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  • Venerdì 3, Sabato 4, Domenica 5 Novembre 2006
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

VIAGGIO SEGRETO

RegiaRoberto Andò
CastAlessio Boni (Leo Ferri), Claudia Gerini (Adele), Donatella Finocchiaro (Anna Olivieri), Emir Kusturica (Harold), Valeria Solarino (Ale Ferri), Marco Baliani (Michele Roberto), Herlitzka (Padre Angelo), Fausto Russo Alesi (Autista), Giselda Volodi(Paziente)
GenereDrammatico
Anno2006
NazioneFrancia, Italia
DistribuzioneMedusa
Durata103'
VIAGGIO SEGRETO
 
Soggetto: Josephine Hart

Sceneggiatura: Roberto Andò - Salvatore Marcarelli

Fotografia: Maurizio Calvesi

Musiche: Marco Betta - Andrea Guerra

Montaggio: Jacopo Quadri

Scenografia: Giovanni Carluccio

Costumi: Gemma Mascagni
  • EVENTO SPECIALE ALLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2006)
  • La Storia
    Leo Ferri, uno psicanalista quarantenne, nasconde dentro di sé un segreto inconfessabile e doloroso. Per questo 25 anni prima ha lasciato la sua bella casa nella campagna di Agrigento ed è fuggito insieme a sua sorella minore Ale. Da allora i due fratelli sono stati sempre inseparabili e tra loro si è instaurato un rapporto eccezionalmente intimo, fino al giorno in cui la bellissima Ale conosce Harold, un artista cinquantenne di origine serba che le chiede di sposarla. La ragazza accetta con slancio, lasciando suo fratello interdetto e impreparato. Un giorno, però, arriva qualcuno dal loro passato per rivelare a Leo che Harold ha deciso di regalare ad Ale, in occasione del matrimonio, la loro casa natale ed ha iniziato le trattative con Anna, la ragazza trentenne che abita lì da sola con la figlia. Leo, che non sa guidare e ha paura dell'aereo, deve compiere uno sforzo e tornare in quella casa, in Sicilia, per affrontare il passato e rivedere il luogo in cui la loro madre è stata uccisa...
  • La Critica
    Il film di Roberto Ando Viaggio segreto, presentato nella sezione Première, sposta l'ambientazione del romanzo da cui è tratto, "Ricostruzioni" di Josephine Hart, dall' Irlanda all' Italia, ma mantiene al suo centro il percorso di scavo nella memoria che il protagonista (Boni) è costretto a fare. All'inizio il viaggio a cui si riferisce il titolo, da Roma alla natia Sicilia, gli sembra un dovere per difendere il fragile equilibrio della sorella (Solarino): impedire che la casa paterna venga venduta a un pittore (il regista Kusturica) e non permettere al passato rimosso di tornare a galla. Ma poi il peso dei ricordi si impossessa anche di lui, che pure facendo lo psicoanalista dovrebbe essere abituato a controllarli e dominarli, e il ritorno in Sicilia diventa l' occasione per un confronto con la memoria e con il tappo messo ai propri sentimenti. Un melodramma dell' anima, per sintetizzare in una formula il film che aveva innescato una polemica tra la produzione Medusa e il festival di Venezia, che non l' aveva voluto - forse con un eccesso di rigore - in nessuna sezione. Anche se è indubbio che a volte Viaggio segreto non sa conservare quella coerenza allusiva che pure il regista si sforza di cercare. Non è un obbligo mantenere un' unità di ispirazione per tutto lo stesso film, ma qui la differenza di stile e di atmosfera tra il passato (e quello che a quel passato è legato) e il presente (che si vorrebbe aprire sul futuro) è troppo stridente per non stonare. Da una parte c' è il peso dello scarso amore ricevuto dai genitori (Baliani e la Gerini, spesso senza vestiti), all' origine della tragedia che ha sconvolto la vita dei figli: corpi nudi spiati dietro le tende di velluto, gelosie e liti furiose, per ricreare una morbosità "borghese" che vorrebbe guardare a esempi alti (Visconti?) ma che finisce per falsare la linearità della spiegazione e rendere troppo simbolico il personaggio dello psicoanalista. Dall' altra, la solarità trattenuta della donna che deve vendere la casa (Finocchiaro, sempre più brava) è schiacciata da una eccessiva contrapposizione tra ieri e oggi, passato e presente, anche se il sentimento che nasce tra lei e l' analista è di gran lunga la parte migliore del film. Lasciando così nello spettatore un senso di insoddisfazione per una storia che si sente vicina, ma che si dipana lungo percorsi inutilmente contorti (compreso un pseudo-incesto ai limiti del gratuito).
    Paolo Mereghetti, Il Corriere della Sera, 20 ottobre 2006

