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  • Venerdì 19, Sabato 20, Domenica 21 Gennaio 2007
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

L'ARTE DEL SOGNO

RegiaMichel Gondry
CastGael García Bernal (Stéphane Miroux), Charlotte Gainsbourg (Stéphanie), Alain Chabat (Guy), Miou-Miou (Christine Miroux), Pierre Vaneck (Sig. Pouchet), Emma de Caunes (Zoé), Aurélia Petit (Martine), Sacha Bourdo (Serge), Stéphane Metzger (Sylvain), Decourt Moyen (Gérard), Inigo Lezzi (Sig. Persinnet), Yvette Petit (Ivana), Jean-Michel Bernard (Poliziotto pianista), Eric Mariotto (Poliziotto), Bertrand Delpierre (Presentatore)
GenereCommedia, Fantasy, Romantico
Anno2007
NazioneFRANCIA
DistribuzioneMIKADO (2007)
Durata105'
L'ARTE DEL SOGNO
 
Soggetto: Michel Gondry
Sceneggiatura: Michel Gondry
Fotografia: Jean-Louis Bompoint
Musiche: Jean-Michel Bernard
Montaggio: Juliette Welfling
Scenografia: Ann Chakraverty, Pierre Pell, Stéphane Rosenbaum
Costumi: Florence Fontaine
  • FUORI CONCORSO AL 56MO FESTIVAL DI BERLINO (2006).
  • La Storia
    Stéphane è un giovane timido e impacciato che con la sua fervida immaginazione vive in un mondo eccentrico tutto suo fatto di sogni che rischiano di farlo distaccare dalla vita reale. Quando arriva in Francia dove, a detta di sua madre, lo stava aspettando il lavoro che aveva sempre desiderato, rimane profondamente deluso nelle sue aspettative. Per sua fortuna riesce a trovare conforto nell'amicizia con la sua vicina di casa, Stéphanie, che lo aiuta a superare i momenti di sconforto e si rivela molto attenta e interessata ai suoi progetti. Stéphane si innamora della ragazza e anche le sue speranze professionali sembra che stiano per realizzarsi con la pubblicazione di un calendario da lui illustrato, ma a farlo tornare alla dura realtà sarà proprio Stéphanie che Stéphane improvvisamente sente allontanarsi da lui...
  • La Critica
    Il mondo è orribile, i sessi sono in guerra, scienza e tecnologia sono il nuovo oppio dei popoli, nessuno sembra più capace di diventare adulto. Ma per fortuna possiamo sempre rifugiarci nel nostro cervello, l’ultimo luogo abitabile, letteralmente, per una generazione che oltre alle illusioni sembra aver perso la capacità di entrare in contatto con l’altro da sé.
    A voler incrociare i due film visti ieri, diversi in tutto fuorché nell’età dei loro autori, questa sembra essere una possibile morale. E se il tedesco Oskar Roehler, classe 1959, porta sullo schermo un romanzo di idee come Le particelle elementari di Michel Houellebecq, il francese Michel Gondry (classe 1963) si tuffa nuovamente nei meandri dell’inconscio con le mille buffe invenzioni di The Science of Sleep (fuori concorso).
    Come in Se mi lasci ti cancello, anche qui infatti buona parte del film si svolge nella testa del protagonista Stéphane (Gael Garcia Bernal), giovane illustratore di padre messicano e madre francese che torna nella casa della sua infanzia a Parigi solo per scoprire che l’infanzia in fondo non è mai finita e che oggi come allora continua a invertire sogno e realtà restando prigioniero delle proprie fantasie. Poco male visto che a visualizzare il mondo onirico di Stéphane c’è il talento proteiforme di Gondry, capace di fare della psiche un misto fra una cucina e un set televisivo, di costruire una città con sagome oscillanti di cartone o di ricreare un campo da sci completo di nuvole, piste e seggiovie usando solo lana, bottoni e altri attrezzi da maglieria. Materiali poveri, intuizioni colte (in quelle finestre da cui fanno capolino le sagome giganti dei genitori è facile riconoscere De Chirico o Savinio), stupore garantito. Ma questa festa per gli occhi è anche una trappola per il regista, che ammaliato dalle sue stesse creazioni (e orfano del suo sceneggiatore Charlie Kaufman) alla lunga perde il ritmo e finisce per smarrirsi nel suo labirinto proprio come Stéphane. Il quale non riuscendo ad amare nella realtà la tenera vicina Charlotte Gainsbourg, svitata e fantasiosa come lui, la trascina nel suo universo infantile dove l’acqua è fatta di cellophane e i cavalli di pezze cucite insieme. E meno male che alcune esilaranti scenette con Alain Chabat, poco ortodosso collega d’ufficio, ci ricordano che il divertimento può essere di casa anche nel nostro banale mondo in tre dimensioni.
    Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 12 febbraio 2006

