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  • Venerdì 1 Dicembre 2006
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

FALLING

RegiaBarbara Albert
CastNina Proll (Nina), Birgit Minichmayr (Brigitte), Ursula Strauss (Alex), Kathrin Resetarits (Carmen), Gabriela Hegedüs (Nicole), Ina Strnad (Daphne), Georg Friedrich (Norbert, lo sposo), Darina Dujmic (Sandra, la sposa), Angelika Niedetzky (Amica della sposa), Simon Hatzl' (Stefan), Christian Strasser (Manfred), Erich Knoth (Patrick), Noemi Fischer (Margot, la vedova), Hary Prinz (Kurt), Dieter Hermann (Ronnie), Arzu Nabavi (Ragazza afgana), Fritz Hammel (Agente di polizia)
GenereDrammatico
Anno2006
NazioneAUSTRIA
DistribuzioneLADY FILM
Durata88'
FALLING
 
Sceneggiatura: Barbara Albert
Fotografia: Bernhard Keller
Montaggio: Karina Ressler
Scenografia: Katharina Wöppermann
Costumi: Veronika Albert
  • PRESENTATO IN CONCORSO ALLA 63MA MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2006).
  • La Storia
    Nina, Brigitte, Alex, Nicole e Carmen hanno trent'anni e sono amiche da sempre perché, nate nello stesso paese, hanno diviso i giochi dell'infanzia e i sogni dell'adolescenza. Le cinque ragazze non s'incontrano da quando, quindici anni prima, hanno lasciato il paese per andare a studiare in città. Tornate a casa per assistere al funerale del loro professore più caro, le amiche si ritrovano e l'incontro si tramuta ben presto in due giorni intensi che trascorrono insieme raccontandosi le loro vite e cercando di riassumere gli anni trascorsi. Vecchie ferite sono destinate a riaprirsi e antiche amicizie a risaldarsi e rifiorire. Gli anni passati le hanno certamente trasformate e le illusioni hanno dato luogo spazio a nuove certezze. Ci sarà però ancora spazio per i sogni?
  • La Critica
    Il film austriaco, 'Fallen' ('Cadere'), è di una viennese non ancora quarantenne, Barbara Albert, di cui si è vista qui nel '99 l'opera prima 'Nordand', che fece vincere alla sua protagonista, Nina Proll, quel premio per la migliore attrice esordiente dedicato dalla Mostra alla memoria di Marcello Mastroianni. Nona Proll c'è anche qui, insieme ad altre quattro che, con lei, secondo la regista dovrebbero tentare una parafrasi del 'Grande Freddo', ma tutto al femminile. Lo spunto, per cominciare, è dato dai funerali di un insegnante molto caro a suo tempo alle sue allieve tanto che, arrivando perfino dall'estero, ora sono tutte lì, per ricordarlo con emozione. Sono una disoccupata, una detenuta in libera uscita che si è portata con sé la figlioletta, un'attrice, un'impiegata, un'insegnante. Dopo il funerale non si separano subito, finiscono perfino, tutte in lutto stretto, in una chiassosa e variopinta festa di nozze, non tardano a scambiarsi ricordi (in genere spiacevoli), recriminazioni, pettegolezzi di antichi amori e approdando, alla fine e a più riprese a vari scontri. In un clima che naufraga via via nella più nera amarezza. Come appunto il cinema, di solito, ci propone quando con delle rimpatriate di vecchi amici o di compagni di scuola tende a fare il punto su certi disagi generazionali. In questo caso di trentenni. Una cronaca nel quotidiano. Forse un po' semplicistica.
    Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 5 settembre 2006

    Cinque trentenni vestite di nero tornano per la prima volta dopo 14 anni nel paese in cui sono cresciute, per assistere al funerale del loro professore più caro: una cerimonia con cori, battimani, chitarre, ricordi. Sono state amiche, non si vedono da molto tempo; una è attrice, mia è incinta, una è in permesso dal carcere dove sta scontando una pena. Si trovano a partecipare anche a un matrimonio molto alcolico, a una sfrenata notte post-nuziale in discoteca, fino al mattino quando si separano. Non sono felici, ma sperano, un giorno, di poterlo essere.
    Fallen (Cadere, in concorso) della regista e sceneggiatrice viennese trentaseienne Barbara Albert, antologia di rimpianti («i temi delle ideologie, politiche sono passati», eco corali di We Shall Overcome, visite imbarazzate al la scuola d'un tempo), di malesseri, di paure, divertimento, di fame di futuro, non è un film riuscito. Anzi, si direbbe una raccolta di luoghi comuni un poco squilibrati nel tempo. L'idea che muove il racconto (tornare a casa dopo anni di lontananza in occasioni di morte, nozze, vacanze o simili) è stata logorata da migliaia di film analoghi, soprattutto americani; le attrici non sembrano avere le qualità sufficienti a restituire vitalità a una trama stanca, e la psicologia di tutte e cinque non presenta differenze tali da permettere di distinguerle una dall'altra. Il passato e i vecchi rancori non paiono così laceranti, né superarli rappresenta una garanzia d'avvenire.
    Lietta Tornabuoni, La Stampa, 5 settembre 2006

    La caduta alla quale allude il titolo è quella di cinque compagne di scuola che si ritrovano malinconiche trentenni al funerale di un professore amatissimo. Sono un' attrice, un' impiegata, un' insegnante, una disoccupata e una detenuta in libera uscita con figlia malmostosa al seguito. L' incontro occasiona bilanci, recriminazioni, confessioni, ricordi di amorazzi, balli scomposti, spogliarelli, ubriacature, un tocco di lesbismo, tanta falsa allegria e tristezza vera. Va detto che dopo Il grande freddo non si sentiva il bisogno di una variazione sul tema; e che sputare sulla tomba di un defunto, il suggello conclusivo di Fallen, è un gesto vecchio come il cucco, il cui copyright risale a Boris Vian guru del dopoguerra parigino.
    Tullio Kezich, Il Corriere della Sera, 4 settembre 2006
  • Il Regista
    Nata a Vienna nel 1970, ha studiato teatro, filologia tedesca e giornalismo prima di intraprendere gli studi di regia e di sceneggiatura alla Vienna Film Academy nel 1991. Ha lavorato come assistente alla regia, script, e recitato in diversi film (MEMORY OF THE UNKNOWN, dir: Natalie Alonso Casale, CRASH TEST DUMMIES, dir: Jörg Kalt). Realizza nel 1999 il suo primo lungometraggio NORDRAND (NORTHERN SKIRTS), presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e riconosciuto con il premio Marcello Mastroianni per la migliore attrice a Nina Proll. Nello stesso anno, Barbara Albert fonda la società di produzione coop99 con Martin Gschlacht, Jessica Hausner, e Antonin Svoboda. Il suo secondo lungometraggio FREE RADICALS (Locarno 2003) e FALLING sono stati prodotti da coop99. Ha inoltre realizzato l’episodio SLIDIN` – ALLES BUNT UND WUNDERBAR e il documentario SOMEWHERE ELSE. Barbara ha co-sceneggiato GRBAVICA (Orso d’Oro alla Berlinale 2006), SLUMMING (in concorso alla Berlinale 2006), DAS FRÄULEIN(2004), e STRUGGLE (Cannes 2003). Ha inoltre scritto la sceneggiatura di AUSWEGE (dir: Nina Kusturica). Ha lavorato con Ulrich Seidl e Michael Glawogger al film documentario STATE OF THE NATION (Locarno 2002).

credits
www.cinematografo.it

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