- Martedì 9, Mercoledì 10, Giovedì 11 Marzo 2010
- Ore 15:30 - 17:45 - 20 - 22:10
NINE| Regia | Rob Marshall |
| Cast | Daniel Day-Lewis (Guido Contini), Sandro Dori (Pappalardo), Nicole Kidman (Claudia Nardi), Marion Cotillard (Luisa Contini), Penélope Cruz (Carla Albanese), Judi Dench (Liliane La Fleur), Sophia Loren (Madre di Guido), Kate Hudson (Stephanie Necrophuros), Stacy Ferguson (Fergie) Saraghina, Ricky Tognazzi (Dante, il producer), Giuseppe Cederna (Fausto, il banchiere), Elio Germano (Pierpaolo), Roberto Nobile (Jaconelli), Valerio Mastandrea (De Rossi), Remo Remotti (Il Cardinale), Martina Stella (Donatella), Monica Scattini (Direttrice della pensione), Roberto Citran (Dottor Rondi), Andrea Di Stefano (Benito), Giuseppe Spitaleri (Guido da picccolo), Vincent Riotta (Luigi) |
| Genere | DRAMMATICO |
| Anno | 2009 |
| Nazione | USA |
| Distribuzione | 01 DISTRIBUTION |
| Durata | 120' |
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Soggetto: Federico Fellini (sceneggiatura del 1963), Ennio Flaiano (sceneggiatura del 1963), Tullio Pinelli (sceneggiatura del 1963), Brunello Rondi (sceneggiatura del 1963), Arthur L. Kopit (libretto musical)
Sceneggiatura: Michael Tolkin, Anthony Minghella
Fotografia: Dion Beebe
Musiche: Maury Yeston
Le canzoni: "Cinema Italiano" (eseguita da Kate Hudson) e "Take It All" (eseguita da Marion Cotillard) sono di Maury Yeston. La canzone "Quando quando quando" è di Tony Renis.
Montaggio: Claire Simpson, Wyatt Smith
Scenografia: John Myhre
Arredamento: Gordon Sim
Costumi: Colleen Atwood
Effetti: Peter Hutchinson, Stephen Hutchinson
Tratto da: musical omonimo (1982) di Arthur L. Kopit (libretto) e Maury Yeston (musiche) ispirato al film "8 1/2" (1963) di Federico Fellini
Produzione: JOHN DELUCA, RYAN KAVANAUGHR, ROB MARSHALL, MARC PLATT, HARVEY WEINSTEIN PER LUCAMAR PRODUCTIONS, THE WEINSTEIN COMPANY, RELATIVITY MEDIA, MARC PLATT PRODUCTIONS
- Note - CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2010 PER: MIGLIOR FILM, ATTORE PROTAGONISTA (DANIEL DAY-LEWIS) E ATTRICE PROTAGONISTA (MARION COTILLARD) NELLA CATEGORIA FILM MUSICALE O COMMEDIA, MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (PENÉLOPE CRUZ) E CANZONE ORIGINALE ("CINEMA ITALIANO" DI MAURY WESTON).
- COREOGRAFIE: JOHN DELUCA, ROB MARSHALL.
- CANDIDATO ALL'OSCAR 2010 PER: MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (PENÉLOPE CRUZ), SCENOGRAFIA, COSTUMI E CANZONE ORIGINALE ("TAKE IT ALL" DI MAURY YESTON).
- La Storia
Il celebre regista 40enne Guido Contini si ritrova nel bel mezzo di una crisi di mezz'età e alle prese con un serio blocco creativo. Per ritrovare lo stimolo alla creatività, Guido inizia a ripensare alle donne che ha amato nel corso della sua vita...
- La Critica
Benché rispettoso della trama originale e affollato dagli stessi personaggi del capolavoro felliniano, premio Oscar nel 1963, più che un remake in musica, 'Nine', versione cinematografica di un fortunato spettacolo teatrale, è una sorta di tributo al cinema di Fellini, in cui si ritrovano anche echi di altri film, a cominciare proprio da 'La dolce vita'. (...) Magie del cinema, ma, come ricorda Sofia Loren, che nel film è la mamma di Guido, rivolgendosi al figlio: 'Il mondo vede Roma, come l'hai creata nei tuoi film'. La città che appare sullo sfondo di 'Nine' è una metropoli solare, elegante con i paparazzi che rincorrono le dive e l'ingenuità di un'epoca, evocata anche dalle canzoni: '24mila baci', 'Quando, quando, quando', 'La conversazione'.