    Ritornare a volare sulle ali della fantasia per valicare il confine tra sogno e realtà è la via proposta da The science of sleep di Michel Gondry, in concorso al Festival. E proprio come in una fantasiosa ballata, anche in questa ci sono due eroi omonimi Stéphane (Gael García Bernal) e Stéphanie (Charlotte Gainsbourg), la cui felicità è ostacolata dalla nuda realtà. (...) Capace di scrivere sceneggiature dotate di un raro fascino Michel Gondry vinse nel 2004 l’Oscar con Se mi lasci ti cancello, con il quale The science of sleep condivide non poche analogie. Alla base ci sono amori quasi sempre impossibili, che si risolvono in una continua lotta contro il tempo e nell’onirico scomposto tra veglia e sogno nei suoi equipollenti psicanalitici: cosciente e subcosciente. In più le tecniche di ripresa sono sempre in relazione alle precedenti esperienze di Gondry in ambito musicale, visto che è più famoso come regista di videoclip per la musica pop. Per esempio Madonna e Kylie Minogue lo hanno voluto come aiuto regista in tanti dei loro video e lo stesso Baz Luhrmann si è affidato al suo occhio nelle più rocambolesche scene musicali di Moulin Rouge. Quando c’è bisogno di costruire un sogno, Michel Goundry sembra essere sempre il più attrezzato.
    Salvatore Trapani, Il Giornale, 12 febbraio 2006

    Già col suo primo lungometraggio, Human Nature, presentato al Festival di Cannes nel 2001, Michel Gondry si era fatto notare dalla critica internazionale per la sua originalità. Lo stesso si può dire per la sua ultima fatica, L'arte del sogno, in cui al centro della vicenda è il timido Stephane, un giovane che si lascia convincere dalla madre ad andare a lavorare a Parigi e che si innamora, non ricambiato, dell'affascinante Stephanie. Dotato di grande immaginazione e di un'attività onirica fuori dal comune, ben presto Stephane è sopraffatto dalla sua stessa fantasia, che gli impedisce di riconoscere e distinguere il confine tra la realtà e il mondo onirico.
    Servendosi delle più svariate tecniche dell'animazione, Gondry mette in scena e visualizza le fantasie del personaggio, insieme alle scene "reali", creando un pastiche narrativo e visivo. Come già era accaduto per l'esordio al lungometraggio, The science of sleep indaga sulle possibilità fruitive del corpo umano e ne visualizza le emozioni. Col limite però, come talvolta accade ai film sperimentali, di cadere vittima delle sue stesse trappole.
    di Luisa Ceretto, Mymovies.it
  • Il Regista
    Nasce a VERSAILLES (Francia) nel 1964, cresce a Versailles con la sua famiglia e fin da piccolo si appassiona alla musica pop. Seguendo la sua ambizione di divenire un pittore o un inventore, si trasferisce a Parigi dove, in un istituto grafico, affina la propria tecnica e conosce un gruppo di amici con i quali fonda la band musicale 'Oui, Oui', dove suona la batteria. Fino al 1992, anno del suo scioglimento, la band realizza due album e diversi brani singoli e Gondry si occupa di realizzare i relativi videoclip. Uno di questi viene trasmesso da MTV e visto, fra gli altri, dalla cantante e attrice svedese Bjork, che lo chiama per realizzare il video del suo primo singolo 'Human Behaviour'. Con l'artista svedese ha dato vita ad una importante collaborazione professionale caratterizzata dalla realizzazione di cinque video alcuni dei quali pluripremiati in tutto il mondo. Accanto all'attività nel mondo dello spettacolo - dove ha lavorato anche per i Rolling Stones, i Chemical Brothers e Lenny Kravitz - è particolarmente attivo nel campo della pubblicità. Grazie allo spot 'Drugstore' realizzato per la Levis (1994) si è aggiudicato un Leone d'oro a Cannes. Dopo aver diretto il corto "La lettera" (1998), ha esordito alla regia di lungometraggi cinematografici con "Human Nature", presentato al Festival di Cannes 2001.

credits
www.cinematografo.it

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