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  • Venerdì 15, Sabato 16, Domenica 17 Settembre 2006
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

THANK YOU FOR SMOKING

RegiaJason Reitman
CastAaron Eckhart (Nick Naylor), Maria Bello (Polly Bailey), Cameron Bright (Joey Naylor), Adam Brody (Jack), Sam Elliott (Lorne Lutch), Katie Holmes (Heather Holloway), David Koechner (Bobby Jay Bliss), Rob Lowe (Jeff Megall), William H. Macy (Senatore Ortolan Finistirre)
GenereCommedia
Anno2006
NazioneStati Uniti
DistribuzioneLucky Red
Durata92'
THANK YOU FOR SMOKING
 
Soggetto: Christopher Buckley

Sceneggiatura: Jason Reitman

Fotografia: Jim Whitaker

Musiche: Rolfe Kent

Montaggio: Dana E. Glauberman

Scenografia: Steve Saklad

Costumi: Danny Glicker
  • Premio critica Festival di Venezia

  • La Storia
    Nick Naylor e i suoi amici Polly Bailey e Bobby Jay Bliss sono i componenti della squadra MDM ('Mercanti Di Morte'), poiché tutti e tre lavorano come portavoce o addetti alle pubbliche relazioni per le industrie che realizzano prodotti dannosi come le sigarette, l'alcool e le armi. Nick, infatti, lavora come portavoce per la Big Tobacco ed ha il compito di difendere i diritti dei fumatori e delle aziende che producono le sigarette. Per combattere la battaglia contro i fanatici della salute rappresentati dal senatore Finistirre - che vorrebbe cambiare le marche delle sigarette con i nomi dei veleni - Nick ingaggia un agente di Hollywood per pubblicizzare le sigarette nei film e partecipa a una serie di talk show. Grazie ai suoi successi lavorativi, riceve una ghiotta offerta dal magnate della Big Tobacco per ideare nuove strategie di marketing, ma se la carriera va a gonfie vele altrettanto non si può dire della sua vita privata: ha divorziato dalla moglie Jill e per suo figlio Joey è un padre completamente assente.
  • La Critica
    Tutto alla rovescia. Anche se in Thank You for Smoking del debuttante Jason Reitman (figlio ventinovenne del regista Ivan Reitman) nessuno mai fuma, il film è un inno sardonico, molto divertente, alla libertà di comprare e fumare tabacco, al piacere delle sigarette, alla condanna dei menagramo del settore, delle scritte «Il fumo attacca i polmoni», «In gravidanza il fumo nuoce ai neonati», «Il fumo uccide» sui pacchetti, alla fatale insegna con sigaretta cancellata da una X nerofumo. Uno scherzo, naturalmente. L'ironia si indirizza agli estremismi della crociata mondiale contro il tabacco, che sfrena nelle esagerazioni puritane le pulsioni moralistiche e vendicative peggiori: i «Vietato fumare» consentono spesso di maltrattare i trasgressori con scenate imperiose, di rivolgersi a loro con aria padronale e nauseata, di minacciare d'arresto e circondare di scandalo gli altri o almeno chi non avrebbe armi per reagire.
    È uno scherzo nato dal gusto della contraddizione, eppure ci son voluti oltre dieci anni prima che venisse realizzato il film tratto dall'omonimo libro di gran successo pubblicato da Christopher Buckley nel '94: diritti comprati dalla Warner Bros. per la società Icon di Mel Gibson sono rimasti a lungo inutilizzati.
    L'impresa pareva a tutti troppo difficile e impopolare, beffarda rispetto all'opinione comune. Invece il film è brillante, ricco di battute, ben fatto. Segue le campagne sociali e pubblicitarie, le avventure e disavventure di Aaron Eckart, manager della promozione dell'industria del tabacco, e dei suoi amici Maria Bello, portavoce dell'industria degli alcolici, David Koechner lobbysta dell'industria delle armi. I tre vengono chiamati MEDM, «Mercanti di Morte».
    Lietta Tornabuoni, La Stampa, 1 settembre 2006

