WHISKY| Regia | Juan Pablo Rebella, Pablo Stoll |
| Cast | Daniel Hendler, Ana Katz, Jorge Bolani, Mirella Pascual, Andrea Pazos, Alfonso Tort, Mariana Velasquez |
| Genere | Commedia |
| Anno | 2004 |
| Nazione | Argentina, Uruguay, Germania , Spagna |
| Distribuzione | Kitchen Film |
| Durata | 94' |
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Sceneggiatura: Juan Pablo Rebella, Pablo Stoll, Gonzalo Delgado Galiana
Musiche: Pequeña Orquestra Reincidentes
Montaggio: Fernando Epstein
Scenografia: Gonzalo Delgado Galiana
- PREMIO FIPRESCI
PREMIO REGARD ORIGINAL AL 57MO FESTIVAL DI CANNES (2004) NELLA SEZIONE "UN CERTAIN REGARD".
- La Storia
La storia è ambientata a Montevideo, in Uruguay. Jacobo è un uomo sulla sessantina. Vive da solo dalla morte di sua madre, che aveva assistito fino alla fine dei suoi giorni. Quello che gli resta è una modesta fabbrica di calzini, sull'orlo della chiusura. Marta ha 48 anni ed è il braccio destro di Jacobo da più di vent'anni. Oltre ad essere la sua impiegata più seria e qualificata, è lei a prendersi cura di lui. Nessuno dei due può vivere senza l'altro, ma tutto questo non trapela all'esterno dal momento che i due intrattengono tra di loro un rapporto freddo. Il loro legame tranquillo ed equilibrato viene improvvisamente sconvolto dall'arrivo di Herman, il fratello di Jacobo che vive all'estero da molti anni. Nell'occasione di una gita al mare Jacobo e Marta scopriranno su di loro molte più cose di quante ne immaginassero.
- La Critica
Sorprese destate, uno: arriva dall'Uruguay una commedia triste e perfetta centrata su un trio di personaggi così grigi, stinti e dimessi che sullo schermo urlano di umanità. (...) Ne seguirà una (quasi) commedia degli equivoci, con imprevista trasferta balneare, in cui i due pluripremiati registi (allievi di Kaurismaki, e si vede) e i tre strepitosi interpreti (assai ben doppiati da Gigio Alberti, Mita Medici e Antonio Catania) sciorinano un tesoro di atmosfere ineffabili, finezze di regia (la fabbrica è un personaggio a sé), prodigi di recitazione. Mai visto tanto 'non detto' in una volta sola, e tanta verità promanare da un piccolo inganno. C'è più cinema, più umorismo, più vitalità in questo piccolo film innamorato dei suoi personaggi poco amabili che in un anno di blockbuster ipocriti. Chi ha naso non se lo lasci sfuggire.
Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 2 giugno 2006
Secondo film di due registi di Montevideo, Rebella e Stoll, che hanno scritto e diretto una piccola grande storia di due fratelli, un introverso e un estroverso, e l'impiegata di un fabbrichetta di calzini. (...) Girato a macchina fissa, il film spurga psicologia, studia caratteri a diverse altezze, rinuncia alle sorprese. Whisky è la parola che si dice nelle foto ufficiali al posto di cheese, si raccontano storielle yiddish e il calcio è, anche nella provincia uruguayana, una valvola di sfogo. Premiato ovunque (ha un cast straordinario per ricchezza di sfumature), è da vedere: rimette in moto cuore e cervello.
Maurizio Porro, Corriere della Sera, 3 giugno 2006
(...) Whisky viene dall'Uruguay, paese minuscolo che produce quasi esclusivamente calciatori ed è cinematograficamente schiacciato dalla vicinanza di due colossi come Brasile e Argentina. oltre che - va da sé - dalla colonizzazione hollywoodiana. C'è però a Montevideo. ci dicono, una gloriosa tradizione teatrale, quindi non c'è da stupirsi se Whisky è costruito intorno a tre straordinari attori che rispondono ai nomi di Mirella Pascual, Andrés Pazos e Jorge Bolani (nella versione italiana. con scelta a tratti spiazzante, sono doppiati da voci insolite: Mita Medici, Antonio Catania e Gigio Alberti). Nel film non si parla di liquori: «whisky» è la parola che in Uruguay si fa pronunciare, per indurre al sorriso, ai soggetti di una fotografia. La storia, minimale, è quella di due fratelli anzianotti: uno, Jacobo, dirige a Montevideo una piccola fabbrica di calzini; l'altro, Herman, vive in Brasile e raggiunge il parente per il funerale della madre. I due non si vedono da anni, e Jacobo vuol far credere a Herman di passarsela bene e, soprattutto, di essere sposato. Chiede quindi a Marta. la sua segretaria, di fingersi sua moglie. Nasce così una piccola commedia degli equivoci che i due giovani registi, Juan Pablo Rebella e Pablo Stoll, raccontano con un umorismo sottilissimo e tristanzuolo degno del finlandese Kaurismaki. Whisky è una delle rivelazioni della stagione. Vedere per credere.
