- Venerdì 2, Sabato 3, Domenica 4 Marzo 2007
UNO SU DUE| Regia | Eugenio Cappuccio |
| Cast | Fabio Volo (Lorenzo Maggi), Anita Caprioli (Silvia, fidanzata di Lorenzo), Ninetto Davoli (Giovanni Davoli, Giovanni), Giuseppe Battiston (Paolo Albini, collega di Lorenzo), Tresy Taddei (Tresy, figlia di Giovanni), Agostina Belli (Elena, madre di Tresy), Paola Rota (Antonia, sorella di Lorenzo), Francesco Crescimone (Crescimone, degente-filosofo/amico di Giovanni), Pino Calabrese (Dottor Ferretti), Luca Martella (Guerriero), Francesco Cerasi (Magro), Alberto Basaluzzo (Franceschini), Paola Cerimele (Lisa), Enrico D'Aureli (Infermiere), Emanuela Spartà (Lucilla), Barbara Corradini (Immobiliarista), Iryna Salukha (Lizanijka), Sara Bagnetti (Raffella) |
| Genere | COMMEDIA, DRAMMATICO |
| Anno | 2006 |
| Nazione | ITALIA |
| Distribuzione | 01 DISTRIBUTION |
| Durata | 100' |
|
|
Soggetto: Michele Pellegrini, Francesco Cenni Sceneggiatura: Michele Pellegrini, Francesco Cenni, Massimo Gaudioso, Eugenio Cappuccio, Fabio Volo Fotografia: Gianfilippo Corticelli Musiche: Francesco Cerasi Montaggio: Fabio Nunziata Scenografia: Sergio Tramonti Costumi: Cristina Francioni
- 'PREMIO LARA' A NINETTO DAVOLI COME MIGLIOR INTERPRETE ITALIANO DI TUTTE LE SEZIONI DELLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2006) DOVE IL FILM ERA PRESENTE NELLA SEZIONE 'PREMIÈRE'.
- La Storia
Lorenzo Maggi è un ambizioso avvocato trentenne che, insieme al socio e amico Paolo Albini, sta per fare il tanto sperato salto di qualità professionale. Possiede una casa in centro ed ha una fidanzata, Silvia. Insomma tutto procede per il meglio finché un giorno, uscendo dal tribunale, Lorenzo sviene ed è ricoverato d'urgenza in ospedale. Al suo risveglio, si trova in compagnia di Giovanni, un ex camionista romano dal carattere difficile, con cui deve condividere la stanza durante la sua permanenza in ospedale. Dopo una serie di analisi ed esami clinici, Lorenzo viene dimesso ma, in attesa del responso di una biopsia, i medici gli consigliano di seguire la terapia e condurre una vita moderata. Lui invece tenta di riprendere il normale corso della sua vita ma le cose non sono più come prima: i rapporti con la fidanzata e il socio precipitano mentre riscopre gli affetti della sua famiglia di origine, così come si intensifica la sua amicizia con Giovanni. Per aiutare quest'ultimo, infatti, Lorenzo intraprende un viaggio in Umbria alla ricerca di Tresy, unica figlia del suo amico, che ha interrotto da anni ogni rapporto con il padre. La nuova avventura aiuta Lorenzo a rimettere in discussione i suoi desideri e gli obiettivi per un futuro sospeso tra la vita e la morte...
- La Critica
La qualità di questo film è tutta nel come, nelle sfumature sottili, nella verità delle cose che si dicono i personaggi, nell'intensità di tutte le interpretazioni dalla prima all'ultima. E nella mancanza di ogni retorica. (...) Fabio Volo conferma le due prove da attore cinematografico sostenute sotto la direzione di Alessandro D'Alatri e rilancia. Battiston è una superspalla. Tutti i piccoli ruoli hanno spessore e qualità. Giovanni è Ninetto Davoli ed è totalmente irriconoscibile dal Ninetto riccioluto, allegro, leggero di un tempo. La sua maturità dolente, sorniona, misurata, è una scoperta clamorosa e veramente meriterebbe di essere laureata da un premio.
Paolo D'Agostini, La Repubblica, 14 ottobre 2006
Quanto a 'Uno su due', di Eugenio Cappuccio, il film parte bene perché gli interpreti Fabio Volo, Ninetto Davoli e Pino Calabrese sorreggono fino a un certo punto lo sguardo dolente del regista sulla crisi dei 35enni rampanti. Peccato che l'accettabile psicodramma si disconnetta sulla retta finale, approdando a una convenzionalità strappalacrime.
