da loro chiamati 'videos d'intervention' (1974-1977) e poi cortometraggi e documentari in cui vengono ritratti gli ambienti, la storia e i contesti sociali in cui sono cresciuti. In questi anni dirigono anche i loro primi film a soggetto, incentrati su temi come le conseguenze della II Guerra Mondiale e la perdita del lavoro, che tuttavia non riscuotono i consensi sperati: "Falsch" (1987, scritto insieme allo sceneggiatore Jean Gruault, già collaboratore di Truffaut, è l'adattamento cinematografico di un'opera teatrale di René Kalisky) e "Je pense à vous" (1992). Soprattutto il secondo si rivela un vero e proprio fiasco, probabilmente a causa del non completo controllo da parte degli autori sulla produzione. Nel 1994 fondano una nuova casa di produzione, 'Les Films du Fleuve' e da quel momento le loro sorti lavorative subiranno una svolta favorevole. Il primo film prodotto con la nuova società, "La promesse" (1996, storia di un padre e un figlio alle prese con l'immigrazione e lo sfruttamento dei clandestini), balza subito agli onori della critica al festival di Cannes. Con il successivo "Rosetta" (1999, storia di una ragazza che vive con la madre alcolizzata in una roulotte e che vuole disperatamente riscattare la sua vita attraverso la ricerca di un impiego) arrivano a vincere la Palma d'oro e il premio speciale della Giuria Ecumenica, che, nel 2002 e sempre a Cannes, gli assegna una menzione speciale per "Il figlio". Tutte queste pellicole concorrono a stabilizzare i punti chiave della loro cinematografia - le drammatiche tematiche sociali inserite sullo sfondo di desolate ambientazioni postindustriali in cui, però, i protagonisti non rinunciano alla ricerca di riscatto dalle sgradevoli condizioni che il destino ha loro imposto; il frequente uso della camera a mano; lo sguardo al cinema d'autore (Bresson, Rossellini) - ma stabiliscono anche il loro particolare talento nel far emergere attori sconosciuti ai più, oppure alla loro prima esperienza sul grande schermo: Émilie Duquenne, la 'Rosetta' dell'omonimo film, ottiene a Cannes il premio come migliore interprete femminile, mentre "La promesse", oltre a segnare l'inizio del sodalizio artistico con Jérémie Renier e Olivier Gourmet, varrà a quest'ultimo il premio come miglior interprete. Trionfatori del festival cinematografico francese, i due fratelli nel 2004 si fanno amare ancora una volta da critica e pubblico vincendo la seconda Palma d'oro con 'L'enfant - Una storia d'amore' (in cui il neo-papà Bruno/Jérémy Renier vive di espedienti insieme alla compagna Sonia/Déborah François per racimolare il denaro necessario ad andare avanti) e nel 2008 ottengono il premio per la migliore sceneggiatura con 'Il silenzio di Lorna', storia di un'immigrata albanese che, per ottenere la cittadinanza belga, sposa un tossicodipendente. Nel 2007, con l'episodio "Dans l'ombre" hanno partecipato al film collettivo "Chacun son cinéma" realizzato in occasione dei 60 anni del festival di Cannes. Con la 'Film du Fleuve', i due registi hanno prodotto anche film di altri colleghi tra cui "Le soleil assassiné" di Abdelkrim Bahloul (2001, presentato alla mostra del cinema di Venezia del 2003), "Le monde vivant" di Eugène Green (2003, presentato nello stesso anno alla 'Quinzaine des realisateurs' di Cannes) "Cacciatore di teste" (2005) di Costa-Gavras, "La prima linea" (2009) dell'italiano Renato de Maria.