Alberto Crespi, L'Unità, 2 giugno 2006
Il film non ce la racconta tutta su come va a finire l'imprevista gitarella; e non ci viene rivelato neppure che cosa c'è scritto nel biglietto che Herrmann dovrà leggere solo a decollo avvenuto, cosa c'è nel pacchetto che Jacob consegna a Marta come gratifica e soprattutto se qualcosa cambierà, e in che senso, nella routine della triste fabbrichetta. Whisky prende il titolo dalla parola che il fotografo fa pronunciare ai finti sposi onde strappargli un sorriso per l'immagine incorniciata da utilizzare nella messinscena matrimoniale. Sorride anche lo spettatore, ma sempre sospeso su quel fatale interrogativo 'come andrà a finire?' che fa scattare la molla dell'interesse nelle storie raccontate bene. Rebella e Stoll si rivelano cineasti capaci di imporre fin dai primi cinque minuti il passo e i tempi giusti e hanno anche il dono, un po' alla Olmi, di familiarizzarti in chiave di vissuto con gli ambienti (la fabbrica, l'appartamento, l'hotel) e di far intravedere dietro a ogni personaggio motivazioni e storie di vita velate e insieme palpitanti. Questo piccolo bellissimo film ci conferma che fra i tanti modi di fare il cinema, il più forte e diretto è quello contenuto nel grido finale del Padre nei Sei personaggi pirandelliani: 'Realtà, signore, realtà!'. Tullio Kezich, Corriere della Sera, 26 maggio 2006
Cinema dall'Uruguay. Ad opera di due coraggiosi (e intelligenti) registi, Juan Pablo Rebella e Pablo Soli, che si sono mossi in un contesto in cui non si sono realizzati neanche venti film nell'arco di quasi cento anni. Un linguaggio piano, quasi disadorno. Un'azione portata avanti più da gesti (pochi) e dagli stati d'animo (molti) che non dai fatti. Con immagini statiche, senza movimenti della macchina da presa, ritmi lenti, dialoghi essenziali con cui, però, si privilegia il silenzio. Più adatto delle parole a dare un senso ai rapporti fra i personaggi. Che sono soltanto tre: Jacobo, gestore di una fatiscente fabbrichetta di calzini, la sua fedele segretaria Marta, così puntuale e precisa da arrivare al mattino sempre qualche minuto prima dell'apertura della serranda, suo fratello Hermann anche lui fabbricante di calzini, ma da anni in Brasile dove gli affari gli vanno bene e che lo impegnano a tal segno da avergli impedito, l'anno prima, di tornare a Montevideo per assistere ai funerali della madre. (...)Silenzio su quello che, in seguito, potrà accadere. Il silenzio, appunto come cifra dominante. Anche nel disegno dei carattere, pur molto diversi l'uno dall'altro, anche nelle ragioni di certe reazioni, nell'indicazione dell'evolversi di quei rapporti sempre sospesi e, in più momenti, volutamente indefiniti. Con quelle immagini che, appunto, con la loro fissità, tendono a proporsi soprattutto come quadri staccati accogliendo al loro interno molto più la dinamica delle psicologie che non quella degli eventi. In cifre in cui il grigio sa vestirsi di colori segreti e si fa racconto. All'insegna della quotidianità più dimessa. I tre protagonisti naturalmente, li incontriamo per la prima volta, ma ci conquistano, ognuno, con il segno della verità.
Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 27 maggio 2006
- Il Regista
Juan Pablo Rebella è nato a Montevideo (Uruguay) ed ha iniziato a lavorare per il cinema nel 2001 realizzando la commedia "25 Watts" insieme a Pablo Stoll e ottenendo molti premi e riconoscimenti. Ultimamente sempre insieme a Stoll ha realizzato la pellicola "Whisky" (2004) con cui ha vinto il premio FIPRESCI al Festival di Cannes 2004.
Pablo Stoll è nato a Montevideo (Uruguay) ed ha iniziato a studiare comunicazione sociale all'Università Cattolica in Uruguay dove ha girato i suoi primi corti. In questi anni conosce Rebella con cui realizza diversi film tra cui "25 watts" (2001) premiato in vari festival internazionali. Hanno inoltre realizzato il film "Whisky" (2004) grande rivelazione del Festival di Cannes 2004.
credits
www.cinematografo.it