    Non c'è molto di segreto nel Viaggio segreto di Leo Ferri, che chiude sottochiave le confessioni altrui - è uno psicanalista amante degli acquari e dei suoi pesciolini ha scoperto come coglierne gli umori - ma stenta a trattenere la sua, pur terribile perché si tratta di un omicidio in famiglia con il contorno poco edificante di un presunto morboso incesto con la sorella. Comunque, il viaggio del protagonista, che è Alessio Boni sempre con occhi sul limitare della lacrima, c'è e si dipana con mistero e suggestione da Roma alla natia Sicilia, ove il fattaccio ebbe luogo in una bella villa di campagna, ora in vendita (...). Il film di Roberto Andò, molto liberamente tratto dal romanzo dell'irlandese Josephine Hart Ricostruzioni (scrittrice di rango, originale e suggestiva intenditrice di torbidezze umane), che funge più da spunto narrativo che da copione, è un film di atmosfere letterarie, a principiare dalle battute della stessa sceneggiatura, sfumata molto sulle azioni per lasciar spazio alle emozioni, alle reazioni con le quali personaggi vivi e presenti fronteggiano quelli morti e passati. Al centro, lo sparo che taglia la vita di una madre peccatrice, possessiva e nevrotica (Claudia Gerini), condanna un innocente, traumatizza due ragazzini, getta un cupo alone su quella casa, divenuta un teatro della memoria per pochi spettatori. Lo stile di Andò è quello della riflessione, del ricordo affiorato, del non detto, del cenno estatico, dell'episodio illuminante, con qualche immagine efficace e qualcuna di troppo. Il tutto sotto il sole della sua Sicilia, che lui conosce benissimo nelle atmosfere, nelle luci, nei rumori, nei sussurri, nell'immobilità del meriggio: sono l'aspetto più rilevante di un film discontinuo e volubile.
    Luca Pellegrini, Il Cinematografo.it

    (...) In Viaggio Segreto, Roberto Andò sposta l'azione dall'Irlanda, dove è ambientato il romanzo di partenza "Ricostruzioni" di Josephine Hart, alla Sicilia, sua terra d'origine, per narrare ancora, come già nel precedente "Sotto Falso Nome", di esistenze (ri)costruite sotto il segno di un lutto e di relazioni famigliari condannate da un pesante non detto.
    Per anni, Leo ha protetto la fragile psiche di Ale, arginando ogni ritorno del rimosso, legandosi a lei con un amore complice e morboso, mentre si faceva invadere dai ricordi dei suoi pazienti per seppellire i propri. Ma ora il passato preme per tornare a galla.
    Alessio Boni e Valeria Solarino interpretano i due protagonisti "spezzati", persino nei nomi, mentre Donatella Finocchiaro nella parte dell'agente immobiliare e Emir Kusturica in quella di Harold inscenano la possibilità per i fratelli di un'apertura, al di là del (doppio) legame che li inchioda.
    Nonostante il film sappia toccare anche punte di grande intensità, i vuoti e i pieni non trovano un equilibrio, l'eleganza patinata dei set rischia il barocchismo e distrae, i ritratti di personaggi già ipersensibili vengono appesantiti da sintomi di troppo (l'asma di Leo) e da dialoghi poco naturali.
    L'inconscio si difende e fa sì che, dopo il trauma, ricostruiamo il nostro passato in una maniera che renda possibile il proseguimento della nostra vita: la verità non sempre è salvifica e dirci una bugia può strapparci al pericolo. È questo il nucleo più interessante del film, che Andò altera in modo impercettibile ma profondo, preferendo mettere in scena un altro assunto, e cioè che la menzogna può essere ben più intrigante (e cinematografica) della verità. Ma forse non è questo il caso.
    di Marianna Cappi, Mymovie.it
  • Il Regista
    Regista. Comincia a lavorare nel cinema, che considera il suo primo amore, come assistente di Francesco Rosi, Federico Fellini, Michael Cimino e Francis Ford Coppola. E' stato anche critico cinematografico de 'Il Globo' e collaboratore di 'Reporter'. Appassionato di teatro, firma spettacoli su testi di Calvino e Pinter ed è direttore artistico del Museo Internazionale delle Marionette e delle Orestiadi di Gibellina. Cultore di musica, dirige spettacoli lirici passando da Debussy e Mozart fino a Marco Betta. Il suo primo film in video "Robert Wilson Memory/Loss. Fragments of a Poetic Biography" (1994) è presentato alla 51ma Mostra del Cinema di Venezia nella sezione 'Finestra sulle immagini'. Anche il suo primo lungometraggio "Diario senza date" (1995) con Bruno Ganz, viene presentato a Venezia, ma nella sezione 'Iniziative Speciali', ed è premiato per la regia al Festival di SulmonaCinema e al Festival Cittadella del Cinema indipendente di Arezzo. Nel 2000 "Il manoscritto del principe" su Tomasi di Lampedusa gli viene prodotto da quello che considera il suo maestro, Giuseppe Tornatore. Nel 2004 passa al noir di forti sentimenti con "Sotto falso nome" con Greta Scacchi e Daniel Auteuil mentre due anni dopo, ispirato dal romanzo di Josephine Heart "Ricostruzioni", risale alle origini di un delitto nato da un groviglio di passioni inconfessabili. E il regista bosniaco Emir Kusturica con lui accetta di fare l'attore insieme a Donatella Finoccchiaro, Alessio Boni e Claudia Gerini. Ed è polemica perché il film non è selezionato per Venezia.

credits
www.cinematografo.it

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