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  • Venerdì 27, Sabato 28, Domenica 29 Ottobre 2006
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

FASCISTI SU MARTE

RegiaCorrado Guzzanti e Igor Skofic
CastCorrado Guzzanti (Gerarca Barbagli), Marco Marzocca (Freghieri), Lillo Petrolo (Pini), Andrea Blarzino (Santodio), Andrea Purgatori (Fecchia), Andrea Salerno (Balilla Bruno Caorso), Irene Ferri (Capo Amazzone), Caterina Guzzanti (Prima Amazzone), Simona Banchi (Madonna del manganello), Paola Minaccioni (Befana fascista), Federica Zelada (Amazzone), Valentina D'Alessandro (Amazzone), Annalisa Plantera (Amazzone), Carolina Such (Amazzone), Carla Rak (Amazzone), Valeria Ferrari (Amazzone)
GenereCommedia
Anno2006
NazioneItalia
DistribuzioneFANDANGO
Durata100'
FASCISTI SU MARTE
 
Soggetto:
Corrado Guzzanti

Sceneggiatura:
Corrado Guzzanti
Paola Cannatello

Musiche:
Corrado Guzzanti

Montaggio:
Cristiano Travaglioli
Michele Ventrone

Costumi:
Isabella Melloni
  • LA VERSIONE 'WORK IN PROGRESS' DI 43' E' STATA PRESENTATA ALLA 60MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (2003) COME PROIEZIONE SPECIALE NELLA SEZIONE 'NUOVI TERRITORI'.
    - LA NUOVA EDIZIONE - ARRICCHITA CON MATERIALE AGGIUNTO - E' PRESENTATA ALLA I^ EDIZIONE DI 'CINEMA. FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA' (2006), NELLA SEZIONE 'EXTRA'.
  • La Storia
    Alle ore 15.00 del 10 maggio 1939 Marte è fascista!" La storia dei fascisti su Marte: dall'atterraggio del gerarca Barbagli e dei suoi camerati, impegnati nell'audace impresa di conquista del pianeta rosso, fino alla drammatica ed inattesa conclusione.
  • La Critica
    "I festaioli di Roma cercavano pane per i loro denti nell'epifania del beniamino Corrado Guzzanti: purtroppo l'atteso 'Fascisti su Marte', versione accresciuta della fiction nata all'interno del cabaret di RaiTre 'Il caso Scafroglia', si è rivelato di una tale pochezza da gelare anche i più scatenati. Lo spunto dei finti cinegiornali del Ventennio regge per 20 minuti, mentre nei restanti 80 farciti di sberleffi goliardici dilaga la noia, questa sì, militante." (Valerio Caprara, 'Il Giornale', 17 ottobre 2006)

    "Nato come miniserie tv, una delle più felici, 'Fascisti su Marte' ha sfortunatamente preso la mano a Corrado Guzzanti. Quello che funzionava in episodi di 8-15 minuti, si trascina in un film di 90, anche perché i personaggi sono pochi e si muovono su uno sfondo desertico (la cava della Magliana). A funzionare ancora sul grande schermo non sono più le scenette, anche se non paiono essere le stesse della tv, ma i siparietti, evocanti i cinegiornali dell'epoca. E poi la colonna sonora di brani d'epoca: nostalgia canaglia... Un'impennata il film l'ha - involontariamente - nel finale, con la morte solitaria del gerarca Barbagli (Corrado Guzzanti, naturalmente), rimasto fedele al duce quando tutti l'hanno tradito. È una versione della realtà più amara di quella adottata dal finale dell'archetipo non dichiarato di 'Fascisti su Marte', cioè 'Il federale' di Luciano Salce, scritto da Castellano & Pipolo nel 1961 e interpretato da Ugo Tognazzi nel ruolo del gerarca Primo Arcovazzi. E allora pazienza se Corrado Guzzanti si contraddice nella conferenza stampa, lamentando che i fascisti - quelli veri, non quelli su Marte - 'non sono mai stati condannati per i loro crimini' in virtù di una pacificazione che ha un nome, amnistia Togliatti, significativo per far capire quanto bisogno che ce ne fosse nella Roma triste di allora, se non in quella allegra della Festa di oggi. In sintonia col tono della quale il film di Corrado Guzzanti ha accenni a Berlusconi, come per riproporre una continuità storica fra mussolinismo e berlusconismo attraverso un lessico o intere locuzioni facilmente riconducibili al capo dell'opposizione. Anche questo dettaglio, sbeffeggiare l'opposizione (inclusi reduci come Andreotti, Cossiga, Forlani e Gelli) anziché la maggioranza, denota quanto sia particolare la concezione della satira politica in certe aree convinte di essere diverse, nel senso di migliori, rispetto al loro popolo." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 17 ottobre 2006)

