VENERDì 5 maggio
ore 20.00 (Sala LAmpertico)
SABATO 6
ore 20.30 (Sala Lampertico)
DOMENICA 7
ore 18.00 (Sala Lampertico)

LOCANDINA COSE CHE VERRANNO

Regia
Mia Hansen-Løve
Genere
DRAMMATICO
Durata
100'
Anno
2017
Produzione
CG CINÉMA, IN CO-PRODUZIONE CON DETAILFILM, ARTE FRANCE CINÉMA, RHÔNE-ALPES CINÉMA, SOFICAS CINÉMAGE, COFINOVA SRG SSR
Cast

Isabelle Huppert (Nathalie), André Marcon (Heinz), Roman Kolinka (Fabien), Edith Scob (Yvette), Sarah Lepicard- (Chloé), Solal Forte (Johann), Elise Lhomeau (Elsa), Lionel Dray (Hugo), Grégoire Montana-Haroche (Simon), Lina Benzerti- (Antonia)

Trama

Nathalie insegna filosofia in un liceo di Parigi. Per lei la filosofia non è solo un lavoro, ma un vero e proprio stile di vita. Un tempo fervente sostenitrice di idee rivoluzionarie, ha convertito l'idealismo giovanile "nell'ambizione più modesta di insegnare ai giovani a pensare con le proprie teste" e non esita a proporre ai suoi studenti testi filosofici che stimolino il confronto e la discussione. Sposata, due figli, e una madre fragile che ha bisogno di continue attenzioni, Nathalie divide le sue giornate tra la famiglia e la sua dedizione al pensiero filosofico, in un contesto di apparente e rassicurante serenità. Ma un giorno, improvvisamente, il suo mondo viene completamente stravolto: suo marito le confessa di volerla lasciare per un'altra donna e Nathalie si ritrova, suo malgrado, a confrontarsi con un'inaspettata libertà. Con il pragmatismo che la contraddistingue, la complicità intellettuale di un ex studente e la compagnia di un gatto nero di nome Pandora, Nathalie deve ora reinventarsi una nuova vita.

Critica

Una grande prova d'attrice è (...) al centro di 'L'Avenir' (...) di Mia Hansen-Løve. (...) Ma se l'attrice francese è capace di restituire la realtà quotidiana di una vita che si modifica davanti ai suoi occhi, è la messa in scena della regista a saper trovare quella credibilità e quella semplicità che sanno rendere autentico questo mélo senza melodramma, dove la forza della verità vince su tutto.
Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 16 febbraio 2016

(...) la regista francese sembra ritrovare lo slancio di una narrazione limpida dopo le forzature del precedente 'Eden'. (...) sempre splendida Isabelle Huppert (...). C'è molta filosofia nella costruzione del film, ma la dimensione letteraria è sempre quella prediletta da Hansen-Løve. A differenza però di tutti gli altri film, concentrati su personaggi giovani, spesso ispirati alla propria esperienza, qui al centro c'è la figura di un donna più che cinquantenne colta anche lei in un momento di passaggio. Suona strano dire «romanzo di formazione» per l'età adulta eppure è così. (...) La cosa bella però di questo personaggio femminile è che nonostante i colpi e la fragilità non perde sé stessa inseguendo modelli o logiche lontane da sé. Non finisce a letto con il ragazzetto (tipica cosa dei maschi alla sua età) e semplicemente riparte da questa sua libertà - nel frattempo è diventata nonna - che è la solitudine e la gioia comunque del suo mondo che non vuol dire rinunciare alla propria vita. 'L'avenir' è qualcosa di aperto, la scommessa è riuscire a coglierne le promesse.
Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 16 febbraio 2016

Con la leggerezza profonda che caratterizza tutte le sue opere, la regista francese Mia Hansen-Løve, erede dichiarata degli autori della Nouvelle Vague, spesso paragonata a Eric Rohmer, dipinge nell' 'Avenir' (...) il ritratto di una moglie, madre e insegnante di filosofia alle prese con quei momenti dell'esistenza in cui sembra che tutto congiuri per farci crollare. (...) Nei panni di Nathalie, Huppert si muove con la naturalezza che la rende una delle migliori attrici della scena internazionale, fragile e brusca, esile e forte, in un'altalena che avrà sicuramente colpito l'attenzione del presidente di giuria Meryl Streep (...). In una commedia hollywoodiana avremmo visto lo stesso personaggio, nella stessa situazione, correre dall'analista o dal chirurgo plastico, partire per un viaggio catartico intorno al mondo oppure fare l'amore con l'allievo bello e intelligente (...). Ma siamo in un sensibile racconto alla francese dove può succedere, in tutta naturalezza, che una filosofa lavi i piatti dopo cena, oppure versi lacrime solitarie senza tralasciare gli impegni di insegnante esigente.
Fulvia Caprara, 'La Stampa', 15 febbraio 2016

