- Venerdì 16, Sabato 17, Domenica 18 Febbraio 2007
LETTERE DA IWO JIMA| Regia | Clint Eastwood |
| Cast | Ken Watanabe (Generale Tadamichi Kuribayashi), Kazunari Ninomiya (Saigo), Tsuyoshi Ihara (Baron Nishi), Ryo Kase (Shimizu), Shido Nakamura (Tenente Ito), Hiroshi Watanabe (Tenente Fujita), Takumi Bando (Captano Tanida), Yuki Matsuzaki (Nozaki), Takashi Yamaguchi (Kashiwara), Eijiro Ozaki (Tenente Okubo), Nae Yuuki (Nae – Hanako), Nobumasa Sakagami (Ammiraglio Ohsugi), Lucas Elliott (Sam), Sonny Saito (Sonny Seiichi Saito - Medico Endo), Hiro Abe (Tenente Colonnello Oiso), Masashi Nagadoi (Ammiraglio Ichimaru), Ikuma Ando (Ozawa), Ken Kensei (General Maggiore Hayashi), Steve Santa Sekiyoshi (Kanda), Toshiya Agata (Capitano Iwasaki), Yoshi Ishii (Soldato Yamazaki), Toshi Toda (Colonnello Adachi) |
| Genere | Drammatico, Guerra |
| Anno | 2006 |
| Nazione | USA |
| Distribuzione | WARNER BROS. ITALIA |
| Durata | 142' |
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Soggetto: Tadamichi Kuribayashi (libro), Iris Yamashita, Paul Haggis
Sceneggiatura: Iris Yamashita Fotografia: Tom Stern Musiche: Clint Eastwood
Scenografia: Henry Bumstead
Arredamento: Gary Fettis Costumi: Deborah Hopper Effetti: Steve Riley, Michael Owens, Digital Domain
- GOLDEN GLOBE 2007 COME MIGLIOR FILM STRANIERO
CANDIDATO ALL'OSCAR 2007 PER MIGLIOR FILM, REGIA, SCENEGGIATURA ORIGINALE E MONTAGGIO SONORO (ROBERT MURRAY).
FUORI CONCORSO AL 57MO FESTIVAL DI BERLINO (2007).
- La Storia
Durante la seconda guerra mondiale sulla piccola isola di Iwo Hima, tra la spiaggia di sabbia nera e le cave di zolfo, si consuma lo scontro tra i soldati americani e quelli giapponesi. Questi ultimi, mandati allo sbaraglio, sono consapevoli di non tornare più a casa. Tra loro Saigo, un ex fornaio, desidera sopravvivere per tornare a casa e vedere la sua ultima nata. Baron Nishi, campione olimpico di equitazione, è famoso in tutto il mondo per la sua abilità. Shimuzu, un allievo poliziotto, idealista e fiducioso, è destinato a scontrarsi con la dura e crudele realtà della guerra. Il tenente Ito, credendo profondamente nella sua missione di soldato, preferisce uccidersi piuttosto che cadere nelle mani dell'esercito americano. L'esercito e la difesa sono affidati al generale Tadamichi Kuribayashi, uomo di grande cultura, ha studiato in Canada e, essendo stato a lungo anche negli Stati Uniti, sa perfettamente di combattere una guerra senza speranza ma, profondo conoscitore delle ha l'obiettivo di uccidere almeno dieci americani. Incredibilmente, giapponesi e americani si scontrano e combattono per 40 giorni, al termine dei quali 20.000 soldati giapponesi rimangono sul campo, ma dopo aver ucciso 7.000 soldati americani. Di loro, però, non sono restano solo i cadaveri e il sangue che ha bagnato le rocce, ma anche le lettere mandate a casa, piene di paura ma anche di coraggio e eroismo.
- La Critica
Sessantadue anni fa americani e giapponesi si combatterono nella decisiva battaglia di Iwo Jima. Qualche decennio più tardi vennero ritrovate centinaia di lettere mai spedite dei combattenti giapponesi.