    Una serie di cinegiornali del ventennio, miracolosamente sottratti alla censura dall’imperante storiografia marxista, riportano in luce una vicenda straordinaria che rende onore e lustro all’era mussoliniana e all’Italia tutta. La conquista e la successiva colonizzazione del pianeta marte per mano di un’indomita squadra fascista nell’anno 1939. Privi di scafandri, respiratori ed altri inutili orpelli moderni, i fascisti, armati solo di volontà littoria e di imperativi categorici, proseguono tenacemente nell’impresa di dare a Roma e al suo duce un nuovo e più prestigioso ‘posto al sole’. Nato in televisione all’interno del programma satirico ‘il caso Scafroglia’ (RAI TRE – 2002 – per la regìa di Igor Skofiç e la produzione di Valerio Terenzio per StudioUno) Fascisti Su Marte, è una satira retrofuturista sul revisionismo storico, e sul linguaggio della propaganda di ieri e di oggi, che da semplice sketch si sviluppa presto in una specie di minifiction a puntate, pur mantenendo sempre la forma e il linguaggio stentoreo dei cinegiornale di regime. Terminato il breve programma che la ospitava, e stimolati a tamburo battente da un esercito di appassionati rimasti orfani di una storia lasciata a metà, si dà inizio a nuove riprese, sempre supportati moralmente e tecnicamente dal produttore Valerio Terenzio, pensando ad un lungometraggio destinato alla televisione o all’home video. Al progetto si unisce successivamente Domenico Procacci per la Fandango e con audacia e sprezzo del pericolo si decide di trasformare Fascisti su marte in un film per il grande schermo. Nel settembre 2003 una versione di 43 minuti ‘work-in-progress’ viene presentata al festival del cinema di Venezia, dove riscuote un notevole successo. Seguono altri anni di alacri riprese e di pazienti lavorazioni.
    Il risultato è un film visionario e autarchico, ricchissimo di grafica e di effetti retrodatati a metà tra un Flash Gordon e un (falso) documentario storico, che racconta la storia di un fascismo parallelo e fantascientifico e gioca in allegoria col presente italiano e non, col linguaggio reinverdito della guerra fredda, il nazionalismo, l’intolleranza razziale e religiosa, la fragilità dello spirito democratico, che hanno dominato il dibattito politico italiano negli anni della
    seconda repubblica. Può l’Italia, ancora accecata e divisa da vecchie ideologie, essere pronta ad affrontare il futuro, qui simbolizzato nella conquista di marte?
    A Voi!
    Corrado Guzzanti, dal pressbook del film

    Miracolosamente sottratti alla censura della storiografia marxista, vengono rispolverati alcuni cinegiornali risalenti agli anni '40, dove si narra – con orgoglio – dell'eroica impresa di un gruppo di fascisti alla conquista di Marte. Giunta sul pianeta rosso, la squadra capitanata dal Gerarca Barbagli, si muove con cautela nel misconosciuto territorio nemico. Nonostante la mancanza d'aria, d'acqua e di cibo, il fervore per il Duce li spinge poco a poco a tener fede alla loro categorica volontà littoria: "bonificare" il nuovo territorio per dedicare a Roma (e al suo capo) la meritata conquista. Fra sonde spaziali nate dall'unione di più cannucce, un rudere da rottamare che risponde al nome di Donna Rachele, un nemico invisibile e immobile, la squadraccia fascista non mollerà fino a quando l'impresa non sarà compiuta.
    A metà fra un falso documentario e un fantascientifico fumetto, Corrado Guzzanti porta nelle sale il suo travagliatissimo film, la cui lavorazione ebbe inizio nel 2002 in occasione della messa in onda televisiva de "Il caso Scafroglia". In un'ora e mezza di pellicola (corrispondente a sei mesi marziani) si rivivono conquiste, lotte, episodi che hanno cambiato la storia del novecento, servendosi dell'aiuto – tutt'altro che metaforico - delle passate imprese di regime. L'undici settembre, la teoria del complotto, il berlusconismo, le quote rosa, il problema dell'integrazione, gli immigrati, tutti temi riportati sullo schermo con un accuratissimo linguaggio che rifà il verso all'enfatico intercalare dei vecchi cinegiornali. Fascisti su Marte ha il merito di sperimentare su sé stesso, con effetti grafici un po' retrò, la satira di un lontano passato più che mai attuale.
    Pierpaolo Simone, Mymovies.it
  • Il Regista
    Nato a Roma il 17 maggio 1965. Figlio del giornalista e senatore Paolo Guzzanti, Corrado inizia come autore dei testi della sorella Sabina e di alcune trasmissioni televisive. Il successo arriva con la trasmissione di Rai tre 'Avanzi' condotta da Serena Dandini, con la quale continuerà una fortunata serie di trasmissioni fra le quali ricordiamo 'Tunnel', 'Maddecheaò', 'Pippo Chennedy Show' e 'L'ottavo nano'. Nel 2002 è protagonista della trasmissione satirica 'Il Caso Scarfoglia' e del serial 'Fascisti su Marte'. Quest'ultimo nel 2003 diventa un cortometraggio che viene presentato nella sezione Nuovi Territori al Festival del Cinema di Venezia, suscitando il consenso di pubblico e critica. Ultimamente è diventato un lungometraggio con parti inedite che si inseriranno, fin dall'inizio, fra le scene già girate.

credits
www.cinematografo.it
Pressbook del film

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FASCISTI SU MARTE
di Corrado Guzzanti e Igor Skofic

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