Luc Dardenne

 

AWIRS (Belgio), 10 marzo 1954
Luc Dardenne
Regista, sceneggiatore e produttore. Provenienti da una famiglia di modesta estrazione sociale, lui e il fratello Jean-Pierre crescono nella regione francofona della Vallonia, tra le città industriali di Liegi e Serang. L'ambiente operaio e i panorami postindustriali della loro infanzia segnano vivamente la loro formazione culturale, così come un profondo segno lascia in loro anche la forte educazione cattolica. Al termine degli studi dell'obbligo, Luc frequenta la facoltà di Filosofia alla UCL, l'Università Cattolica di Louvain, mentre Jean-Pierre decide di studiare Arte Drammatica presso l'I.A.D.-Institut des Arts de Diffusion a Louvain-La-Neuve. Sarà l'incontro e la collaborazione con Armand Gatti - commediografo, giornalista e attivista della 'Rive Gauche' - a spingere entrambi a perseguire la carriera cinematografica. Nel 1975 i fratelli fondano la casa di produzione 'Dérives' e iniziano a girare prima una serie di filmati da loro chiamati 'videos d'intervention' (1974-1977) e poi cortometraggi e documentari in cui vengono ritratti gli ambienti, la storia e i contesti sociali in cui sono cresciuti. In questi anni dirigono anche i loro primi film a soggetto, incentrati su temi come le conseguenze della II Guerra Mondiale e la perdita del lavoro, che tuttavia non riscuotono i consensi sperati: "Falsch" (1987, scritto insieme allo sceneggiatore Jean Gruault, già collaboratore di Truffaut, è l'adattamento cinematografico di un'opera teatrale di René Kalisky) e "Je pense à vous" (1992). Soprattutto il secondo si rivela un vero e proprio fiasco, probabilmente a causa del non completo controllo da parte degli autori sulla produzione. Nel 1994 fondano una nuova casa di produzione, 'Les Films du Fleuve' e da quel momento le loro sorti lavorative subiranno una svolta favorevole. Il primo film prodotto con la nuova società, "La promesse" (1996, storia di un padre e un figlio alle prese con l'immigrazione e lo sfruttamento dei clandestini), balza subito agli onori della critica al festival di Cannes. Con il successivo "Rosetta" (1999, storia di una ragazza che vive con la madre alcolizzata in una roulotte e che vuole disperatamente riscattare la sua vita attraverso la ricerca di un impiego) arrivano a vincere la Palma d'oro e il premio speciale della Giuria Ecumenica, che, nel 2002 e sempre a Cannes, gli assegna una menzione speciale per "Il figlio". Tutte queste pellicole concorrono a stabilizzare i punti chiave della loro cinematografia - le drammatiche tematiche sociali inserite sullo sfondo di desolate ambientazioni postindustriali in cui, però, i protagonisti non rinunciano alla ricerca di riscatto dalle sgradevoli condizioni che il destino ha loro imposto; il frequente uso della camera a mano; lo sguardo al cinema d'autore (Bresson, Rossellini) - ma stabiliscono anche il loro particolare talento nel far emergere attori sconosciuti ai più, oppure alla loro prima esperienza sul grande schermo: Émilie Duquenne, la 'Rosetta' dell'omonimo film, ottiene a Cannes il premio come migliore interprete femminile, mentre "La promesse", oltre a segnare l'inizio del sodalizio artistico con Jérémie Renier e Olivier Gourmet, varrà a quest'ultimo il premio come miglior interprete. Trionfatori del festival cinematografico francese, i due fratelli nel 2004 si fanno amare ancora una volta da critica e pubblico vincendo la seconda Palma d'oro con 'L'enfant - Una storia d'amore' (in cui il neo-papà Bruno/Jérémy Renier vive di espedienti insieme alla compagna Sonia/Déborah François per racimolare il denaro necessario ad andare avanti) e nel 2008 ottengono il premio per la migliore sceneggiatura con 'Il silenzio di Lorna', storia di un'immigrata albanese che, per ottenere la cittadinanza belga, sposa un tossicodipendente. Nel 2007, con l'episodio "Dans l'ombre" hanno partecipato al film collettivo "Chacun son cinéma" realizzato in occasione dei 60 anni del festival di Cannes. Con la 'Film du Fleuve', i due registi hanno prodotto anche film di altri colleghi tra cui "Le soleil assassiné" di Abdelkrim Bahloul (2001, presentato alla mostra del cinema di Venezia del 2003), "Le monde vivant" di Eugène Green (2003, presentato nello stesso anno alla 'Quinzaine des realisateurs' di Cannes), "Cacciatore di teste" (2005) di Costa-Gavras, "La prima linea" (2009) dell'italiano Renato de Maria.

 

credits:

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