VENERDì 20 ore 17.00 (Sala Lampertico), SABATO 21 e DOMENICA 22 ore 18 - 20.30 (Sala Lampertico)

THE FOUNDER LOCANDINA

Regia
John Lee Hancock
Genere
BIOGRAFICO
Durata
115
Anno
2016
Produzione
AARON RYDER, DON HANDFIELD, JEREMY RENNER PER FILMNATION ENTERTAINMENT, THE COMBINE
Cast

Michael Keaton (Ray Kroc), Nick Offerman (Dick McDonald), John Carroll Lynch (Mac McDonald), Laura Dern (Ethel Kroc), Linda Cardellini (Joan Smith), Patrick Wilson (Rollie Smith), B.J. Novak (Harry Sonneborn), Justin Randell Brooke (Fred Turner), Katie Kneeland (June Martino), Griff Furst (Jim Zien), Wilbur Fitzgerald (Jerry Cullen), David de Vries (Jack Horford), Andrew Benator (Leonard Rosenblatt), Cara Mantella (Myra Rosenblatt), Jeremy Madden (Dennis)

Trama

La vera storia di Ray Kroc, un venditore dell'Illinois, e del suo incontro con Mac e Dick McDonald, che negli anni Cinquanta avevano avviato un'attività di vendita di hamburger nella California del Sud. Impressionato dalla velocità del sistema inventato dai due fratelli per la preparazione del cibo e dalla folla di clienti attirati dal loro chiosco a San Bernardino, Kroc vide subito il potenziale per un franchising e fece di tutto per sottrarre la società ai fratelli creando un impero miliardario. Così nacque McDonald.

Critica

Ci sono film che valgono più di decine di saggi per spiegare come 'funziona' una società che consente di depredare 'legalmente' delle persone permettendo a chi compie l'operazione di arricchirsi a dismisura grazie all'intuito e al fiuto per gli affari di cui è dotata. Documentari e film spesso negativi sull'impero dell'hamburger cotto e mangiato ne sono stati prodotti diversi e alcuni hanno anche ottenuto un'audience di un certo rilievo. Nessuno aveva però ancora delineato con l'acutezza di sguardo di John Lee Hancock (un regista esperto in biopic) il percorso seguito dal suo fondatore. È quello che accade ora e il lancio che recita "Il genio che ha fondato l'impero del fast food" ha un'ambiguità che va letta nel profondo. Perché sicuramente Crok ha avuto la genialità di comprendere come la catena di montaggio nella preparazione degli hamburger e la qualità delle materie prime impiegate dai due fratelli avessero tutte le caratteristiche per imporsi, almeno inizialmente, su scala nazionale. Alla definizione di 'genio' si potrebbe però aggiungere la specifica "del Male" perché Crok non solo, grazie ad un escamotage che spostò il tiro dalla vendita di hamburger alla proprietà immobiliare delle numerose filiali progressivamente aperte, poté recidere i legami contrattuali con i due fratelli ma si impadronì del logo nonché del loro stesso cognome. Per offrire a una personalità del genere il giusto equilibrio tra spirito imprenditoriale e voracità da liberista privo di qualsiasi remora di carattere etico occorreva l'interprete giusto. John Lee Hancock lo ha trovato in un Michael Keaton al meglio delle sue già notevoli prestazioni di attore. Nei suoi occhi e nella sua gestualità si leggono, a volte contemporaneamente, l'entusiasmo di chi sta implementando un'idea di cui altri non hanno letto le potenzialità e l'avidità di chi vede spalancarsi progressivamente davanti a sé le porte del Business con l'iniziale maiuscola. Come la M ad arco che contraddistinguerà il marchio che si apprestava ad invadere gli States e successivamente il mondo.
Giancarlo Zappoli, Mymovies.it, 9 gennaio 2017

Ti lascia con una strana sensazione la proiezione di 'The Founder', tra la rassegnazione e il rimpianto, come quella di un eroe che poi non si è rivelato all'altezza dei nostri sogni (non dei suoi, attenzione), ma non come il Jeremy Fox di langhiana memoria, il cui cinismo era propedeutico e pedagogico alla crudeltà della vita. No, il Ray Kroc che Michael Keaton interpreta con malinconica partecipazione, quasi controvoglia, eppure con un'energia contagiosa, non è l'ammodernamento di un personaggio del Covo dei contrabbandieri. E nemmeno solo il ritratto di un'America trionfante, coi suoi sogni e i suoi successi. La messa in scena di John Lee Hancock e soprattutto la sceneggiatura di Robert Siegel finiscono per tratteggiare un personaggio che forse nemmeno si accorge di aver tradito le proprie ambizioni ed è proprio su questo crinale di ambiguità e di contraddizioni che il film prende vita e colpisce. Perché dà l'impressione di non sapere bene che posizione avere su uno dei pilastri del capitalismo americano, né cosa fare di una delle icone pop più conosciute nel mondo e di quei sogni dove la realtà ha superato l'immaginazione. (...) i momenti più deboli del film (e della sceneggiatura) sono (...) quelli in cui Ray Kroc si lascia andare e intreccia spirito degli affari e filosofia 'all american', voglia di successo e sociologie egemoniche, quando anche il film sembra credere alla versione autorizzata della storia del «genio»: è vero che l'hamburger di McDonald's e i suoi archi dorati sono diventati uno dei simboli più popolari del mondo, ma le sue tirate patriottico-alimentare sanno di recita. Mentre prende vita quando abbandona l'agiografia e ci fa capire un po' meglio cosa si nasconde dietro il luccichio del sogno americano.
Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 9 gennaio 2017

