Date e orari: da Lunedì 19/9/16 ore 22.00, Martedì 20, Mercoledì 21 ore: 15.30/18.00/20.30/ Giovedì 22 ore 15.30 - 17.30 - 20 - 22

tornodamiamadre

Regia
Eric Lavaine
Genere
COMMEDIA
Durata
91'
Anno
2016
Produzione
SAME PLAYER, PATHÉ PRODUCTION, TF1 FILMS PRODUCTION, APPALOOSA CINEMA, SCOPE PICTURES, CHABRAQUE ET RYOAN
Cast

Alexandra Lamy (Stéphanie), Josiane Balasko (Jacqueline), Mathilde Seigner (Carole), Philippe Lefebvre (Nicolas), Jérôme Commandeur (Alain), Cécile Rebboah (Charlotte), Didier Flamand (Jean)

Trama

La 40enne Stéphanie ha perso il lavoro ed è dovuta tornare a vivere, suo malgrado, a casa con la mamma Jacqueline. Nonostante la calorosa accoglienza e le comodità, la convivenza tra le due richiede una buona dose di pazienza, da entrambe le parti. Tutto fila comunque più o meno liscio fino a quando, durante una cena in famiglia insieme a Carole, Alain e Nicolas - la sorella e i fratelli di Stéphanie - una serie di segreti di famiglia e regolamenti di conti portano scompiglio...

Critica

Elemento catalizzatore di duelli, schermaglie e rivelazioni catastrofiche è Stephanie (Alexandra Lamy) 40 anni, architetta, donna di successo, che dopo il divorzio e all'improvviso senza lavoro si ritrova a dover tornare a vivere dalla madre Jacqueline (Josiane Balasko), eccentrica signora che riempie le proprie giornate ascoltando Francis Cabrel e giocando a Scarabeo. Una convivenza che presto la metterà a dura prova tra caffè solubili, l'ingombrante presenza di un gatto, spazi da ridefinire, colazioni da 'programmare' secondo precisi rituali e una casa troppo calda per le sue abitudini, senza contare i bizzarri comportamenti della madre, piccole bugie che si riveleranno necessarie a Jacqueline per nascondere ai propri figli la sua rinata vita sessuale con un nuovo compagno.
La prima parte del film scorre così senza intoppi puntando sul registro comico interamente consegnato agli spumeggianti siparietti tra le due attrici: il duetto regala i momenti più riusciti del film, un mix di grazia e ironia che raggiunge l'apice in alcune scene non molto distanti dal reale quotidiano come quella in cui Stephanie insegna alla propria madre a usare una email. In scena Lamy e Balasko si rincorrono, si fanno da spalla a turno, dettano ritmi e tempi della messa in scena, strappano risate rivelando un'empatia di rara finezza, e non potrebbe essere diversamente se come ci confessa la stessa Lamy: "Veniamo dalla stessa scuola, abbiamo fatto entrambe molte commedie. Io e Josiane abbiamo lo stesso ritmo, andiamo veloci e insieme facevamo sempre delle proposte sul set". Chapeau.
Peccato che il tono del film nella seconda parte viri bruscamente sul melò familiare senza una soluzione di continuità sacrificando la schiettezza delle premesse e abbandonando la dimensione realistica a favore di un regolamento di conti in quel microcosmo di piccole faide che a volte è la famiglia. Così davanti una tavola imbandita per il pranzo di Pasqua che riunirà tutti i fratelli, i conflitti irrisolti, le fragilità di madre e figli e i segreti taciuti per decenni dopo la morte del padre, genereranno un cortocircuito che condurrà dritti verso un happy ending catartico. Vanificando in parte lo sforzo di spregiudicato realismo tentato dalla scrittura durante la prima parte della storia.
Elisabetta Bartucca, Movieplayer.it, 25 agosto 2016

Diretto da Eric Lavaine, Torno da mia madre si mostra nella mera forma di commedia francese, leggera ma intrisa di profonde tematiche sociali. Un’opera che non aggiunge e non toglie nulla al genere, e che neppure si pone l’obiettivo di farlo. Tema fulcro del film che vede protagonisti Alexandra Lamy, Josiane Balasko e Mathilde Seigner, è il fenomeno “generazione boomerang”, ossia quella fascia di individui che si ritrovano forzati a tornare a vivere dai genitori. La generazione boomerang è citata, si fa riferimento alle problematiche ad essa legate, ma presto nella sceneggiatura trovano spazio i rancori familiari e soprattutto il valore dell’amicizia. Proprio su quest’ultimo elemento infatti il film si muove per tutta la sua durata: dal disperato tentativo di Stéphanie, quarantenne divorziata e senza lavoro costretta a tornare a vivere dalla madre, di chiedere aiuto ad amicizie ormai assopite, sino all’ amara scoperta che rivela ai suoi occhi l’egoismo spregiudicato di colei che considera l’ amica del cuore nonché ex socia in affari. Anche i legami di sangue, molto tesi tra loro, occupano larga parte del girato mostrando i lati più nascosti, le frustrazioni e le accese rivalità tra fratelli e sorelle. La figura genitoriale si mantiene in realtà sullo sfondo lasciando prendere il sopravvento all’analisi dei rapporti individuali scavando nei dissapori facilmente reperibili all’interno del nucleo familiare e mettendo a nudo l’ipocrisia che si cela dietro il falso mito della fraterna amicizia. Un film che tocca un nervo scoperto.
Nico Parente, Cinematografo.it, 12 agosto 2016

Al centro del film di Eric Lavaine c'è il tavolo della sala da pranzo, emblema della famiglia e di una commedia che passa attraverso il dialogo e le relazioni. Una commedia leggera, dunque, non nel senso della farsa degli equivoci (anche se questo aspetto è presente, affidato a una Josiane Balasko in ottima forma), ma proprio di una penna che non calca la mano, che tampona con la tenerezza e un goccio di malinconia ogni piccola deriva, e non conosce spietatezza.
Il registro è quello del naturalismo e dello specchio della quotidianità, con la volontà di non dimenticare nel conto elementi di reale attualità come la crisi economica, la difficoltà di reinserirsi nel mondo del lavoro che incontra una donna non più giovanissima e la piccola grande sofferenza che le comporta separarsi dal figlio, anche per poco, e nonostante il buon rapporto con l'ex. Sono ami, però, che il regista appende alla lenza e poi dimentica di controllare se hanno prodotto un esito, se qualcosa ha abboccato. Il film di Lavaine, infatti, sembra scordare, dalla metà in poi, i problemi sociali e identitari di Stéphanie per concentrarsi sul segreto della madre e sulla cronaca famigliare che ne deriva. Questo cambio di rotta, insieme con la soluzione semplicista del maggior conflitto in campo (la situazione finanziaria della protagonista) impedisce a Torno da mia madre di poter aspirare ad essere qualcosa di più di un film di piacevole intrattenimento, e tuttavia, una volta appurato il raggio d'azione, sarà facile apprezzarne le sfumature di verità e il gioco di classe delle tre interpreti femminili.
Marianna Cappi, Mymovies.it, agosto 2016

Trailer


Altre informazioni


Fotografia
François Hernandez
Sceneggiatura
Héctor Cabello Reyes, Eric Lavaine
Musiche
Fabien Cahen
Montaggio
Vincent Zuffranieri
Costumi
Brigitte Faur-Perdigou
Nazione
FRANCIA
Distribuzione
OFFICINE UBU
Scenografia
Isabelle Quillard

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.metacritic.com

http://www.variety.com

http://www.movieplayer.it

http://www.washingtonpost.com

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