- Venerdì 24, Sabato 25, Domenica 26 Novembre 2006
REQUIEM| Regia | Hans-Christian Schmid |
| Cast | Sandra Huller (Michaela Klingler), Burghart Klaussner (Karl Klingler), Imogen Kogge (Marianne Klingler), Friederike Adolph (Helga Klingler), Anna Blomeier (Hanna Imhof), Nicholas Reinke (Stefan Weiser), Jens Harzer (Martin Borchert), Walter Schmidinger (Gerhard Landauer), Irene Kugler (Kramer), Johann Adam Oest (Professor Schneider), Eva Loebau (Infermiera) |
| Genere | Drammatico |
| Anno | 2006 |
| Nazione | GERMANIA |
| Distribuzione | LUCKY RED |
| Durata | 93' |
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Sceneggiatura: Bernd Lange
Fotografia: Bogumil Godfrejow
Montaggio: Bernd Schlegel, Hansjorg Weissbrich
Scenografia: Christian M. Goldbeck
Costumi: Bettina Marx
Effetti: Lutz Lemke
- Note - ORSO D'ARGENTO PER LA MIGLIOR ATTRICE (SANDRA HULLER) AL 56MO FESTIVAL DI BERLINO (2006).
BASATA SU UNA STORIA REALMENTE ACCADUTA NEL 1976 A MILTENBERG, IN GERMANIA, AD UNA STUDENTESSA DI 23 ANNI, ANNELIESE MICHEL, MORTA DI FAME DOPO UN ESORCISMO.
- La Storia
Baviera, anni '70. Michaela Klinger, cresciuta in una famiglia profondamente cattolica, ha sofferto fin da piccola di epilessia, ma nel tempo è riuscita a tenere a bada le crisi con l'aiuto della medicina. All'età di 21 anni, la ragazza, sostenuta dal padre ma con molte riserve da parte di sua madre, decide di andare a studiare all'università di Tübingen. All'inizio tutto sembra andare bene, Michaela conosce nuovi amici e sembra essersi lasciata alle spalle le sue origini e il suo passato. Tuttavia, pochi mesi dopo il trasferimento, le crisi a lungo scomparse si riaffacciano con una frequenza sempre più ravvicinata e duratura. Poiché la medicina sembra non sortire alcun effetto, Michaela, convinta di essere perseguitata da alcune voci interiori e credendo di essere posseduta da un demone, decide di rivolgersi a padre Landauer, il sacerdote del suo paese. Dopo una serie di colloqui e riunioni di preghiera la ragazza decide di sottoporsi alla pratica dell'esorcismo...
- La Critica
Germania meridionale, anni Settanta. Michaela, 21 anni, lascia il paese per andare a studiare all'Università a Tubinga. La madre è contraria perché la ragazza soffre di epilessia ma il padre la agevola. La famiglia e` molto religiosa e Michaela comincia a soffrire di visioni di esseri che vogliono impedirle di accostarsi ai simboli della fede e alla preghiera. La sua patologia diventa sempre più preoccupante. La soluzione che la famiglia trova è di affidarla a un esorcista nonostante il parere contrario dell'anziano parroco che la vorrebbe invece far visitare da uno psichiatra.
I fatti narrati nel film sono realmente accaduti e il pregio di Hans-Christian Schmid sta nel portarli sullo schermo senza falsi pregiudizi ma con la compassione profonda nei confronti di un "caso" che poteva essere curato. Infatti non è la "Chiesa" ad essere messa in discussione ma una sua lettura del disturbo psichico. Non è secondario infatti che sia il giovane sacerdote e non l'anziano ad insistere per l'esorcismo. Sostenuto da una notevole interpretazione offerta dalla giovane protagonista Sandra Huller il film fa propria la lezione del Loach di Family Life ma senza omaggi cinefili. Cerca cioè di raccontare un disagio profondo facendo leva sulla difficoltà (per chi sta intorno al malato psichico) di individuare talvolta la giusta terapia anche a causa di pregiudizi difficili da sradicare.
di Giancarlo Zappoli, Mymovie.it
Dice una cosa molto interessante lo sceneggiatore di Requiem, Bernd Lange, a proposito dei film ispirati a fatti reali: “sapere che una cosa è realmente accaduta muta completamente la nostra percezione di quella rappresentazione, come hanno dimostrato i fratelli Coen quando hanno messo all’inizio di un film di pura invenzione un cartello falso che annunciava come fosse tratto da eventi reali”.
