GIOVEDì 29 giugno
ore 21.30
Chiostri di S.Corona - Vicenza

io prima di te

Regia
Thea Sharrock
Genere
DRAMMATICO, ROMANTICO
Durata
110'
Anno
2016
Produzione
NEW LINE CINEMA, METRO-GOLDWYN-MAYER (MGM)
Cast

Emilia Clarke (Louisa "Lou" Clark), Sam Claflin (Will Traynor), Charles Dance (Stephen Traynor), Jenna Coleman (Jenna-Louise Coleman) (Katrina "Treena" Clark), Matthew Lewis (Patrick), Vanessa Kirby (Alicia), Stephen Peacocke (Bernard Clark), Janet McTeer (Camilla Traynor), Samantha Spiro (Josie Clark), Lily Travers (Karen)

Trama

L'amore arriva sempre quando meno te lo aspetti. E qualche volta ti porta dove non penseresti mai di andare...Louisa 'Lou' Clark vive in una tipica cittadina della campagna inglese. Non sa bene cosa fare della propria vita, ha 26 anni e passa da un lavoro all'altro per aiutare la sua famiglia. Il suo inattaccabile buonumore viene però messo a dura prova quando si trova ad affrontare una nuova sfida lavorativa. Trova infatti lavoro come assistente di Will Traynor, giovane e ricco banchiere finito sulla sedia a rotelle per un incidente, la cui vita è cambiata radicalmente in un attimo. Lou gli dimostrerà che la vita vale ancora la pena di essere vissuta.

Critica

'Io prima di te' poteva affondare nel sentimentalismo più trito e invece grazie ai suoi travolgenti protagonisti Emilia Clarke (...) e Sam Claflin (...) ecco una quasi love story con malattia vincere la difficile battaglia contro retorica e ricatto emotivo. Aiuta in fase drammaturgica un finale che proprio non ti aspetti fedele al romanzo di Jojo Moyes (...) da cui il film è tratto. Molto convincente anche Matthew Lewis (...).
Francesco Alò, 'Il Messaggero', 29 agosto 2016

Se 'Quasi Amici' aveva trattato il tema della tetraplegia con ironia e simpatia, 'Io prima di te' (...) riesce ad allargare il campo visivo, affrontando anche la delicata questione dell'eutanasia, pur senza perdere di vista il pubblico giovanile di riferimento, spettatori magari erroneamente convinti di andare a vedere una sorta di nuovo 'Colpa delle stelle'. Certo, c'è la malattia, la morte che incombe, il sentimentalismo, il grande amore, due attori belli e giovani, ma qui, grazie alla solidità della regia e alla bravura dei due protagonisti (non a caso, entrambi provenienti dalla solida scuola britannica) siamo ad un livello decisamente più alto, quasi da pubblico maturo. (...) Le lacrime le verserete, care spettatrici, e quindi preparatevi ad una serata tra amiche con fazzolettini usa e getta in abbondanti quantità. Perché, ribadiamo, il film piacerà e molto anche al pubblico adulto che ripenserà magari, al vecchio 'Love Story', pur rivisitato in chiave nuovo millennio. Non aspettatevi un capolavoro, sia chiaro, ma apprezzate la bravura dei due empatici interpreti capaci, anche solo con una espressione del viso, di raccontare, in modo credibile, mille emozioni.
Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 31 agosto 2016

Un best seller e due degli attori più amati del momento (la madre dei draghi Emilia Clarke e l’hunger gamer Sam Claflin) possono fare la differenza nella commedia romantica con cui la Warner apre la stagione? Io prima di te è l’opera prima di Thea Sharrock (acclamata firma del west end londinese) che ha affidato a Jojo Moyes (autrice del romanzo) la sceneggiatura del suo romanzo più popolare. Io prima di te si presenta come una love story che intreccia amore e morte, nella tradizione rinnovata da titoli come Colpa delle stelle, con Will\Claflin costretto da un incidente sulla sedie a rotelle e arrabbiato con il mondo, che tornerà a sembrargli sopportabile soltanto dopo l’incontro con la stramba e solare Lou\Clarke. L’innamoramento, il ballo, la cena familiare, i momenti topici e prevedibili ci sono tutti. British touch su tutta la confezione (scenografia, location, i fantastici costumi di Lou, humour e colonna sonora) e una coppia ben assortita (malgrado le esagerazioni della Clarke in alzate di sopracciglia e occhi sgranati), lacrimoni assicurati per i romantici. Con sorpresa nel finale, quando la storia ci sorprende e la favola ridiventa realtà. E scatta la questione inattesa per una love story: siamo proprio certi che l’amore sia sempre la soluzione?
Miriam Mauti, Cinematografo.it, 30 agosto 2016