La vita che scorre tra ostacoli e inciampi, abbandoni e delusioni, ma senza tragedie, con un po' di malinconia, ma anche nuove improvvise gioie. È quello che racconta con grazia, intelligenza e ironia Mia Hansen-Løve ne 'L'avvenire' (...). Evitando facili scorciatoie narrative e soluzioni scontate, la regista mette in scena la lenta ricostruzione dell'identità di una donna matura che accetta con serenità il nuovo ruolo di nonna, le sfide del tempo che passa, le soddisfazioni di un'esistenza intellettualmente onesta, i limiti di ogni essere umano, fragile e al tempo stesso resistente alle intemperie.
Alessandra De Luca, 'Avvenire', 14 febbraio 2016

Portatrice sana di prodigiosa e secca eleganza, di economia narrativa e costruzione sentimentale di un eroe, di un'eroina o di un movimento artistico (Eden), l'autrice francese esplora con L'avenir i suoi temi prediletti: il tempo (che passa), l'abbandono e la riaffermazione di sé. Ma c'è una novità. Mia Hansen-Løve si allontana dalle rive della giovinezza per avventurarsi nella stagione della maturità con una protagonista che voleva essere amata per sempre e invece. E invece Heinz la lascia dopo venticinque anni di matrimonio e Nathalie si deve reinventare dentro la vita e la fluidità di un racconto prosciugato da deviazioni, diversivi e comprimari. Perché il cinema di Mia Hansen-Løve elude i passaggi ridondanti a favore dei preludi e delle conclusioni. All'accennata drammatizzazione degli eventi fa eco l'interpretazione degli attori, che non è mai una performance ma una traversata su un filo teso sopra l'abisso in cui sembrano precipitare ma da cui si risollevano sempre. Le emozioni passano allora per questa vertigine, per questo vuoto riempito di dubbi e debolezze che donano ai suoi personaggi la volontà, una determinazione che non necessità di alcun eccesso, alcun artificio psicologico o di scrittura.
Così Nathalie come Camille in Un amore di gioventù avanzano modeste e laconiche. Eroine moderne, vigorose e testarde nonostante sembrino così fragili e dipendenti dai loro sentimenti. In loro soccorso interviene sempre il mestiere che hanno scelto di 'essere', se l'architettura per Camille è simbolo della ricostruzione personale e dell'apertura agli altri, la filosofia per Nathalie è la conquista di una difficile libertà (Nathalie legge Emmanuel Lévinas), una libertà che ha bisogno di essere ripensata. Per la protagonista non si tratta però di un'idea narcisista, la libertà ridotta a capriccio individuale, indicativa in questo senso la conversazione con l'ex allievo che corrisponde la confessione dolente di Nathalie con l'esortazione a trovare un nuovo compagno. Per lei, e per l'autrice, la libertà va intesa nel rapporto profondo con la responsabilità dell'accoglienza e della cura per l'altro.
Questo il pathos morale di cui vibra L'avenir, che abbraccia con Nathalie la necessità di sperimentare un'altra versione di libertà, libera dall'assillo dell'autoaffermazione e capace di assumere i propri limiti e il proprio desiderio come forza che apre alla dimensione della filiazione, del progetto e del futuro. Una libertà generativa dentro un film frontale e intimo che considera la giovinezza attraverso la trasmissione intergenerazionale, magnificamente suggellata nell'epilogo, che rimbalza l'ex marito, inchiodandolo alla responsabilità delle proprie scelte (la compulsione a godere priva di soddisfazione), e allaccia Nathalie al nipote nel canto e l'incanto di una melanconia radiosa. Precipitata a corps perdu in una libertà 'subita', la protagonista si affranca dai suoi fantasmi e il film aderisce formalmente al suo sentimento, avanzando per ellissi e ritrovandola dentro la perdita. Per irrimediabile che sia, quel lutto doppiato l'ha aiutata a vivere, a trasfigurare oggetti teorici in "corpi erotici" che hanno adesso carne, spessore, profumo, densità. Nathalie è inciampata, nella vita e sui ciottoli della Bretagna, e ha fatto dell'inciampo il tema della lezione. In cattedra c'è Isabelle Huppert, che ancora una volta sembra incalzare quello che la incalza, minuta ed enorme, tesa e frenetica, tesse da sempre la medesima tela: la follia al lavoro. Follia o lucidità? È Claude Chabrol (Violette Nozière, Il buio nella mente, Grazie per la cioccolata) che ha reso inestricabile la relazione tra l'una e l'altra, Mia Hansen-Løve scioglie e separa, dominando l'esperienza dell'attrice per le zone pericolose e oscure col rigore di un'indagine filosofica sulla natura umana.
Marzia Gandolfi, Mymovies.it, 14 febbraio 2016

