MY FATHER

RegiaEgidio Eronico
CastThomas Kretschmann (Hermann M.), Charlton Heston (Il padre - Josef Mengele), F. Murray Abraham (Paul Minski), Thomas Heinze (Robert S.), Camillo Bevilacqua (Jens Keitel), Odilon Wagner (Wolfgang Weinert), Denise Weinberg (Magdalena Weinert), Marit Nissen (Zia Lotte da giovane), Petra Maria Reinhardt (Madre di Hermann da giovane), Ivan De Almeida (Poliziotto), Andras Stohl (Werner M.), Aron Sipos (Hörst Baumann), Ida Gomes (La vecchia ebrea al cimitero), Zsuzsa Töreky (Zia Lotte), Marcos Breda (Samuel Lifton), Marc Achille Recchia (Gregor Hongelhard), Odenir Fraga (Gilberto Riva), Francis (Tania), Bernard Jablovki (Mar Horowitz), Anton Goffi (Heitzmann), Hans Laurentain (Corrispondente tedesco), Marc Bechar (Reporter TV), Alberto Brero (Hermann a 8 anni), Alexandre Saldanha (Rainer Weinert), Mariah Rocha (Brigitte Weinert), Mirko Curia (Gemello ad Auschwitz), Danny Curia (Gemello ad Auschwitz), Simone Cazzola (Padre ad Auschwitz), Edward Watson (Robert S. a 13 anni), Vadim Quaggia (Hermann a 13 anni)
GenereDRAMMATICO
Anno2003
NazioneBRASILE, ITALIA, UNGHERIA
DistribuzioneAB FILM (2006)
Durata115'
MY FATHER
Soggetto: Peter Schneider
Sceneggiatura: Egidio Eronico, Antonella Grassi, Fabio Carpi, Peter Schneider
Fotografia: János Kende Gherardo Gossi (Europa) Musiche: Riccardo Giagni
Montaggio: Raimondo Aiello
Scenografia: Ettore Guerrieri, Luigi Quintili (Europa) Costumi: Beatriz Salgado (Maria Beatriz Salgado), Patrizia Ciairano (Europa)
Musiche da brani tratti dalle opere di: Johann Sebastian Bach, Vincenzo Bellini, Johannes Brahms, Philip Glass, Luiz Gonzaga, Terje Rypdal, Tom Zé


La Storia


Hermann, un 35enne europeo, si reca a Manaus, in Brasile, per incontrare suo padre per la prima volta. Non lo ha mai visto, è cresciuto con sua madre e da una serie di insinuazioni ha capito che potrebbe trattarsi del famoso 'Angelo della Morte' dei campi di concentramento nazisti, il dott. Mengele. Ma l'uomo che Hermann incontra sembra essere molto lontano dal mostro dipinto nei libri di storia. E' un uomo dall'aspetto fiero, carismatico e molto educato sul quale i fatti del passato non hanno lasciato alcuna traccia se non un certo vittimismo per se stesso. Il padre non vuole riconoscere le sue colpe e Hermann non vede altra soluzione che ripartire e lasciarlo solo con i suoi segreti, consapevole che, nonostante si senta colpevole per i crimini paterni, non lo tradirà mai.

La Critica


Il film viene da libro 'Papà' di Peter Schneider uscito in Italia nell'88, che a sua volta ricorre a un materiale composito: il reportage del settimanale tedesco 'Bunte Illustrierte' che nell'85 raccolse in esclusiva la prima intervista di Rolf Mengele il quale mise a disposizione anche molti scritti di suo padre giunti a lui dopo la presunta morte (1979) del criminale nazista. Il dramma di un uomo che malgrado i disperati tentativi - non riuscì a denunciare suo padre - mai ha potuto liberarsi dal terribile condizionamento. Malgrado tutto è la storia di un uomo e dei suoi sentimenti, sarebbe fuori luogo trovarla giustificazionista.
Paolo D'Agostini, la Repubblica, 2 giugno 2006

Conta più il sangue che si trasmette di padre in figlio o quello di milioni di persone massacrate, umiliate e torturate a morte? È meglio soffrire per la mancanza di un genitore o scoprire che è un nazista di nome Josef Mengele, medico delle SS nel campo di concentramento di Auschwitz? Non si tratta di una domanda peregrina, perché 'My Father - Rua Alguem 5555' è, purtroppo, tratto da una storia vera. Quella del figlio unico del genetista soprannominato 'l'angelo della morte'. (...) Tratto da 'Papà' di Schneider, il film indaga con dolore e un impagabile Charlton Heston nei panni di Mengele, una storia che non ha vincitori, ma solo vinti. Come testimonia, l'ultimo sguardo di una sopravvissuta ad Auschwitz, per sempre spalancato sugli orrori.
Roberta Bottari, Il Messaggero, 9 giugno 2006