Franco Montini, 'la Repubblica', 14 gennaio 2010
I suoi personaggi femminili, collocati questa volta all'interno di una passione ordinata, divengono finalmente utili ad esprimere la resuscitata ispirazione del suo genio. Curiosamente, un pregio vero di questa singolare parabola di Marshall non sono le parti cantate, ma la via di uscita morale alla crisi contemporanea, non immune da espliciti richiami religiosi. Come nell'arte sacra e contrariamente all'estetica romantica, oggi l'artista ha bisogno appunto di stabilità e di religiosità per realizzare la sua vocazione creativa. Perché senza trascendenza, nulla è possibile. Neanche la finzione.
Benedetto Ippolito, 'Il Riformista', 16 gennaio 2010
«Mio babbo voleva che facessi l'avvocato e mia mamma voleva che facessi il dottore, ma io ho fatto un aggettivo: il felliniano». Ci scherzava su, Federico Fellini, sapendo bene che quel destino era la sua fortuna e la sua condanna. Ma se non riuscì lui a smontare del tutto il cliché, figurarsi se si può pretenderlo dai suoi posteri, e in particolare dalla Hollywood che in quarant'anni attribuì a Fellini ben cinque premi Oscar l'ultimo 'alla carriera' nel 1993, pochi mesi prima della morte. (...) 'Nine' non riserva la raffinatezza necessaria per il corpo a corpo con un testo talmente complesso da essere quasi ineffabile. Piuttosto, adotta '8½' a mo' di pretesto drammaturgico, ricalcandone i personaggi femminili che sono l'harem del tormentato protagonista (...) 'Nine' è appunto «felliniano» nella maniera più scontata del termine, quindi è un film sovrabbondante, smisurato, polifonico come '8½' e tuttavia privo della tensione interiore verso il silenzio agognato da Federico. Il protagonista è egocentrico al pari dell'originale, senza per l'approdo comunitario del finale, il celeberrimo girotondo in cui tutti si prendono per mano, unico antidoto ai mal di vivere. Il Guido concepito da Marshall è invece prometeico a dispetto dell'angoscia, è un eroe bello e dannato da cinema americano, cui, certo, Day-Lewis offre delle nuance interessanti. Sullo sfondo, l'Italia è una cartolina della 'dolce vita', che invero in Fellini è quantomeno agrodolce se non amarissima. L'Italia è un paese leggendario percorso dalla cabrio sportiva di Guido, è una meta da 'vacanze romane' quale in effetti diventò grazie ai successi internazionali dei film di Fellini. 'Be Italian' o 'Cinema italiano' s'intitolano le canzoni portanti di 'Nine', che è soprattutto un musical sull'energia tricolore improvvisamente disertata da uno suoi campioni, il Famoso Regista di Cinecittà. Come musical, pur non avendo la coesione di 'Chicago', tutto sommato 'Nine' funziona e conquista, in particolare verso l'epilogo. Merito della grinta sfoderata da Marion Cotiliard, la francesina di Hollywood che dà corpo (è il caso di dire) alla sfida muliebre di Luisa, in un ideale 'duello' coreografico con l'amante Penélope Cruz, che pure ci dà sotto quanto a performance danzanti con lustrini e corde onirici. Laddove Nicol Kidman, rispetto alla assoluta purezza di Claudia Cardinale in '8½', è un'algida, o pallida, 'ex' di Guido, è il fantasma di una vita 'altra' che avrebbe potuto essere e non fu. Girato in esterni a Roma e ad Anzio in quell'alberghiero 'Paradiso sul mare' che Fellini utilizzò per alludere al liberty del Grand Hotel della sua Rimini, 'Nine' ha almeno il pregio di far inevitabilmente pensare a un genio italiano che l'Italia tende a dimenticare.
Oscar Iarussi, ' La Gazzetta Del Mezzogiorno', 24 gennaio 2010
- Il Regista
Nasce a MADISON, Winsconsin (USA) il 17-10-1960. Laureato alla Carnegie Mellon University nel 1982. Noto ballerino, coreografo e regista di Broadway, più volte candidato al Tony Award e al Laurence Olivier Award, ha curato, tra le altre, le coreografie di "Il bacio della donna ragno" e "The Petrified Prince" diretti da Hal Prince, l'adattamento teatrale di "Victor Victoria" di Blake Edwards con Julie Andrews, ed i revivals di "A Funny Thing Happened on the Way to the Forum" e di "Company". Il revival del musical "Cabaret" ha segnato il suo debutto nella regia teatrale, cui ha fatto seguito "Promises Promises" per il City Centers Encores. Dopo aver curato le coreografie delle produzioni Tv "Mrs. Santa Claus" (1996) e "Cinderella" (1997), ha diretto, sempre per la televisione, il film "Annie" (1999, prodotto dalla Disney) che gli è valso la candidatura a numerosi premi e un Emmy per la miglior coreografia. Nel 2002 ha debuttato nella regia cinematografica con il musical "Chicago", già diretto sui palcoscenici di Los Angeles, premiato nel 2003 come miglior film all'Oscar e al Golden Globe nella categoria musical/commedia.