LUNEDì 12 ore 22 - MARTEDì 13, MERCOLEDì 14 ore 15.30 - 18 - 20.30 - GIOVEDì 15 ore 15.30 - 17.30 - 20 - 22

QUALCOSA DI NUOVO locandina

Regia
Cristina Comencini
Genere
COMMEDIA
Durata
93
Anno
2016
Produzione
RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI PER CATTLEYA, CON RAI CINEMA
Cast

Paola Cortellesi (Lucia), Micaela Ramazzotti (Maria), Eduardo Valdarnini (Luca), Eleonora Danco (Flavia)

Trama

Lucia e Maria si conoscono da sempre. Due amiche che più diverse non si può. Lucia ha chiuso col genere maschile, Maria invece non riesce proprio a farne a meno. Una sera nel suo letto capita (finalmente!) l'Uomo perfetto. Bello, sensibile, appassionato, maturo. Il mattino però porta con sé incredibili sorprese e tra equivoci, grandi bugie e piccoli abbandoni Lucia e Maria si prenderanno una bella vacanza da se stesse. Forse quel ragazzo incontrato per caso è davvero l'Uomo che tutte cercano perché con le sue semplici teorie riesce a fare la vera radiografia delle loro vite, a buttare all'aria abitudini e falsi miti e a rivoluzionare ogni desiderio e ogni certezza.

Critica

Mentre le attrici americane, Geena Davis in testa, continuino a lamentare la carenza di storie al femminile, i film con protagoniste donne sono sempre più numerosi. Il cinema italiano è all'avanguardia nella tendenza, potendo ormai contare su un parco di attrici da primo nome in cartellone; e questa sarebbe, di per sé, una cosa buona. La notizia meno buona è che si sta facendo strada una certa assuefazione al manierismo; e che anche il nuovo film di Cristina Comencini, regista e autrice di qualità, in qualche misera la subisce. (...) 'Qualcosa di nuovo' è quel che gli americani chiamano una comedy-drama: un intreccio tra commedia di strana coppia e commedia degli equivoci, però basato su due personaggi femminili non privi di caratteri drammatici. (...) A parte l'intenzione di far sorridere con i vari qui-pro-quo innescati dal malinteso, che le due donne per varie ragioni non chiariscono, i propositi sono chiari. Il film elabora una relazione a tre anticonvenzionale, travalicando il livello del sesso (niente frasi fatte sul 'toy boy', prego ) per interpellare lo spettatore su possibili modi di relazionarsi tra 'generi' al di là di quelli in uso. Anche il finale va, lodevolmente, in questa direzione; anziché scivolare nel moralismo in cui, quasi di certo, sarebbe incorsa una commedia americana sullo stesso soggetto. E tuttavia il film lascia insoddisfatti: soprattutto perché emana una complessiva mancanza di convinzione, un certo 'manierismo'. Un po' lo si sente nella regia corretta sì, ma come distratta nei suoi duetti in campo/controcampo e nei monologhi lasciati alle attrici, distribuiti un po' col bilancino. E un altro problema - spiace dirlo - sono proprio le interpreti (...). Più che dare volto a Lucia e Maria, sia Paola Cortellesi sia Micaela Ramazzotti ripropongono il loro repertorio consolidato; il che non fa troppo al caso di una storia nel corso della quale ciascuna dovrebbe subire una metamorfosi, diventando un po' anche l'altra.

Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 13 ottobre 2016

Il film risente di un copione che non sempre trova il giusto equilibrio, ma l'idea di partenza resta intrigante, le interpreti sono deliziose e la Comencini conosce bene l'arte di alternare divertimento ed emozione. Di Edoardo Valdarnini , per ora si può dire che è un Luca di fascino acerbo e disinvolto.

Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 13 ottobre 2016

Nella pièce La scena, dalla quale è tratto il film, la vicenda di due donne che in maniera diversa si fanno solleticare dall’idea di una liaison con un ragazzo molto più giovane, Luca (Edoardo Valdarnini), durava l'arco di una sola giornata, mentre qui è invece estesa su più momenti, giorni, ore. Così, al contrario di tutta la prima parte, dove il film funziona alla perfezione, dialoghi scritti benissimo e forte caratterizzazione dei due personaggi, nella seconda si fa invece un po’ più di fatica a seguire lo sviluppo delle due storie d’amore parallele delle amiche con lo stesso uomo.

Soprattutto perché la lunga distanza ha bisogno di approfondimento e questa sostanzialmente rimane una commedia da situazione, da salotto, in cui l’universo femminile è però molto credibile e rappresentato fuori da ogni cliché. Senza nessuna volgarità, ma con realismo e irriverenza, in Qualcosa di nuovo si parla della relazione tra una donna matura e un uomo più giovane, dei tabù che la società ancora impone e di come invece le passioni sfuggano a gabbie di schemi mentali e regole impartite dall’alto. In realtà c’è poi molto altro.