(...) My Father— Rua Alquem 5555 di Egidio Eronico, con un cast internazionale composto da Charlton Heston, Thomas Kretschmann e F. Murray Abraham. È un film sul dottor Mengele, il criminale nazista che uccise migliaia di persone ad Auschwitz con i suoi folli esperimenti di genetica. Ispirato a un libro di Peter Schneider, racconta la storia vera dell'incontro fra Mengele e suo figlio Hermann in Brasile. Il giovane era stato tenuto all'oscuro della vera identità del padre: quando l'aveva scoperto, ormai adulto, era rimasto comprensibilmente sconvolto e aveva voluto arrivare fino alla squallida casupola di Manaus (il cui indirizzo è il titolo del film) dove Mengele si era rifugiato. Girato con una complessa struttura a flash-back. My Father è quindi l'incontro tra un figlio e un padre estremamente ingombrante: ma ciò che più colpisce è la determinazione di Mengele nel dichiararsi «innocente», e il modo in cui offre tranquillamente una birra al figlio quando questi gli piomba in casa. Apologo sulla banalità del male in forma di thriller, My Father merita un'occhiata.
Alberto Crespi, L'Unità, 9 giugno 2006

Qual è la chiave del rapporto con un padre conosciuto a quarant'anni, e che è stato uno dei più efferati criminali nazisti? Lo racconta Peter Schneider nel romanzo Papà (E/O, 1988) che riporta l'incontro, realmente avvenuto negli anni Settanta in Brasile, tra il latitante Joseph Mengele, il "dottor morte" degli aberranti esperimenti genetici nei campi di concentramento, e il figlio. Il regista Egidio Eronico riprende il libro, mette insieme una produzione italo-brasiliana-ungherese e sviscera con intelligenza il dramma del protagonista (Thomas Kretschmann, sempre più bravo), incapace sia di denunciare il padre, sia di comprenderne gli orrori. L'indomabile Charlton Heston giganteggia nel ruolo di un Mengele ancora pieno di furore.
Elisa Grando, Ciak, giugno 2006

Sorte imprevedibile quella del cinema italiano a Berlino. Un film fuori concorso, My Father diretto da Egidio Eronico (con Charlton Heston nel ruolo di un nazista), fa parlare molto di sè, scavalcando per applausi e polemiche l’unico nostro titolo in gara, Primo amore. (...) Bella e scomoda, come si è detto, la sorpresa riservata da Eronico, 49 anni, romano. My Father, coproduzione tra Italia, Brasile, Ungheria, ha per protagonisti Charlton Heston (che ha accettato consapevole che sarebbe stato il suo ultimo ruolo) e Thomas Kretschmann, già interprete de Il pianista di Polanski. Tratto dal romanzo breve di Peter Schneider, Papà (pubblicato in Italia da e/o) racconta la storia, fiction solo all’apparenza, del primo e unico incontro, nel 1977 in Brasile, di un padre e di un figlio che, pur con nomi diversi, nascondono il criminale nazista Josef Mengele e suo figlio Rolf. Legame atroce, lacerante, che esaspera lo storico problema della banalità del Male. L’immagine di quel vecchio segregato in una favela, che gioca e accarezza i bimbetti dei vicini, stride ferocemente con altre immagini, le fotografie di altri bambini che hanno avuto a che fare con lui, e non sono più usciti vivi da Auschwitz. «In quel campo Mengele aveva il suo kinderheim - racconta Eronico -. I bambini che selezionava per usarli come cavie erano trattati bene, meglio nutriti e meglio vestiti degli altri. Pare che i piccoli gli fossero affezionati, lo chiamavano zio Pepi. Per il figlio quel contrasto tra le due anime del padre è insostenibile: vorrebbe capirlo e ucciderlo. Per giudicare davvero il nazismo bisogna uscire dai cliché. Liquidarli come démoni non serve». «Peccato che questo film non sia stato messo in concorso», si rammarica lo scrittore Schneider, che ha collaborato alla sceneggiatura con il regista Fabio Carpi (peccato che il film da noi non abbia ancora distribuzione). «Capisco le ragioni - continua -, anche il mio libro fu attaccato. Quelli della mia generazione si sono illusi di essere i figli delle vittime, di un popolo che aveva subito il nazismo. Invece siamo i figli degli assassini, in ciascuna delle nostre famiglie c’è stato, se non il mostro, almeno un connivente con quel regime. Finché non si vorrà fare i conti con questa dolorosa verità, le colpe dei padri continueranno a ricadere sui figli».
Giuseppina Manin, Il Corriere della Sera, 12 febbraio 2004

credits


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