LUNEDì 24 aprile
ore 22.00 (Sala Lampertico)
MARTEDì 25, MERCOLEDì 26
ore 15.30 - 18 - 20.30
GIOVEDì 27
ore 15 - 17.30 - 20 - 22.15

Locandina Animali notturni

Regia
Tom Ford
Genere
DRAMMATICO, THRILLER
Durata
117'
Anno
2016
Produzione
Focus Features, Universal Pictures
Cast

Amy Adams (Susan Morrow), Jake Gyllenhaal ( Tony Hastings), Isla Fisher (Laura Hastings), Aaron Taylor-Johnson(Ray Marcus), Armie Hammer(Walker Morrow), Michael Shannon(Bobby Andes), Laura Linney(Anne Sutton), Karl Glusman(Lou)

Trama

Susan Morrow, una mercante d'arte di Los Angeles, conduce una vita agiata ma vuota insieme al marito Hutton Morrow. Durante un weekend, mentre Hutton è via per un viaggio di lavoro, Susan trova un pacco inaspettato nella cassetta delle lettere. È un romanzo intitolato Nocturnal Animals, scritto dal suo ex marito, Edward Sheffield, con cui Susan non ha contatti da anni. Insieme al manoscritto c'è un biglietto di Edward che incoraggia Susan a leggere il libro e a chiamarlo durante la sua visita in città. Sola nel suo letto, di notte, Susan si immerge nella lettura. Il romanzo è dedicato a lei ma il contenuto è violento e devastante. Susan è molto colpita dalla scrittura di Edward e non può fare a meno di ricordare i momenti più intimi della loro storia d'amore. Cercando di guardare dentro se stessa oltre la superficie patinata della sua esistenza, Susan vede sempre più chiaramente come quel libro sia il racconto di una vendetta, che la costringe a rivalutare le scelte fatte e risveglia in lei una capacità di amare che temeva di aver perso, mentre la storia procede verso una resa dei conti che riguarderà sia l'eroe del romanzo che lei.

Critica

Non sono per nulla fantastici, ma molto notturni e feroci gli animali di Tom Ford. Alla seconda prova di cinema, lo stilista americano mantiene la predilezione per i toni drammatici e affonda ancora una volta il dito nelle piaghe delle solitudini e degli abbandoni, come aveva fatto nel precedente 'A Single Man'.
Luca Pellegrini, 'Avvenire', 18 novembre 2016

Sette anni dopo 'A Single Man', lo stilista Tom Ford torna alla regia dimostrando di essere un cineasta vero e non occasionale, perfettamente in grado di padroneggiare un'opera di complicata struttura narrativa quale questo 'Animali notturni' (...) costruito a spirale come un racconto nel racconto; ovvero, nel trasferimento sullo schermo, come un film nel film. (...) Amore e vendetta, rimorso e presa di coscienza; presente e passato; la Los Angeles dei quartieri alti e le brade praterie dell'Ovest con il loro branco di sanguinari stupratori: Ford orchestra l'eterogena materia con raffinata coerenza formale, in una rapinosa chiave di melò noir su cui la musica del polacco Abel Korzeniowski stempera allarmanti atmosfere hitchcockiane. In un'interpretazione che potrebbe valerle una candidatura all'Oscar, la Adams incide un inquieto e inquietante ritratto di signora; e Gyllenhaal si conferma attore di densa carica emozionale.
Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 17 novembre 2016

(...) Tom Ford organizza con la consueta eleganza il suo secondo lungometraggio, dopo il premiato 'A Single Man'. Ancora una volta alla base giace un best-seller (...) e ancora una volta al centro si pone l'ontologica ambiguità dell'essere umano, con la spiccata intenzione a farne emergere il lato oscuro e - al caso - bestiale. (...) 'Animali notturni' porta all'estremo la meta-narrazione con il vertiginoso 'in&out' da un libro che diviene nemesi per i protagonisti.
Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 17 novembre 2016