    Nick Naylor (Aaron Eckhart), protagonista di Thank you for smoking, rappresenta il volto della Big Tobacco, una multinazionale produttrice di sigarette. Ha il compito di intervenire in ogni dibattito contro il fumo. È onnipresente nei talk show e nei tribunali, la sua dialettica è proverbiale, ribalta ogni accusa rivolta ai produttori di tabacco con singolari argomentazioni, una faccia tosta di irresistibile impatto, un cinismo grondante ironia ed un fascino da star del cinema. I suoi datori di lavoro lo adorano, tuttavia la sua fama si trascina soprannomi impietosi come «omicida di massa», «magnaccia», «sanguisuga». La sua vita privata, al contrario, rappresenta l'identikit dell'americano medio: divorziato con figlio ed una ex moglie che detesta la sua attività. I suoi nemici naturali sono tutte le corporazioni moralistiche, i rappresentanti politici, armati di demagogia e che difendono a suon di ipocrisia una società puritana, come quella statunitense. (...) Il ventinovenne regista Jason Reitman, figlio d'arte, suo padre è il regista Ivan Reitman, quello di Ghostbusters, è anche lo sceneggiatore di questa travolgente commedia, che vanta un dialogo liberatorio, un'improntitudine senza precedenti, facendo comprendere che il tabagismo è l'ultimo dei suoi obiettivi. Reitman abbatte a furor di battute, tutte felici, l'ipocrisia che sembra dominare la società americana, riverberata su tutte le nazioni che ne imitano le modalità. Non c'è un solo personaggio che fumi una sigaretta, per la semplice ragione che il bersaglio sono le associazioni benefiche, che si occupano della salute pubblica con un furore da inquisizione. La pellicola, davvero godibile, vanta interpreti formidabili, trascinati dal sorprendente Eckhart. Le sequenze riuscite sono innumerevoli, ma i siparietti con i tre amici, Nick, Polly (Maria Bello) e Bobby (David Koechner), che rappresentano le tre industrie più mortali d'America, le multinazionali del tabacco, degli alcolici e delle armi, non si dimenticano.
    Adriano De Carlo, Il Giornale, 25 agosto 2006

    Negli stati uniti il lobbying è una pratica istituzionalizzata che ha profonde radici nella storia del paese. Con questo termine si intende l'attività di pressione che grandi gruppi (banche, multinazionali, associazioni di vario tipo...) possono esercitare sulle decisioni dei politici del loro Paese. A Washington oggi si contano più di 35.000 lobbisti di professione, parecchi dei quali con i loro lussuosi uffici nella ormai famosa K Street (a questo proposito ricordiamo il serial che ha come titolo il nome di questa strada, in onda il lunedì alle 22.30 su Cult e che racconta appunto storie di lobbisti) e, nonostante il rigido controllo soprattutto fiscale cui è sottoposto chi fa questo lavoro, molti politologi cominciano a denunciare il fenomeno come pericoloso per la democrazia. Il cinema hollywoodiano si è spesso occupato delle lobby e delle loro pesanti interferenze nella politica e nella giustizia: solo per citare alcuni titoli, The Insider (le multinazionali del tabacco), Erin Brockovich (gli scarichi abusivi di sostanze inquinanti da pane di una potente industria chimica), L'uomo della pioggia (le assicurazioni). Però con Thank You for Smoking, diretto dal giovane Jason Reitman, l'approccio al mondo del lobbying cambia radicalmente prospettiva e passa dalla parte dei potenti. Facciamo un passo indietro. Il film prende spunto da un romanzo satirico che Christopher Buckley pubblicò nel 1994. L'idea dell'autore era denunciare la pratica sempre più diffusa negli Stati Uniti della manipolazione, della falsificazione. Il protagonista del libro Nick Naylor (che è anche il personaggio intorno al quale ruota il film, interpretato da Aaron Eckhart, perfettamente calato nel ruolo) è un mago in questo campo. È portavoce di una multinazionale del tabacco e il suo lavoro è difendere i diritti dei fumatori e dei produttori di sigarette in una società che li combatte con ogni mezzo. Un lavoro difficile che ha bisogno di una grande dose di cinismo, di determinazione, di disinvoltura. Un lavoro in cui Nick è molto bravo e che lo costringe ad apparire nei talk show televisivi, a combattere un senatore "fanatico e salutista" (William H. Macy, bravissimo), che lo fa entrare in contatto con il magnate della Big Tabacco (Robert Duvall, perfido) che lo vorrebbe come uomo - marketing della sua potente società.(...) Per comprendere meglio il senso di questa commedia lucida e amara ecco una dichiarazione di Aaron Eckhart (lo vedremo tra poco a Venezia tra gli interpreti dell'attesissimo The Black Dahlia di Brian De Palma) che sintetizza benissimo lo spirito del suo personaggio: «Guardo a Nick Naylor come a uno dei pochi soldati superstiti di un'era quasi passata. Considero questo ruolo allo stesso modo in cui credo che George C. Scott considerasse Patton: non mi scuso mai per le posizioni che prendo... ed è per questo che lo spettatore troverà il film divertente».
    Fortemente voluto da Jason Reitman (figlio di Ivan) che firma anche la sceneggiatura oltre alla regia dei film - il suo esordio nel lungometraggio dopo molti corti - Thank You for Smoking è stato presentato all'ultimo Sundance e al Festival di Toronto nel 2005. In Italia sarà in sala dal 1° settembre distribuito da Lucky Red. Sulla locandina del film campeggia la scritta: Nick Naylor non nasconde la verità... La filtra. Nessuna possibilità di equivoco!
    Emilia Grossi, Film Tv, n. 34 agosto 2006
  • Il Regista
    Figlio del famoso regista Ivan Reitman, assieme al padre calca sin da piccolo numerosi set cinematografici. "Thank you for smoking" è il suo primo lungometraggio dopo aver girato numerosi spot pubblicitari.

credits
www.cinematografo.it

ARCHIVIO FILM

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