MARTEDì 10 e MERCOLEDì 11 ottobre
ore 15.30 - 18 - 20.30
GIOVEDì 12 ottobre
ore 15.15 - 17.30 - 20 - 22.15

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE LOCANDINA

Regia
Silvio Soldini
Genere
DRAMMATICO
Durata
115'
Anno
2017
Produzione
LIONELLO CERRI PER LUMIÈRE & CO., CON RAI CINEMA, VENTURA FILM, IN COPRODUZIONE CON RSI RADIOTELEVISIONE SVIZZERA/SRG SSR
Cast

Valeria Golino (Emma), Adriano Giannini (Teo), Arianna Scommegna (Patti), Laura Adriani (Nadia), Anna Ferzetti (Greta), Andrea Pennacchi (Paolo), Beniamino Marcone (Flavio), Mattia Sbragia (Vittorio), Valentina Carnelutti (Stefania), Roberto De Francesco, Giuseppe Cederna (Tassista notturno), Roberto De Francesco (Tassista supermarket), Rossana Mortara (Lilli), Italo Amerighi (Andrea), Angela Ciaburri

Trama

Teo è un uomo in fuga. Dal suo passato, dalla famiglia di origine, dai letti delle donne con cui passa la notte e da cui scivola fuori alle prime luci del giorno, dalle responsabilità. Il lavoro è l'unica cosa che veramente ama, fa il "creativo" per un'agenzia pubblicitaria e non stacca mai, tablet e cellulari lo tengono in perenne e compulsiva connessione con il mondo. Emma ha perso la vista a sedici anni, ma non ha lasciato che la sua vita precipitasse nel buio. O meglio, l'ha riacchiappata al volo, ha fatto a pugni con il suo handicap e l'ha accettato con la consapevolezza che ogni giorno è una battaglia. Fa l'osteopata e gira per la città col suo bastone bianco, autonoma e decisa. Si è da poco separata dal marito e Teo, brillante e scanzonato, sembra la persona giusta con cui concedersi una distrazione. Per Teo invece, tutto nasce per gioco e per scommessa, Emma è diversa da tutte le donne incontrate finora ed è attratto e impaurito dal suo mondo. Una ventata di leggerezza li sorprende, ma quel galleggiare in allegria bruscamente finisce. Ognuno torna alla propria vita, ma niente sarà più come prima.

Critica

Emma è la protagonista femminile de Il colore nascosto delle cose di Silvio Soldini, che i non vedenti li aveva già raccontati nel documentario Per altri occhi e che ha voluto fare “il film su ciechi che non c’era”, un film di personaggi pacificati con la vita invece che consumati dalla rabbia, un film di individui normali e non pseudo supereroi dall’olfatto e/o udito sorprendenti, un film sulla capacità di ascoltare e sul coraggio di “fare il passo più lungo della gamba”. Un film in cui si ride, anche, ma diverso, tanto diverso dalle precedenti opere del regista - da Il comandante e la cicogna, per esempio, o da Pane e tulipani - perché saldamente ancorato alla realtà, e più incollato alle anime non così in pena che racconta e soprattutto ai corpi: filmati da vicino, per intero o nei dettagli, alla luce oppure al buio, come in una scena iniziale in cui si sentono soltanto parole, le parole di Emma e di Teo. E Teo, di questo film che invita a rallentare i ritmi, è l’altra faccia: è l’attenzione alle apparenze e alle immagini patinate di uno spot pubblicitario, è l’evanescenza, la superficialità sentimentale e, almeno sulle prime, l’assenza. Ed è la fuga. Già, la fuga… Eccolo l’uomo in fuga di turno, “maschera” del contemporaneo cinema italiano quasi come lo erano Pantalone e Arlecchino ai tempi della Commedia dell’Arte. Quanti ce ne sono di maschi in fuga nei film di oggi, intenti a volare di fiore in fiore e a mentire spudoratamente. Il personaggio di Adriano Giannini incarna quasi tutti i cliché della categoria, ma a Soldini sembra non importare più di tanto, perché il suo uomo dei tablet sempre accesi e dei telefonini che squillano ininterrottamente un salto nel buio lo fa, abbracciando la leggerezza e aprendosi al bisogno di accudire. Il cammino di Teo però è lento, e se fossimo dentro Uno, due, tre, stella i suoi sarebbero passi da lumaca alternati a passi da gambero, perché Il colore nascosto delle cose, con il suo desiderio di pedinamento e il suo voler essere la fotografia di una quotidianità, a tratti si inceppa, ristagna. Succede, in particolare nei film in cui il tema è talmente urgente da togliere spazio ai personaggi, che arrancano o restano sospesi. Emma e Teo qualche impasse però possono permettersela, perché a movimentarli giocando con le sfumature della loro personalità sono Giannini e Valeria Golino, sempre a fuoco, sempre generosi. Argilla che si lascia plasmare dalle mani del regista, entrambi danno qualcosa di sé al ruolo che interpretano. La sfida più difficile, non c’è dubbio, l’ha vinta la Golino, semplice, bellissima e credibile anche in virtù di un utile corso di “orientamento e mobilità”. E autentica, e accogliente proprio come i tanti interni nei quali Il colore nascosto delle cose è ambientato: interni spesso caldi e pieni di oggetti, che contribuiscono a stabilire un clima di intimità e di familiarità, un’atmosfera che fa sì che Emma alla fine ci appaia come un’amica o una sorella, una sorella saggia che ci invita a non dare nulla, ma proprio nulla, per scontato.

Carola Proto, Comingsoon.it, 23 agosto 2017

Trailer


Altre informazioni

Soggetto: Doriana Leondeff, Davide Lantieri, Silvio Soldini
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Davide Lantieri, Silvio Soldini
Fotografia: Matteo Cocco
Musiche: Gian Luigi Carlone
Montaggio: Giorgio Garini, Carlotta Cristiani
Scenografia: Marta Maffucci
Costumi: Silvia Nebiolo
Suono: Filippo Porcari



Nazione
ITALIA, SVIZZERA - 2017
Distribuzione
VIDEA

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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