Quello della morte è un tabù che la commedia affronta sempre più spesso: ci aveva provato, con un buon esito, Quel fantastico peggior anno della mia vita (Me and Earl and the Dying Girl), anche se la problematicità del tema mortuario veniva disinnescata dagli autorialismi (propri e derivati) tipici del terreno indie nel quale la pellicola si muoveva. In ambito più commerciale mi era sembrato perversamente astuto, direi quasi sperimentale - tanto risultava estremo e, nella sua esagerazione, declinato magistralmente, non tralasciando alcuna possibilità di commozione - l’impianto ricattatorio del sottovalutato Colpa delle stelle dove gli innamorati protagonisti erano entrambi malati terminali e in cui la questione del decesso diventava una sorta di scommessa (anche per lo spettatore) a chi avrebbe sofferto per l’altro. Il caso di Io prima di te è ancora differente poiché è un lavoro che procede per convenzioni automatiche per tre quarti della sua durata per poi svelare a sorpresa il nodo decisivo: il diritto alla morte. A quel punto l’espressione dei pareri avversi, la rabbia, la disperazione, l’accettazione, la fermezza dell’intento sono elementi resi con una cura che il film, per certi versi, fino a quel momento non aveva dimostrato. A metà strada tra l’occhiolino politico e il film-dossier schierato, Io prima di te usa gli strumenti del cinema popolare per mandare un messaggio preciso (molto forte in un paese cattolico come il nostro, ad esempio, in cui un dibattito sereno sull’eutanasia è pura utopia, figuriamoci sul suicidio assistito). E lo fa, cosa non da poco, alle spese del sentimento, la sostanza di cui sembrava fatto: l’amore serve a vivere anche in una condizione di disagio estremo? No, in una situazione del genere serve a morire con dignità. E il finale, che riesuma il romanticismo a tempo quasi scaduto, ribadisce, con un colpo d’ala, il principio.
Luca Pacilio, Spietati.it, 14 settembre 2016

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Jojo Moyes – (romanzo) Sceneggiatura: Jojo Moyes, Scott Neustadter, Michael H. Weber Fotografia: Remi Adefarasin Musiche: Craig Armstrong Montaggio: John Wilson Scenografia: Andrew McAlpine Arredamento: Sara Wan Costumi: Jill Taylor Effetti: BlueBolt Tratto da: romanzo omonimo di Jojo Moyes (ed. Mondadori, coll. Omnibus)

Nazione
USA
Distribuzione
WARNER BROS. PICTURES ITALIA
Tratto da
romanzo omonimo di Jojo Moyes (ed. Mondadori, coll. Omnibus)

 

Thea Sharrock è una regista teatrale britannica nata nel 1976. Nel 2001, quando a 24 anni è diventata direttore artistico del Southwark Playhouse di Londra, era la più giovane direttrice artistica del teatro britannico. Compie il suo debutto alla regia cinematografica con “Io Prima Di Te”. Veterana a teatro, la Sharrock ha vinto il James Menzies-Kitchin Young Director of the Year Award nel 2000, per il suo debutto alla regia teatrale con l’opera di Caryl Churchill, ‘Top Girls’, che è stata sia allestita nel West End londinese e che ha fatto due tour in tutta la Gran Bretagna. La Sharrock è stata investita dell’onore di essere la più giovane direttrice artistica quando ha assunto il ruolo presso la Southwark Playhouse per tre anni, prima di allora era stata direttrice artistica del Gate Theatre di Notting Hill. Da allora regista freelance, i suoi crediti teatrali includono: produzioni per l’Almeida e il Donmar, per il Royal National Theatre e per numerosi teatri del West End, in cui ha allestito opere come “Equus”, interpretato da Daniel Radcliffe e Richard Griffiths (anche a Broadway); “The Misanthrope”, interpretato da Keira Knightly; “Heroes”, intepretato da John Hurt e “Cause Célèbre”, interpretato da Anne-Marie Duff presso l’Old Vic. La sua produzione di “After The Dance” allestita presso il National Theatre ha vinto otto premi maggiori. È stata anche la regista dell’ “Enrico V”, interpretato da Tom Hiddleston per la Sam Mendes/Neal Street e la BBC, oltre allo speciale natalizio, “Call the Midwife”, sempre per la Neal Street e la BBC. Ha anche diretto Richard Griffiths nella sua ultima performance teatrale, in “The Sunshine Boys”, in cui recitava anche Danny DeVito presso il Savoy Theatre prima di arrivare a dirigere il suo primo musical, “La Guardia del Corpo” presso l’Adelphi, che oggi è al numero 1 dei tour della Gran Bretagna, prima di tornare a Londra questa estate, il musical che è stato anche allestito in Germania e Olanda, esordirà negli Stati Uniti, in Italia e in Corea del Sud entro questo anno. Recentemente ha diretto Miranda Hart nel suo primo spettacolo in un’arena, oltre a Kevin Spacey nel suo primo one-man show, “Darrow” per l’Old Vic.

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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