Come la descrizione della forza dell'amicizia femminile, la satira delle nevrosi contemporanee, soprattutto il ritratto di molte debolezze; quest’ultime puntuali, esatte, mostrate senza filtri. Non vi aspettate però la traccia di un’indagine sociologica. Se si esclude un piccolo monologo drammatico di Paola Cortellesi, questo è un lavoro dove tutta l'ossatura è giocata sulla battuta al vetriolo, sulla rapidità degli sketch. E se non fosse per quella estensione di tempo, luogo e spazio, necessaria per adattarsi al linguaggio del grande schermo, che però finisce per protrarsi troppo a lungo senza adeguata polpa narrativa, saremmo di fronte a una commedia ancora più riuscita.

Alessia Laudati (Nexta), Fiulm.it, 6 ottobre 2016

Commedia d'ispirazione teatrale già firmata dalla regista, 'Qualcosa di nuovo' non rinnova il genere e neppure lo esalta, lasciando in memoria solo due brave interpreti e la spettacolare voce della Cortellesi, versione canora.

Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano, 13 ottobre 2016

Piacerà agli ammiratori della Ramazzotti che constateranno con piacere che sa recitare anche se a guidarla non è Virzì. Qui la conduce la Comencini che per i ritmi, le battute, le gag di prima mano riesce a rimandarci simpaticamente (e volutamente) alle commedie sofisticate della Hollywood degli anni d'oro. Peccato che i caratteristi non siano quelli d'antan.

Giorgio Carbone, 'Libero', 13 ottobre 2016

Cristina Comencini sa che cinema e teatro nascono come gemelli monozigoti e quindi si diverte a giocare alla alternanza di modelli e stili: dopo 'Due partite', ora ha ridotto 'La scena' sua commedia di successo (...). Come vuole il marketing, nel film la distribuzione è cambiata e anche la morale, perdendo la claustrofobia psicologica. E il palleggio delle amiche (...) termina nel film con una non richiesta lezioncina morale (...) Eduardo Valdarnini, psicosomaticamente molto in parte (...). Le attrici, Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti, in epoca di frequenti, fortunate strane coppie, sono in gran forma. Nel trapasso, la storia ha guadagnato un po' di satira sociale da commedia italiana, ma ha perso quel grumo pirandelliano di personaggi in cerca d'autore che giustificava in scena il finale aperto verso lo sperato ricambio e contatto generazionale. II sesso fa da apripista a un dialogo spesso brillante, che polemizza coi luoghi comuni, dà l'insufficienza a tutto il genere maschile, ma attento a non superare il confine del gioco audace, premessa di un discorso più serio da intuire.

Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 13 ottobre 2016

Trailer


Altre informazioni

Sceneggiatura: Cristina Comencini, Giulia Calenda, Paola Cortellesi Fotografia: Italo Petriccione Musiche: Andrea Farri Montaggio: Francesca Calvelli Scenografia: Paola Comencini Costumi: Francesca Sartori Suono: Maurizio Argentieri Tratto da: opera teatrale "La scena" di Cristina Comencini Produzione: RICCARDO TOZZI, MARCO CHIMENZ, GIOVANNI STABILINI PER CATTLEYA, CON RAI CINEMA Distribuzione: 01 DISTRIBUTION

Nata a ROMA nel 1956. Figlia di Luigi Comencini e di Giulia, figlia della principessa Eleonora Grifeo di Partanna, collabora a lungo con il padre come sceneggiatrice: in questa veste firma i televisivi "Il matrimonio di Caterina" (1982), "Cuore" (1984) e "La storia" (1986) ed il lungometraggio cinematografico "Buon Natale, Buon Anno" (1989). Dopo la laurea in Economia e Commercio, con Federico Caffè, esordisce alla regia nel 1988 con "Zoo", cui seguono "I divertimenti della vita privata" (1990), "La fine è nota" (1992, dal romanzo di Geoffrey Holliday Hall), "Matrimoni" (1998). Nel 1995 ha firmato la trasposizione cinematografica del best-seller di Susanna Tamaro "Va' dove ti porta il cuore". Dopo "Liberate i pesci" (2000) e "Il più bel giorno della mia vita" (2001) ha portato sullo schermo con successo il suo romanzo "La bestia nel cuore" nel 2005. La Comencini è anche una apprezzata scrittrice di romanzi. Fra gli altri sono da ricordare "Pagine strappate" (1991), "Passione di famiglia" (1994), "Il cappotto del turco" (1997) e "Matrioska" (2002). Nel 2006 Cristina esordisce nella regia teatrale con la messinscena di un suo testo, "Due partite", un viaggio nell'universo femminile, interpretato da Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Milillo. E' stata la giovanissima madre di due figli in due anni, Carlo e Giulia, mentre il terzo, Luigi, lo ha avuto a 36 anni dall'unione con Riccardo Tozzi, produttore televisivo e cinematografico. L'anno prima era diventata nonna di Tay, figlia del primogenito Carlo, allora diciassettenne. La figlia Giulia Calenda ha collaborato con lei alle sceneggiature di "Il più bel giorno della mia vita" e "La bestia nel cuore".

 

 

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.movieplayer.it

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