Nuovamente dietro la macchina da presa per un’altra biografia dopo il recente Saving Mr. Banks con Tom Hanks e Emma Thompson, il regista John Lee Hancock torna a raccontare di come il genio e la fortuna siano il connubio reale per raggiungere il successo, inquadrando l’esistenza di un uomo che è riuscito a riscattare la propria vita diventando una delle personalità più influenti dell’era moderna, pur macchiatosi di un furto che non intaccò minimamente la sua totale indifferenza. Quell’uomo è il già citato Ray Kroc e il regista ne riporta cinematograficamente le gesta con discreta e lucida chiarezza. Pur non essendo il vero fautore dell’essenza profonda di McDonald’s e del suo distinguersi magistralmente da ogni altra catena di fast food, Ray Kroc fu in grado di sfruttare al meglio la dedizione e l’ideazione della pronta consegna posta alla solida base dai fratelli Nick e Mac, facendo in modo che non si consacrasse solamente una piccola azienda familiare attenta alla qualità genuina, ma che venissero attratti clienti di ogni tipo ed età verso quell’originale ed unico luogo di armoniosa aggregazione, dove non importa più se un frullato è fatto con il latte fresco o con quello in polvere. Con una partenza in sordina che diventa più interessante ed incisiva con il procedere della pellicola, The Founder è il segno lasciato da una perseveranza onnipotente, vero punto motivazionale per il suo protagonista e spinta per sbaragliare anche chi nell’innocuo e intimo McDonald’s aveva riposto i propri sogni e speranze. Un film dalla sceneggiatura scritta da Robert S. Siegel che con il passare dei minuti ammonta nell’animo una rabbia viscerale contro il solipsismo del dio denaro che tutto regola e tutto gestisce, contro la slealtà di un uomo che sarà anche diventato grande nel mondo, ma si è mostrato piccolo nella propria vita. Interpretato da un Michael Keaton decisamente sull’onda di questa sua seconda, ottima carriera, l’attore veste con grande dote i panni ipocriti e disonesti del fondatore Kroc, regalando un biopic sul potere egoistico dell’ambizione, coronato da quegli archi dorati che hanno fatto la fama di McDonalds.
Martina Barone, Cinematographe.it, 9 gennaio 2017

(…) La curiosità di The Founder sta sul punto di vista scelto da Hancock, che lascia i due fratelli McDonald sullo sfondo, concentrando tutta la propria attenzione su colui che sfruttò quel nome creando il marchio. Senza Ray Kroc, probabilmente, non avremmo mai avuto McDonald's e lo stesso concetto di fast food, incredibile ma vero, avrebbe seriamente rischiato di rimanere legato ad un minuscolo chiosco di San Bernardino. Un film sul capitalismo moderno, in cui qualità e dipendenti vengono sempre e solo dopo il Dio profitto, qui plasticamente rappresentato da un Keaton in grande spolvero, emblema del successo da agguantare attraverso la propria determinazione. Costi quel che costi. Un vero e proprio guru dell'imprenditoria che tra inciampi e colpi di fortuna, colpi di fulmine e inganni, ha segnato un'epoca. Didascalico nella sua rappresentazione e registicamente 'piatto', The Founder vive grazie alla prova d'attore di un Keaton assoluto mattatore e alla cinica e dettagliata sceneggiatura di Robert Siegel, riuscito a ricostruire pezzo dopo pezzo una storia ai più sconosciuta e proprio per questo dannatamente intrigante.
Federico Boni, Cineblog.it, giovedì 5 gennaio 2017

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Robert D. Siegel
Fotografia: John Schwartzman
Musiche: Carter Burwell
Montaggio: Robert Frazen
Scenografia: Michael Corenblith
Arredamento: Susan Benjamin
Costumi: Daniel Orlandi
Effetti: Alan Munro

Distribuzione
VIDEA

Nato il 15 Dicembre 1956 a Longview (Texas – USA). Regista, produttore e sceneggiatore americano, dopo aver studiato giurisprudenza per quattro anni, diventa attore teatrale entrando a far parte della Fountainhead Theater Company di Los Angeles, e poi fonda, assieme a B. Lee, B. Allen e G. Davis, il Legal Aliens Theater. Passa poi al cinema lavorando come coordinatore di produzione e come aiuto-regista, e in seguito sceneggiando e dirigendo Vaya Con Dios (1991), seguito nel 1993 da Hard Time Romance. Arriva a Hollywood scrivendo la sceneggiatura di Un mondo perfetto (1993) di Clint Eastwood, con cui prosegue la collaborazione per Mezzanotte nel giardino del bene e del male (1997). Dopo aver diretto alcuni episodi delle serie televisive L.A. Doctors (1998) e Falcone (2000), torna al cinema dirigendo Un sogno, una vittoria (2002), interpretato da Dennis Quaid e basato su una storia vera. Nel 2004 la Disney gli affida la regia del kolossal Alamo - Gli ultimi eroi, che però sarà un disastro al botteghino, mentre cinque anni dopo gira il pluripremiato dramma sportivo The Blind Side (2009), che è stato un grande successo e ha ricevuto un Academy Award e un Golden Globe per la migliore attrice (Sandra Bullock). Ha collaborato nuovamente con la Disney per Saving Mr. Banks (2013), un film sulla vita della scrittrice P.L. Travers (Emma Thompson) e sul suo difficile rapporto con Walt Disney (Tom Hanks) per l'adattamento del suo famoso romanzo "Mary Poppins". Nel 2016 dirige Michael Keaton nei panni di Ray Kroc, l'uomo dietro all'impero McDonald's in The Founder.

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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