Riflette dunque sul crinale tra vero e verosimile, lasciando lo spettatore in uno stato di spaesato e febbricitante imbarazzo, questo bellissimo film ispirato a un fatto vero ma incredibile, o almeno inaccettabile. Requiem rievoca infatti il caso di una ragazza tedesca di 21 anni, Anneliese Michel, morta nel 1976 per consunzione in seguito a un’interminabile serie di esorcismi, preghiere e digiuni. Uno spunto poi rielaborato nello specchio deformante della finzione, né documentario ma neppure cinema di genere in stile L’esorcista. Ecco Michaela, cresciuta in una famiglia ultracattolica della Germania del Sud, da tempo affetta da crisi epilettiche tenute a bada con pesanti farmaci, figlia di una donna fredda e ansiosa, bacchettona fino all’inverosimile, che non la sostiene nel suo legittimo desiderio di essere autonoma, di diventare donna. La ragazza tuttavia ottiene una borsa di studio e decide, contro il volere della famiglia, di trasferirsi a Tubinga per studiare pedagogia. Nel collegio universitario scopre una dimensione diversa da quella soffocante della provincia, con la nascita dell'amicizia con una coetanea e l'incontro con il primo amore e con la sessualità. Ma questi barlumi di autodeterminazione si scontrano con un claustrofobico senso del dovere che la porta a vivere lo studio come un'ossessione, mentre la sua femminilità le suscita tremendi sensi di colpa.
Michaela, attratta dal nuovo mondo che ha appena intravisto, espande la sua epilessia, comincia a sentire delle voci, non sa più pregare e neppure tenere in mano un rosario, vive con sempre maggior insofferenza le rigide imposizioni materne. Malattia mentale, disagio adolescenziale o possessione demoniaca: è verso quest’ultima tesi che la spinge un giovane prete con la risposta in tasca.
Quello della possessione, naturalmente, è un tema visivo e percettivo potentissimo che il cinema ha spesso trattato: anche il recente The Exorcism of Emily Rose era in qualche modo costruito sul caso della giovane “martire” tedesca, ancora venerata come santa a Klingenberg. Hans-Christian Schmid, tuttavia, ha scelto un percorso intimista che lascia sotto traccia l'angoscia facendola crescere a dismisura. I demoni della protagonista (per lei del resto verissimi) non diventano mai fenomeni, ma forse è proprio questo a renderli così spaventosi, tenendoli lontani dal paranormale, ma anche da spiegazioni psicologiche o razionalizzazioni di sorta e lasciando a noi di riprendere il filo di quel qualcosa che chiamiamo, con forte approssimazione, normalità. Grande prova della ventottenne Sandra Hüller, attrice teatrale al suo primo lungometraggio, Orso d’argento a Berlino 2006.
di Cristiana Paternò, Vivilcinema n°5, settembre/ottobre 2006
La Germania si riappropria dell'Esorcismo di Emily Rose. Il regista tedesco Hans-Christian Schmidt raccoglie applausi alla Berlinale per la sua rilettura drammatica delle vicende che hanno ispirato l'horror americano con Laura Linney. Al centro di Requiem, il film che ha chiuso la competizione del 56° festival, è il vero caso di una ragazza morta in Baviera nel corso degli anni '70 in seguito a una serie di estenuanti pratiche di esorcismo. Agli antipodi rispetto alla versione hollywoodiana, Schmidt rifugge però dagli accenti horror, puntando su realismo e dimensione psicologica dei personaggi. Ambientazioni e fotografia servono allo scopo, collocando la vicenda in un sobborgo della Baviera rurale. Nei panni della protagonista, la brava attrice tedesca Sandra Hueller convince nell'incarnare la parabola della 21enne Michaela Klinger. Cresciuta in una famiglia profondamente cattolica, la ragazza soffre fin da piccola di epilessia. Le crisi, a lungo scomparse, si riaffacciano durante i primi mesi dell'università, facendosi presto sempre più frequenti. In seguito alle mancate risposte della medicina, Michaela si rivolge al sagrestano del paese. Quando anche lui non sembra volerle credere, la situazione però precipita. Gli applausi della stampa all'anteprima del film sembrano confermare il buono stato del cinema tedesco, collocando Requiem fra i più apprezzati dei quattro titoli nazionali in competizione insieme a Sensucht di Valeska Griesebach. Mentre la crudezza di tema e rappresentazione ha penalizzato il film Der Freie Wille sullo stupro, a destare maggiori perplessità è stata proprio l'attesissima riduzione delle Particelle elementari firmata da Oskar Roehler.
di Diego Giuliani, Il Cinematografo.it, 17 febbraio 2006
- Il Regista
Nasce a Altötting (Germania) il 19 agosto 1965. Hans studia alla Academy of Television & Film a Monaco. Debutta come regista nel 1989 con il documentario 'Seky order selters' a cui seguono il corto 'Das lachende Gewitter', un altro documentario dal titolo 'Die Mechanik des Wunders' e un film per la tv ' Himmel und Hoelle'. Nel 1992 dirige "La meccanica del miracolo" e nel 1994 "Paradiso e inferno". Nel 1996 è la volta di "Dopo le cinque nella giungla" (1996) e due anni più tardi di "23". Nel 2000 realizza "Pazzo" e nel 2003 "Luci lontane". Ultimamente ha girato la pellicola "Requiem" (2006).
credits
www.cinematografo.it