Piacerà non a ogni spettatore domenicale (e come potrebbe? La storia si dirama su almeno tre piani narrativi), ma a parecchi nostalgici del grande cinema, sì. (...) lo stilista Tom Ford ci sa fare eccome con la decima musa. Era già evidente nell'opera prima 'A Single Man' (...). Qui mira più in alto, al conflitto che è in ognuno di noi, tra la vita che preferiamo vivere e quella che dovremmo. Racconta su tre piani e in ognuno fa meraviglie. Il thriller texano sarà pieno di stereotipi, ma funziona eccome, ti tiene in tensione fino all'ultima scena (centrata scelta di Michael Shannnon per il ruolo del duro tutto d'un pezzo). Poi c'è la 'love story' senza domani di Susan e Tony rievocata nei 'flashback' con una sontuosa fotografia da grande melodramma degli anni 50. Infine la genialata dell'incipit, prima e dopo i titoli di testa, che riassume i significati del film.
Giorgio Carbone, 'Libero', 17 novembre 2016

Il film è complesso, raffinato e si permette di non lisciare il pelo a quell'America fondativa che invece esaltano in tanti. Giocato su due piani (...) il film moltiplica poi i piani narrativi (...). Così la realtà del presente, l'atemporalità del romanzo e il passato dei ricordi creano da una parte il ritratto di una generazione che ha preferito il benessere all'amore - i «saggi» consigli della madre (una strepitosa Laura Linney) sono da antologia - e dall'altra scava nell'animo di una nazione che sembra non poter fare a meno della violenza e della vendetta. Che arriva a esaltare anche nelle sue opere d'arte. Sceneggiando il romanzo 'Tony e Susan' (...) Tom Ford mette in evidenza le fragilità di un ceto che non sopporta le «debolezze» ma che messo di fronte alla violenza vendicativa sembra vacillare. Forse tutto è un po' troppo perfetto, troppo «ben recitato» (...), troppo «atteso», ma Ford sa tenere lo spettatore stretto alla sua storia fino alla fine.
Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 3 settembre 2016

Il gusto un po' gelido un po' glamour di Ford emerge solo nei titoli di testa (molto brutti) e nel montaggio con le posture, le movenze, le espressioni che si richiamano da una linea narrativa all'altra. Secondo un gusto dell'assonanza o, verrebbe da dire, del pendant. Ma se si può rimanere perplessi sulla denuncia dell'aridità di un mondo di apparenze, da parte di uno che in fondo su quel mondo continua a costruire le proprie fortune, la tenuta registica del film è indubbia, grazie anche all'apporto degli interpreti: ovviamente i protagonisti Amy Adams e Jake Gyllenhaal (...), ma anche la faccia di ghisa di Michael Shannon nel ruolo di un poliziotto disilluso e feroce.
Emiliano Morreale, "La Repubblica", 3 settembre 2016

'Nocturnal Animals' (...) è il nuovo film di Tom Ford, stilista iperfashion e regista capace di sorprendere con intelligenza anche in questa sua seconda prova dopo il bell'esordio di 'A Single Man'. Le prime sequenze sono folgoranti: quattro donne si agitano in una danza sfrenata, nude a parte un cappello di strass, in mano la bandiera americana come cheersleaders invecchiate, i corpi grassissimi, sfatti, cadenti. Un segno al contrario. Ma l'intero film di Ford (...) si presenta come un «concept» punteggiato dai simboli di un paesaggio americano: generi, stereotipi, postmoderno, arte, pop. L'orizzonte western della caccia all'uomo e della vendetta, di una provincia americana scassata, di poliziotti che sputano i polmoni e sono pronti a farsi giustizia da sé tanto ormai l'appuntamento più vicino è quello con la morte - stupendo Michael Shannon. Della Los Angeles patinata con le sue ville design e vetri, le psicopilloline magiche per essere felici, i party e le piscine «Bigger Splash». Di padri e di madri, di figli spaventati. (...) Una storia d'amore mancata è in fondo "Nocturnal Animals" (...). E la scommessa di Ford è raccontarne i movimenti e le crepe in un immaginario «sentimentale» nel quale sa muoversi con intelligenza, leggerezza, umorismo. La messinscena del romanzo attraversa gli stati d'animo, la malinconia di qualcosa che si è perduto, la sofferenza di una rottura, tutto quanto significa una scelta. Quel «rewind» sempre impossibile, col suo gusto teneramente amaro.
Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 3 settembre 2016

"(...) film potente, dall'impianto complesso, capace di comunicare con le immagini quella specialissima sensazione che proviamo quando, leggendo un libro, riusciamo a mettere a fuoco e a comprendere snodi fondamentali della nostra vita. (...) In 'Nocturnal Animals' la passione estetizzante di Ford è funzionale allo sviluppo della narrazione, niente è gratuito, niente è solo bello (...).
Fulvia Caprara, 'La Stampa', 3 settembre 2016