È a partire da queste che Clint Eastwood realizza un altro capolavoro speculare a Flags of Our Fathers. Quelle feritoie che si aprivano nel film precedente per sparare sugli americani in questo film le conosciamo molto prima che entrino in azione. Solo un regista del suo spessore umano poteva portarci a 'vedere' la guerra con gli occhi degli 'altri', del 'nemico'. Lo aveva già tentato con lampi geniali Terrence Malick in La sottile linea rossa. Oggi Eastwood ne fa il tema di Lettere da Iwo Jima in cui seguiamo le vicende di soldati inviati al fronte con ben chiara in testa l'idea di 'dover' morire, non senza aver prima eliminato quanti più nemici possibile. Ci racconta anche dei loro comandanti alcuni dei quali fanatici e talvolta velleitari e altri invece consapevoli delle loro responsabilità di guide dei loro uomini che, nella grande maggioranza, non vogliono perdere la propria vita inutilmente. Tra loro emerge il Generale Tadamichi Kuribayashi che aveva studiato negli Stati Uniti. Grazie a questo personaggio Eastwood riesce a portare sullo schermo, senza mai assumere atteggiamenti predicatori, un messaggio molto intenso. Se si conoscesse davvero chi si ha di fronte forse non lo si odierebbe come invece accade in tutte le guerre. Attenzione però: non si tratta di un messaggio retoricamente pacifista. Eastwood è troppo consapevole della molteplicità degli elementi messi in gioco da un conflitto (e in particolare dalla Seconda Guerra Mondiale) per ridurre tutto a un banale appello alla fratellanza umana. È proprio grazie alla differenza delle personalità descritte che può permettersi di uscire dall'immagine stereotipa fatta solo di 'banzai' e kamikaze che tanto cinema ci ha propinato. È un cinema contro le facili illusioni il suo ma anche contro le retoriche guerrafondaie. Le lettere che i soldati nipponici scrivono o ricevono da casa differiscono ben poco da quelle dei militari americani. Così come non bisogna mai pensare che il Male sia schierato tutto da una parte. Con una fotografia desaturata che si accende solo con il fuoco e con il sangue, quello che è ormai uno dei pochi riconosciuti Maestri del cinema viventi ci fa entrare nelle miglia e miglia di camminamenti che costituirono la vera difesa strategica dell'isola. Così come per Kubrick in Orizzonti di gloria in Lettere da Iwo Jima il cinema si fa al contempo spettacolo, narrazione storica e monito alle coscienze. Si fa, cioè, Cinema.
di Giancarlo Zappoli, Mymovies.com
Presentato al pubblico italiano in giapponese con i sottotitoli, Lettere da Iwo Jima è un film toccante ed emozionante. Un vero capolavoro intimista, in cui Eastwood ritrova la narrazione malinconica e lacerata di Mystic River. È una fortuna poter ascoltare le voci originali degli attori: come spesso capita, infatti, il doppiaggio avrebbe quasi certamente appiattito e mitigato il “coro” degli interpreti che offrono la propria voce per quelle violentemente azzittite da oltre 60 anni, appartenute ai circa 21.000 soldati giapponesi defunti nella battaglia di Iwo Jima.
Scritto da Iris Yamashita, nippoamericana di seconda generazione che ha lavorato sul soggetto scritto assieme a Paul Haggis, il film è basato sulle lettere del generale Tadam Kuribayashi, interpretato sullo schermo da uno straordinario Ken Watanabe. In questo senso, la pellicola beneficia fortemente di un punto di vista e di una sensibilità femminili su una battaglia che ha visto gente comune obbligata a diventare soldati, proiettati in un vero e proprio inferno dove la morte assumeva facce diverse: da quella “gloriosa” alla testa dei propri soldati a quella meno onorevole per dissenteria o per colpa del caso.
