Rassegna
Rassegna
Rassegna
newsletter
forum
Rassegna
printmail  
  • Venerdì 29 Settembre 2006
  • Ore 16 - 18 - 20 - 22

10 CANOE

RegiaDe Heer, Rolf
CastCrusoe Kurddal (Ridjimiraril), Jamie Gulpilil (Dayindi/Yeeralparil), Richard Birrinbirrin (Birrinbirrin), Peter Minygululu (Minygululu), Frances Djulibing (Nowalingu), David Gulpilil (Narratore Dalaithngu), Sonia Djarrabalminym (Banalandju), Cassandra Malangarri Baker (Munandjarra), Philip Gudthaykudthay (Stregone), Peter Djigirr (Canoista/Guerriero/Vittima), Michael Dawu (Canoista/Straniero), Bobby Bununggurr (Canoista/Zio), Johnny Buniyira (Canoista/Guerriero)
GenereAvventura
Anno2006
NazioneAustralia
DistribuzioneFandango
Durata90'
10 CANOE
 
Sceneggiatura: Rolf de Heer

Fotografia: Ian Jones

Montaggio: Tania Nehme

Scenografia: Beverly Freeman

Costumi: Beverly Freeman
  • PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA AL 59MO FESTIVAL DI CANNES (2006) NELLA SEZIONE "UN CERTAIN REGARD".
Sito ufficiale
www.tencanoes.com.au

  • La Storia
    Una storia ambientata nella regione aborigena della palude Arafura che, tra passato e presente, racconta di Dayindi, un ragazzo che ha messo gli occhi sulla più giovane delle tre mogli dell'anziano costruttore di canoe Minygululu. Questi, consapevole dei desideri del ragazzo, gli narra la storia del guerriero Ridjimiraril e del suo giovane fratello Yeeralparil innamorato di una delle mogli del suo congiunto ...
  • La Critica
    Sorprese d'estate, due: arriva dall'Australia il primo film al 99% aborigeno. Solo il regista Rolf De Heer è bianco (era suo 'The Tracker', bellissimo western aussie sul genocidio). Tutto il resto rielabora miti, leggende, racconti, usanze, credenze, morale, umorismo degli antipodi. Sissignori: gli aborigeni scherzano e ridono da matti, anche in questa movimentata parabola ambientata in tempi remotissimi e narrata da uno dei protagonisti al fratello minore perché impari a non desiderare la donna d'altri... Dietro le immagini ci sono le migliaia di foto scattate nel nord dell'Australia da Donald Thomson, antropologo degli anni 30. Dietro la storia, intricatissima e a tratti incoerente 'come un albero pieno di rami', 10.000 anni di cultura aborigena con i suoi volti, i gesti, le abitudini alimentari e famigliari, le piccole menzogne dalle grandi conseguenze. L'effetto è di totale spaesamento e insieme di strana familiarità perché De Heer, ipnotizzato dai personaggi, travasa tutto questo mondo mai visto in una forma-cinema abbastanza collaudata. Restando saggiamente narratore, all'occidentale, senza mai tentare di farsi stregone o sciamano.
    Fabio Ferzetti, Il Messaggero, 2 giugno 2006

    Il film davvero sui generis si colloca in un tempo indefinibile, quando il giovane Dayindi concupisce una delle tre mogli del fratello: per insegnargli «come ci si comporta», l'anziano cacciatore racconta, così, la vecchia storia di un amore proibito, corredata dagli esemplari quanto inevitabili eventi successivi. I piani narrativi del presente e del passato s'intrecciano continuamente anche grazie alla fotografia, ora a colori ora in bianco e nero; al resto pensano le riprese effettuate con accanito piglio antropologico nel corso di tre mesi trascorsi dalla troupe negli acquitrini infestati da sanguisughe, zanzare e coccodrilli. Circostanza che inibisce qualsiasi giudizio puntiglioso e qualsiasi sospetto di sfruttamento del patrimonio immaginario (sia detto senza offesa) dei «buonissimi selvaggi»: stando al gioco della cultura e della lingua aborigene, è possibile che il colpevolizzato spettatore occidentale scopra le delizie (?) di un mondo arcaico e immoto, naturale e insieme simbolista, crudele ma a tratti pe rsino autoironico e ghignante.
    Valerio Caprara, Il Mattino, 3 giugno 2006