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Mia Hansen-Løve
Fotografia: Denis Lenoir
Montaggio: Marion Monnier
Scenografia: Anna Falguères
Costumi: Rachel Raoult
Effetti: Clara Vincienne
Produzione: CG CINÉMA, IN CO-PRODUZIONE CON DETAILFILM, ARTE FRANCE CINÉMA, RHÔNE-ALPES CINÉMA, SOFICAS CINÉMAGE, COFINOVA SRG SSR



Nazione
FRANCIA, GERMANIA
Distribuzione
SATINE FILM
Altri titoli
L'avenir

 

Ambiziosa e audace. La sua notevole coerenza tematica e stilistica arriva a superare spesso il concetto di rappresentazione a favore di uno sguardo neutro ed essenziale. La matrice autobiografica della sua trilogia dietro la mdp è la personale scommessa di trasformare la realtà vissuta e renderla cinematografica, dimostrandosi ripetutamente capace di raccogliere il plauso della critica.
Classe 1981. Il cinema entra nella sua vita a soli diciotto anni, esordendo come interprete nelle pellicole di Olivier Assayas Fin août, début septembre (1998) e Les destinées sentimentales (2000). Il loro sodalizio artistico si accompagnerà ben presto ad un legame duraturo nella vita fuori dal set. Nel 2001 inizia a studiare presso il Conservatoire d'art dramatique di Parigi che abbandonerà dopo due anni per collaborare con l'autorevole "Les Cahiers du Cinéma". A soli 22 anni debutta dietro la macchina da presa con il cortometraggio Après mûre réflexion presentato al Festival di Locarno. Segue nel 2006 il suo primo lungometraggio, Tout est pardonné ritratto di una famiglia logorata dalla tossicodipendenza del padre. Presentato alla Quinzaine des réalisateurs del Festival di Cannes 2007, vince il Premio Louis Delluc ed è nominato ai premi Cèsar come miglior opera prima. L'opera seconda Il padre dei miei figli (che si aggiudica il Premio speciale della giuria della sezione Un Certain regard del Festival di Cannes 2009) segue le vicende di un anticonformista produttore cinematografico e dei suoi precari tentativi di destreggiarsi tra lavoro e vita familiare, fino alla bancarotta della sua società di produzione e la conseguente decisione di togliersi la vita, lasciando moglie e figlie alle prese con la sua eredità materiale e spirituale. La pellicola è stata lodata per la sua perspicace e sincera rappresentazione del cinema e considerata pregna di rimandi all'Altman di The player e al Truffaut di Effetto notte. L'ispirazione alla base del film è la figura del produttore francese Humbert Balsan (che finanziò il primo film della Hansen), cinefilo appassionato che ha lavorato instancabilmente per consentire a registi come Béla Tarr, Claire Denis e Lars von Trier di lavorare senza restrizioni.
Nel 2012 la cineasta torna nelle sale con Un amore di gioventù un'opera coinvolgente e struggente, apprezzata in Francia e premiata dalla giuria dell'ultimo Festival di Locarno. Una storia comune ma allo stesso tempo unica e travolgente, un cambiamento, un percorso di crescita: la fine del primo amore, vissuto attraverso lo sguardo di una moderna eroina, la straordinaria Lola Créton.
Dopo Eden (2014), sulla diffusione della musica house in Francia e sul suo impatto sulla società, nel 2016 dirige Isabelle Huppert ne Le cose che verranno - L'avenir, un film sulla riaffermazione della propria personalità nella stagione matura della vita.

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

Iscriviti se vuoi recevere le nostre newsletter e non perderti nessuna uscita !
Privacy e Termini di Utilizzo

I cookie ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi, l'utente accetta le nostre modalità d'uso dei cookie.