Questo secondo capitolo dedicato ad una delle più sanguinose battaglie della Seconda Guerra Mondiale è diverso e decisamente più “forte” rispetto a Flags of our fathers. Se nel primo film Eastwood concentrava la sua attenzione maggiormente sull’elemento politico rispetto a quello personale, Lettere da Iwo Jima è la narrazione di un’agonia straziante. È l’analisi del sacrificio consapevole da parte di un uomo che, pur convinto dell’insensatezza del conflitto che sta combattendo, decide di restare fino all’ultimo a difendere il primo lembo del “sacro suolo giapponese”. Eastwood, con grande delicatezza, esplora gli ultimi mesi della vita del generale Kuribayashi e di alcuni dei suoi uomini per dare vita ad un manifesto pacifista contro la crudele insensatezza di una guerra ormai persa. Tra fanatici suicidi e persone semplici e disperate, Lettere da Iwo Jima serve a fare piazza pulita di tanto cinema del passato che mostrava i soldati giapponesi come degli esaltati pronti a tutto. Lo sguardo di Eastwood si posa su uomini abituati a compiere il proprio dovere, ma al tempo stesso animati da sentimenti contrastanti e lacerati dalla struggente nostalgia di casa.
Sempre molto equilibrato e mai melodrammatico, il film si concentra sulla figura del generale e di Saigo, un umile panettiere testimone per caso di momenti drammatici, i cui pensieri vanno alla moglie lontana e alla figlia di pochi mesi che non ha ancora conosciuto e che forse non vedrà mai. Un film difficile e problematico che, prendendo spunto dalle lettere ritrovate nei chilometri di grotte scavate nell’isola nipponica, dà voce a migliaia di missive scritte e mai spedite dai soldati, in attesa di quella che era una morte certa in un luogo infernale senza acqua né cibo, sopportando perfino inenarrabili angherie da parte di alcuni ufficiali.
Utilizzando le ultime parole di Kuribayashi (il cui corpo non è mai stato ritrovato) e degli altri militari, Eastwood descrive una dimensione umana della guerra che commuove e tocca profondamente gli spettatori, portando la loro mente a quel conflitto sanguinoso che oggi ci appare ingiustamente remoto. Umano e poetico, Lettere da Iwo Jima è senza ombra di dubbio uno dei film più interessanti ed emozionanti sulla Seconda Guerra Mondiale, una sorta di risarcimento morale all’onore e alla memoria di uomini morti, anche loro, in difesa delle bandiere dei loro padri, proprio come i protagonisti del film precedente.
di Marco Spagnoli, Vivilcinema, n° 1 gennaio-febbraio 2007
(...)Abbandonando quasi completamente il colore, visibile solo nel rosso del sangue e delle esplosioni, Eastwood spoglia la vicenda di inutili orpelli, ponendo al centro del film l'Uomo, la sua umanità, i suoi bisogni, le sue paure. Se in "Flags of our father" i soldati nipponici erano solo ombre, qui sono i soldati americani ad apparire fugacemente, ma c'è assoluta equivalenza tra loro, gli stessi sentimenti li muovono e li fanno andare avanti, tanto che le parole di una madre americana vengono sentite come proprie dai soldati giapponesi.
Gli scontri, i combattimenti vengono ridotti all'essenziale, i veri protagonisti sono gli uomini. Il generale Tadamichi Kuribayashi, uomo di grande cultura e di grande intelligenza, che ha studiato in Canada e vissuto a lungo in America, un uomo moderno che si oppone ai metodi retrogradi degli ufficiali e studia nuove strategie per poter resistere all'attacco americano; il Barone Nishi, un campione olimpico di sport equestri di fama mondiale, conosciuto per la sua bravura e per la sua correttezza; il soldato semplice Saigo, un ex fornaio, desideroso solo di tornare a casa per vedere la sua bambina.
C'è un'intensa partecipazione emotiva nel filmare le loro vite, questo crea una forte empatia col pubblico, che supera la barriera linguistica (tutto il film è recitato in giapponese), grazie anche alle toccanti interpretazioni di tutti gli attori, in particolare Ken Watanabe, nel ruolo del generale Tadamichi, dà vita ad un personaggio ricco di sfumatura e profondamente umano.