    Rolf de Heer, come fosse il Lévi-Strauss del cinema, narra la fiaba antropologica delle popolazioni tribali a nord dell' Australia, palude d' Arafura, ricca di zanzare. Per dare una lezione sull'oggi, rivive dal passato la storia dell'amore proibito, dello stregone, della donna scomparsa e ritrovata, di un'uccisione feroce e casuale e di una peggior vendetta. Animistico eppur carente di anima, molto noiosamente interessante, il film manca delle facoltà evocative del Tempo e si limita alle curiosità un po' folk: 10 canoe, 150 lance e 3 mogli i primi numeri in bilancio, ma il talento di De Heer ha un'altra follia.
    Maurizio Porro, Corriere della Sera, 3 giugno 2006

    Cantore solista dell'epopea degli aborigeni, questa volta Rolf de Heer ('The Tracker') si è spinto oltre: con 10 canoe, co-prodotto dalla nostra Fandango, ha messo in scena una storia arcaica, concepita in collaborazione col popolo di Ramingining e interpretata esclusivamente da nativi australiani. (...) Il film offre un'esperienza del tutto inusuale, regressiva, un po' ipnotica. Ed è una sorpresa la scoperta di un 'humour tribale' parecchio divertente, di cui (colpa nostra...) avevamo fin qui ignorato l'esistenza.
    Roberto Nepoti, la Repubblica, 2 giugno 2006
  • Il Regista
    Nasce a HEEMSKERK (Olanda) nel 1951. Si è trasferito a otto anni in Australia. E' uno dei più valenti cineasti australiani. Scrive, dirige e produce lungometraggi che sfidano le convenzioni e spostano i confini della realizzazione cinematografica. Diplomato alla Australian Film and Television School, il suo primo film è "Tail of a Tiger" (1984). Segue "Incidente a porto del corvo" (Incident at raven's gate, 1987). Rifiutando le offerte giunte da Hollywood, rimane in Australia per girare "Dingo" (1990). "Bad Boy Bubby" (1993) che a Venezia nel 1993 ha vinto il Premio Speciale della Giuria e il Premio Speciale della Critica è stato prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci. Dopo "Epsilon" (1995) il regista ha girato "La stanza di Cloe" (The Quiet Room, 1996), presentato in concorso a Cannes. Nel 2002 è presente alla 59a edizione della Mostra del Cinema di Venezia con "The Tracker" che mostra le avventure di tre poliziotti a cavallo che, nell'Australia degli anni Venti, inseguono un fuggiasco condotti da una guida aborigena. La sua collaborazione con il produttore italiano Domenico Procacci è proseguita con il thrilling "Alexandra's Projet".

credits
www.cinematografo.it

ARCHIVIO FILM

THANK YOU FOR SMOKING
di Jason Reitman

VERSO IL SUD
di Laurent Cantet

10 CANOE
di De Heer, Rolf

WATER
di Deepa Mehta

WHISKY
di Juan Pablo Rebella, Pablo Stoll

LA DIGNITA' DEGLI ULTIMI
di Fernando E. Solanas

FASCISTI SU MARTE
di Corrado Guzzanti e Igor Skofic

VIAGGIO SEGRETO
di Roberto Andò

BITTERSWEET LIFE
di Jee-Woon Kim

HAWAII OSLO
di Erik Poppe

REQUIEM
di Hans-Christian Schmid

FALLING
di Barbara Albert

LITTLE MISS SUNSHINE
di Jonathan Dayton, Valerie Faris

SHORTBUS - Dove tutto è permesso
di John Cameron Mitchell

L'ARTE DEL SOGNO
di Michel Gondry

DOPO IL MATRIMONIO (Cand. all'OSCAR - film str.)
di Susanne Bier

TORREMOLINOS 73
di Pablo Berger

BOBBY
di Emilio Estevez

LETTERE DA IWO JIMA
di Clint Eastwood

MY FATHER
di Egidio Eronico

UNO SU DUE
di Eugenio Cappuccio

IL LABIRINTO DEL FAUNO
di Guillermo Del Toro

L'ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO
di Agostino Ferrente

LA MASSERIA DELLE ALLODOLE
di Vittorio Taviani, Paolo Taviani

LA STRADA DI LEVI
di Davide Ferrario

LE VITE DEGLI ALTRI (Das Leben der Anderen)
di Florian Henckel von Donnersmarck

INFAMOUS - UNA PESSIMA REPUTAZIONE
di Douglas McGrath

IN MEMORIA DI ME
di Saverio Costanzo

VOCE DEL VERBO AMORE
di Andrea Manni

L'ULTIMO INQUISITORE
di Milos Forman

L'UOMO DELL'ANNO
di Barry Levinson

LA DOLCE VITA
di Federico Fellini

BREACH - L'INFILTRATO
di Billy Ray

IL CONFORMISTA
di Bernardo Bertolucci