MARTEDì 23 e MERCOLEDì 24 ottobre
ore 15.30 - 18 - 20.30
GIOVEDì' 25 ottobre 2018
ore 15 - 17.30 - 20 - 22.15

mary shelley manifesto LOCANDINA

Regia
Haifaa Al Mansour
Genere
BIOGRAFICO, DRAMMATICO
Durata
120'
Anno
2018
Produzione
AMY BAER, ALAN MOLONEY, RUTH COADY PER PARALLEL FILMS, GIDDEN MEDIA, HANWAY FILMS, JULIETTE FILMS, SOBINI FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON METROL TECHNOLOGY, HEAD GEAR FILMS
Cast

Elle Fanning (Mary Shelley), Douglas Booth (Percy Shelley), Stephen Dillane (William Godwin), Joanne Froggatt (Mary Jane Clairmont), Ben Hardy (John Polidori), Maisie Williams (Isabel Baxter), Bel Powley (Claire Clairmont), Tom Sturridge (Lord Byron), Hugh O'Conor (Samuel Taylor Coleridge), Ciara Charteris (Harriet Shelley), Jack Hickey (Thomas Hogg), Sarah Lamesch (Eliza)

 

Nata in Arabia Saudita il 30 novembre 1973. Prima regista donna in Arabia Saudita, è considerata tra i più importanti personaggi del panorama cinematografico del Regno. Figlia del poeta Abdul Rahman Mansour, si è laureata in Lettere presso l'Università Americana del Cairo e ha completato un Master in Directing and Film Studies presso l'Università di Sydney. Il successo dei suoi tre cortometraggi - "Who?" (2003); "Bereavement of the Fledgling" (The Bitter Journey, 2003); "The Only Way Out" (2004) -, così come i numerosi riconoscimenti internazionali ottenuti dal suo documentario "Women Without Shadows" (2005), non solo ha influenzato una nuova ondata di registi Sauditi, ma ha anche portato in prima pagina la questione relativa all'apertura dei cinema nel Paese. I suoi lavori hanno scatenato opinioni discordanti in patria soprattutto per gli argomenti trattati, spesso fonte di discussione perché considerati tabù: la tolleranza, i pericoli dell'ortodossia e la necessità dei Sauditi di osservare con occhio critico la loro cultura tradizionale e restrittiva. Attraverso le sue opere per il grande e piccolo schermo o il materiale dato alle stampe, Al Mansour è divenuta celebre per essere riuscita a penetrare il muro di silenzio che circonda la vita reclusa delle donne saudite, dando finalmente spazio alle loro voci inascoltate. Nel 2012 ha realizzato il suo primo lungometraggio, "La bicicletta verde", Che ha ricevuto il premio CICAE, il premio CinemAvvenire come miglior film-il cerchio non è rotondo (cinema per la pace e la ricchezza delle diversità) e l'interfilm Award for Promoting Interreligious Dialogue alla 69ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nella sezione 'Orizzonti'.

 

 

credits:

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