Se si vuol trovare un difetto nel film è quello voler rendere vinti e vincitori identici, troppo identici, questa totale equivalenza tra americani e giapponesi, tende, ad appiattire e uniformare troppo la mentalità giapponese a quella americana. Il suicidio di massa di alcuni soldati sconfitti ci viene mostrato attraverso gli occhi di Saigo, il cui unico pensiero è tornare a casa, noi ci identifichiamo con il suo sguardo e con il suo sentire, quel gesto ci viene presentato come una follia e non ci aiuta a penetrare nella mentalità giapponese, non ci aiuta a capire perché per loro fosse più onorevole il suicidio della resa.
di Elisa Giulidori, Filmup.com
UN'AFFOLLATA CONFERENZA STAMPA PER IL LEGGENDARIO CLINT, CHE HA PORTATO FUORI CONCORSO A BERLINO IL SUO ULTIMO FILM DEDICATO ALLA BATTAGLIA DI IWO JIMA.
Eastwood presenta a Berlino 'Lettere da Iwo Jima'. E' ancora una volta gremita oltre ogni immaginazione la sala conferenze della Berlinale, che accoglie Clint Eastwood e il protagonista Ken Watanabe per l'incontro che segue la proiezione di Lettere da Iwo Jima, l'epos bellico che è valso a Eastwood e ai suoi collaboratori un'altro poker di nomination all'Oscar.
Eastwood, lei è americano e ha vissuto la guerra dal punto di vista degli USA. Come ha fatto a liberarsi dei suoi valori per affrontare questa storia dal punto di vista dei giapponei?
Ho cercato di mettermi nei panni di altre persone leggendo documenti e testimonianze. Quando lavori come attore per tanti anni sei capace di entrare nelle prospettive altrui. L'idea per qusto film è nata da una curiosità che si è generata mentre lavoravo a Flags of Our Fathers; mi è capitato di pensare ai difensori dell'isola, a come avevano vissuto a loro volta la battaglia. Abbiamo immaginato questo generale che scriveva lettere alla sua famiglia, non solo sulla guerra ma anche sulla sue esperienza di anni prima negli Stati Uniti. E diventato un personaggio interessante, e ne sono arrivati altri. Basta sapersi mettere nei panni di altre persone per scoprire nuove prospettive.
Qual è stata la sua esperienza con il cinema giapponese?
Clint Eastwood: Negli anni '50 vicino a dove vivevo a Los Angeles c'era un piccolo cinema che faceva solo cinema giapponese, così ho conosciuto, tra le altre cose, i capolavori di Akira Kurosawa. Come per molti altri, divenne immediatamente il mio standard. Più tardi ho avuto la fortuna di incontrare e di trascorrere un po' di tempo con Kurosawa, anche se non ho potuto lavorare con lui.
Come mai due film dedicati alla stessa battaglia?
Come ho detto, durante le ricerche per il primo, Flags of our Fathers, divenni curioso nei confronti del punto di vista giapponese sulla vicenda. Una cosa ha portato all'altra. E mi sembrava giusto che un film dedicato a un'altra cultura fosse girato nella lingua di quella cultura.
Cosa normalmente la interessa in una storia, tanto da farne un film?
Non saprei dire qualcosa di specifico, cerco sempre materiale che mi colpisce e mi ispira. Da attore sceglievo una storia che mi convinceva, e ora da regista è la stessa cosa: si tratta di una storia con cui dovrò convivere per anni, è bene che mi piaccia!
Ken Watanabe, in Giappone si sa poco di questa battaglia, pensa che questo film cambierà le cose?
La gente in Giappone in effetti sa poco di questa battaglia, e questo film, che è piaciuto molto in Giappone, è stato una grande opportunità per riscoprie la storia.
Lettere da Iwo Jima e Flags of Our Fathers vanno visti insieme?
Clint Eastwood: Un critico americano ha suggerito di farli vedere uno dopo l'altro, perché gli era capitato di vederli così e gli era piaciuto. Un mio amico ha suggerito di inframezzare le scene dell'uno con quelle dell'altro, ma io credo che li lascerò così come sono.