Valerio Caprara, Il Mattino, 15 ottobre 2006
'Uno su due' di Eugenio Cappuccio, è mezzo comico e mezzo drammatico, ma almeno non è indeciso: opta per il drammatico anche quando strappa il sorriso. (...) Dai tempi di 'Volevo solo dormirle addosso' Cappuccio conferma l'interesse per i giovani rampanti. Ma migliora non solo
la scelta degli interpreti, ma anche la sceneggiatura. Non cerca nemmeno di rendere simpatico il personaggio principale, anche se si trattiene dal picchiare duro. Spiace che anche registi con qualche rabbia vogliano o debbano attenuarle, pensando che delineare chiaramente i rapporti di classe sia nocivo per gli incassi e per la vendita dei diritti tv. Maurizio Cabona, Il Giornale, 15 ottobre 2006
Innestando elementi melò che rovistano nei disastri casalinghi, Cappuccio racconta, dopo 'Volevo solo dormirle addosso' dove il rampante doveva licenziare i colleghi, di un altro arrampicatore in una società forse già oltre. Ma è soprattutto una storia sulla fragilità, sulle sicurezze che si sgonfiano. Il panorama genovese, fa da cornice a un racconto che poi si biforca, ma schizza piccoli ritratti di personaggi in movimento psicologico, da Davoli fino al socio vittima Battiston, dalla compagna Anita Caprioli alla giovane Tresy Taddei, senza contare gli occhi sempre vitrei di Agostina Belli: tutti intonati e sintonizzati, come raramente accade nel nostro cinema. Film sincero che evita il patetico ma libera una dose di veleno affettuoso sui 35enni di oggi, aridi vuoti contenitori privi di emozioni: solo un gong del destino può bloccare la scalata (soldi, soldi, soldi) e rimettere in discussione i bilanci, rivelandoci che la carne è tremula e debole ma la natura resta forte. Fabio Volo, come con D'Alatri, è bravissimo a interiorizzare ed esprimere la tragedia che si sta organizzando dentro, ha un suo copyright espressivo. Bella l'ultima battuta: impariamo a fare tante cose nel mondo che non possiamo credere che esso poi sopravviva alla nostra assenza." Maurizio Porro, Corriere della Sera 14 ottobre 2006
Uno su due è la media di chi guarisce quando colpito da un tumore. Uno su due (secondo stime mediche) è la statistica di chi contrae tumori benigni o maligni. Uno su due (sezione Premiere) è il secondo film di Eugenio Cappuccio che racconta proprio dei sommersi e dei salvati. Di chi cela fa e chi no.
Bisogna subito dire, benché il tema sia forte (e il cinema italiano se ne è ben tenuto alla distanza), che Cappuccio, con l'aiuto di un gruppo di attori bravi, riesce a mantenersi sul filo, in un equilibrismo toccante che ci fa vedere e scorgere il di là della paura, dell'ossessione e il di qua della vita che continua, dell'ironia, della possibilità di cambiare. Questo balletto è reso possibile da un cast riuscito, anche nelle sue scelte più ardite. Il protagonista è Fabio Volo (che continua a piacerci, anche se in film che non ci piacciono - come Febbre di D'Alatri). Star televisiva che si presta in ruoli difficili e sfaccettati. Qui è l'arrogante avvocato trentenne che un giorno stramazza per terra, offuscato da una macchia nera al cervello. La «spalla» è Ninetto Davoli, per noi strepitoso. Compagno di stanza nel reparto di oncologia, ha un destino già segnato e una figlia che non vede perché divorziato. Straniante presenza, quella di Davoli, che per necessità riporta tutto un mondo, e non a caso, di padri dimenticati, lasciati soli, eppure pieni di umiltà, umanità, saggezza. Ricco di una sceneggiatura ben scritta (con dialoghi veri.., una rarità per il cinema italiano) Uno su due pecca in una regia banalmente virtuosa. La secchezza sarebbe stata certo più efficace. In questo i francesi e belgi sono maestri. Basti ricordare Son frere di Patrice Chérau, film insuperabile e infinitamente sottovalutato.
Dario Zonta, L'Unità, 15 ottobre 2006
- Il Regista
nasce nel 1961 vicino a Latina. Dal 1983 al 1985 frequenta il Centro sperimentale di Cinematografia di Roma dove si diploma in sceneggiatura. È assistente alla regia di Fellini in Ginger e Fred, e nel 1990 dedica al maestro riminese il documentario Verso la luna con Fellini. Nel 1995 il suo cortometraggio Il caricatore vince nella sezione Pardi di Domani del Festival di Locarno. Due anni dopo il lungometraggio con lo stesso titolo, corealizzato da Gaudioso e Nunziata, si aggiudica il Ciak d’Oro come migliore opera prima. Ancora regista in trio per "La vita è una sola", film selezionato dal Torino Film Festival 1999. Da solo ha diretto "Volevo solo dormirle addosso" (2004), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e ultimamente ha realizzato "Uno su due" (2006) con Fabio Volo e Anita Caprioli.