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Tom Ford
Fotografia: Seamus McGarvey
Montaggio: Joan Sobel
Musiche: Abel Korzeniowski
Produzione: Focus Features, Universal Pictures



Nazione
USA
Distribuzione
Universal Pictures

 

Thomas Ford nasce ad Austin (Texas) il 27 agosto 1961. Nel campo della moda ha raggiunto fama internazionale dopo aver curato il rilancio della maison Gucci e per aver successivamente creato il marchio Tom Ford.
Tom Ford è anche il nome del padre, Shirley Bunton è invece la madre. Il giovane futuro stilista trascorre l'infanzia nei sobborghi di Houston, poi all'età di 11 anni si trasferisce con la famiglia a Santa Fe. Compie i suoi studi presso la St. Michael's High School e successivamente alla Santa Fe Preparatory School, diplomandosi nel 1979.
All'età di 17 anni si trasferisce a New York, dove oltre a studiare alla Parsons School of Design, studia storia dell'arte alla New York University. In questi anni frequenta la leggendaria discoteca Studio 54 e conosce il guru della pop art Andy Warhol. Durante l'ultimo anno di studi alla Parsons, Tom Ford lavora a Parigi per sei mesi come stagista nell'uffico stampa di Chloé. Dopo aver studiato moda per anni, si laurea nel 1986, ma consegue il titolo di architetto. Ancora nel 1986 entra a far parte dello staff creativo della designer Cathy Hardwick. La svolta decisiva avviene nel 1988, quando passa alla Perry Ellis come Direttore del Design sotto la supervisione di un'altra figura fondamentale del mondo della moda: Marc Jacobs.
Nel 1990 cambia radicalmente imbarcandosi nell'avventura del marchio Gucci, sull'orlo della bancarotta. Inizialmente occupa la posizione di responsabile dell'abbigliamento donna ready-to-wear, passando poi nel 1992 a Direttore del Design. Nel 1994 Gucci viene acquistata da Investcorp, un fondo di investimento del Bahrain, e Tom Ford scala ancora posizioni diventando Creative Director, con responsabilità sulla produzione e sull'immagine della compagnia.
Il 1995 è l'anno che rilancia Gucci e Ford nel gotha della moda mondiale, grazie alle linee guida stilistiche ed alle mirate campagne pubblicitarie del designer texano.
Nel 2000 assume anche l'incarico di Creative Director per Yves Saint Laurent, dopo che questa entra a far parte del gruppo Gucci. Nel 2004 Tom Ford e Domenico De Sole decidono di lasciare il gruppo Gucci. La sua ultima sfilata è del mese di marzo 2004.
Il duo Ford-De Sole crea la società "Tom Ford". Collabora con Estée Lauder per quanto riguarda profumi e cosmetica, e crea una collezione di occhiali da sole con il suo nome. Stravagante e anticonformista lancia sul mercato un suo profumo dal nome di "Black Orchid".
Nella primavera del 2007 presenta la collezione maschile che porta il suo nome. La linea menswear rimane disponibile fino al 2008 nelle boutique monomarca Ermenegildo Zegna e successivamente in punti vendita selezionati. Per le campagne pubblicitarie delle sue linee si affida allo stile forte di Marilyn Minter e Terry Richardson. Da sempre attento allo stile e al glamour hollywoodiano, ha sempre avuto contatti con il mondo del cinema: nel 2001 appare come se stesso nel film "Zoolander" e nel 2008 cura gli abiti di James Bond/Daniel Craig in "Quantum of Solace".
Ancora nel 2008 decide di intraprendere una nuova avventura artistica, debuttando alla regia cinematografica con "A Single Man". Dopo aver acquistato i diritti del romanzo di Christopher Isherwood "Un uomo solo", inizia le riprese del film tra ottobre e novembre 2008. Il film è stato presentato in concorso alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto un'ottima accoglienza. Attore protagonista è l'inglese Colin Firth, che si è aggiudicato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. La storia racconta una giornata ordinaria di un professore omosessuale e della sua solitudine dopo la morte del suo compagno. Tom Ford necura anche la sceneggiatura e la produzione.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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