Cosa ha imparato dal dirigere un film in una lingua sconosciuta?
Ho imparato qualcosa da ogni film che ho diretto, quando succederà il contrario sarà ora di smettere. Non credo che girare in una lingua straniera sia un problema, sai dire quando un attore esprime emozioni, percepisci quando funziona. La cultura giapponese mi ha sempre affascinato e mettermi in questa posizione è stato molto interessante, e poi avevo già lavorato in film in cui si parlavano diverse lingue, in Italia ad esempio. Ho raccontato la storia a modo mio senza imitare il cinema giapponese, perché non è nella mia mentalità. E' l'elemento umano che mi ha conquistato a questa storia. L'età media de soldati americani a Iwo Jima era di 19 anni, e quella dei giapponesi forse anche inferiore. La futilità della guerra, il dolore delle donne che perdono i loro figli e i loro uomini non ha nazionalità. La guerra ha gli stessi effetti in qualsiasi cultura.
di Alessia Starace, cinema.castlerock.it, 11 Febbraio 2007
- Il Regista
Nasce a SAN FRANCISCO, California (USA) il 31-05-1930
Biografia Attore, regista, produttore e musicista. Figlio di Clinton Sr. e Ruth Eastwood, ha una sorella, Jane. Cresce durante il periodo della Depressione e, con il padre costretto a cambiare spesso lavoro, la famiglia si sposta in diverse città della California. Non compie studi regolari e si ritrova a fare i mestieri più disparati per mantenersi: boscaiolo, guardiano notturno, camionista, impiegato in acciaierie e fabbriche di aeroplani, bagnino e persino pianista e trombettista jazz, vista la sua passione per questo tipo di musica. Nei primi anni '50 si arruola nei servizi speciali dell'esercito statunitense e partecipa alla guerra di Corea. Nel 1955 va ad Hollywood per un provino con la Universal, ottenendo solo piccole parti in televisione e in film di serie B. Nel '58 arriva la grande occasione: un giorno va a trovare un suo amico negli studi della CBS, quando un dirigente che lo incontra nei corridoi decide che Clint ha l'immagine giusta per interpretare il cowboy Rowdy Yates nella serie televisiva "Rowhide" di cui in sette anni girerà più di duecento episodi. Nel '64 Sergio Leone lo sceglie per interpretare i suoi 'spaghetti western'. Con la sua faccia spigolosa, gli occhi taglienti e il mezzo sigaro stretto tra le labbra sottili è perfetto per interpretare l'eroe del west, ma anche il personaggio che rilancia il genere poliziesco degli anni '70: l'ispettore Callaghan creato dal regista Don Siegel. Alla fine degli anni '60 fonda la casa di produzione Malpaso e nel '71 esordisce nella regia con "Brivido nella notte" (Play misty for me). Da questo momento in poi dirige e interpreta film in cui i suoi personaggi duri e di poche parole acquistano anche toni romantici. Apprezzato in ritardo dalla critica, è stato invitato più volte a Cannes. Nel 1989, grazie a "Bird", vince il Golden Globe come miglior regista premio che riconquista anche nel 1993 per "Gli spietati" (Unforgiven). E' con questa pellicola che riesce ad aggiudicarsi ben due Oscar per il miglior film e la migliore regia. Nel 1999 è premiato come star più amata di tutti i tempi ai People's Choise Awards. Ha ricevuto diversi premi alla carriera tra cui il prestigioso Irving G. Thalberg Memorial Award nel 1995, il César nel 1998 e il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2000. Nel 2005 arriva un altro Golden Globe per la regia di "Million Dollar Baby" per il quale vince anche l'Oscar per il miglior film e la migliore regia. Molto movimentata la sua vita sentimentale: nel '53 sposa Maggie Johnson con cui ha due figli, Alison e Kyle, e da cui divorzia nel '78; poi una serie di relazioni: con le attrici Sondra Locke, Frances Fisher (una figlia, Francesca Ruth) e Roxanne Tunis (un figlio, Kimber) e con Jacelyn Reeves da cui ha altri due figli, Kathryn e Scott. Dal '96 è sposato con la giornalista Diana Ruiz da cui ha avuto l'ultima figlia, Morgan. Dal 1986 al 1988 è stato sindaco della cittadina Carmel-by-the-Sea, in California, dove possiede il Mission Ranch Inn. Appassionato di golf, è socio del famoso Peeble Beach Golf Club.
Filmografia:
Assassinio sull'Eiger [1975] Attori, Regia
La ballata della città senza nome [1969] Attori
BIRD [1988] Regia
BREEZY [1973] Regia
BRIVIDO NELLA NOTTE [1971] Attori, Regia
BRONCO BILLY [1980] Attori, Regia
CACCIATORE BIANCO, CUORE NERO [1990] Attori, Regia
Cento e una notte [1996] Attori
CIELO DI PIOMBO ISPETTORE CALLAGHAN [1976] Attori
COME PRIMA MEGLIO DI PRIMA [1957] Attori
CORAGGIO... FATTI AMMAZZARE [1983] Attori, Regia
CORDA TESA [1984] Attori
DEBITO DI SANGUE [2002] Attori, Regia
A Decade Under the Influence [2003] Attori
Directed by John Ford [1971] Attori
DOVE OSANO LE AQUILE [1968] Attori
FAI COME TI PARE [1980] Attori
FILO DA TORCERE [1978] Attori
FINO A PROVA CONTRARIA [1998] Attori, Regia
FIREFOX VOLPE DI FUOCO [1982] Attori, Regia
Flags of Our Fathers [2006] Musiche, Regia
FUGA DA ALCATRAZ [1979] Attori
GLI AVVOLTOI HANNO FAME [1970] Attori
GLI SPIETATI [1992] Attori, Musiche, Regia
GUNNY [1986] Attori, Regia
HONKYTONK MAN [1983] Attori, Regia
I GUERRIERI [1970] Attori
I PONTI DI MADISON COUNTY [1995] Attori, Regia
IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO [1966] Attori
IL CAVALIERE PALLIDO [1985] Attori, Regia
IL MAGNIFICO STRANIERO [1961] Attori
IL TEXANO DAGLI OCCHI DI GHIACCIO [1976] Attori, Regia
Impiccalo più in alto [1968] Attori
Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! [1971] Attori
JOE KIDD [1972] Attori
L'UOMO DALLA CRAVATTA DI CUOIO [1969] Attori
L'UOMO NEL MIRINO [1977] Attori, Regia
L'URLO DI GUERRA DEGLI APACHES [1958] Attori
LA NOTTE BRAVA DEL SOLDATO JONATHAN [1971] Attori
LA RECLUTA [1990] Attori, Regia
LA VENDETTA DEL MOSTRO [1955] Attori
LADY GODIVA [1954] Attori
Lettere da Iwo Jima [2006] Musiche, Regia
LO STRANIERO SENZA NOME [1973] Attori, Regia
MEZZANOTTE NEL GIARDINO DEL BENE E DEL MALE [1997] Regia
MILLION DOLLAR BABY [2004] Attori, Musiche, Regia
Un mondo perfetto [1993] Attori, Regia
Mystic River [2003] Musiche, Regia
Nel centro del mirino [1993] Attori
Per piacere... Non salvarmi più la vita [1984] Attori
Per qualche dollaro in più [1965] Attori
Per un pugno di dollari [1964] Attori
PINK CADILLAC [1989] Attori
Potere assoluto [1996] Attori, Regia
SCIALUPPE A MARE [1956] Attori
SCOMMESSA CON LA MORTE [1988] Attori
SPACE COWBOYS [2000] Attori, Regia
Le streghe [1967] Attori
THE BLUES [2002] Regia
UNA 44 MAGNUM PER L'ISPETTORE CALLAGHAN [1973] Attori
UNA CALIBRO 20 PER LO SPECIALISTA [1974] Attori
GRAN TORINO [2008] Regia