Date e orari: da LUNEDì 24 ottobre ore 22.00 (Sala Lampertico) .... MARTEDì 25, MERCOLEDì 26 ore 15.30 - 18 - 20.30 .... GIOVEDì 27 ore 15.30 - 17.30 - 20 - 22

effetto acquatico

Regia
Sólveig Anspach
Genere
COMMEDIA, DRAMMATICO
Durata
92'
Anno
2016
Produzione
EX NIHILO, ZIK ZAK FILMWORKS
Cast

Florence Loiret Caille (Florence Loiret) (Agathe), Samir Guesmi (Samir), Didda Jónsdóttir (Anna), Philippe Rebbot (Reboute), Estéban (Daniel), Olivia Côte (Corinne), Frosti Jón Runólfsson (Frosti), Johanna Nizard (Sofia), Ingvar E. Sigurðsson (Siggi), Kristbjörg Kjeld (Audur), Óttarr Proppé (Dott. Óttar Proppé), Samer Bisharat (Ibrahim Zaid), Sólveig Anspach (Presidente direttorio piscina), Solène Rigot (Nuotatrice)

Trama

Il quarantenne allampanato Samir, operatore di gru a Montreuil, si innamora follemente di Agathe dopo averla incontrata in un caffè. Quando l'uomo scopre che lei lavora come insegnante di nuoto nella piscina comunale, per incontrarla decide di prendere lezioni di nuoto proprio con Agathe. Ma Samir sa nuotare perfettamente e la bugia ben presto viene fuori facendo infuriare Agathe, che detesta i bugiardi. Scelta per rappresentare la Seine-Saint-Denis, Agathe vola quindi in Islanda, per partecipare a un Congresso interazionale di Maestri di nuoto. E l'innamorato Samir non ha altra scelta che partire a sua volta...

Critica

Storia d'amore coi piedi nell'acqua e il cloro negli occhi, L'effetto acquatico è un feel-good movie sospeso tra due patrie, l'Islanda materna di Sólveig Anspach e la banlieue parisienne dove l'autrice viveva soltanto un anno fa. Prima di essere sconfitta dal cancro. Film postumo, L'effetto acquatico celebra la gioia di una nuova vita, a risarcimento parziale di una perdita. Come i suoi protagonisti la commedia avanza a bracciate risalendo a bordo piscina per rituffarsi di nuovo. Perché il cinema della Anspach non è interessato a cercare sul fondo. Alla maniera di Back Soon o Queen of Montreuil, la regista preferisce nuotare che immergersi, l'atletica del cuore all'illusione dell'esplorazione, la disciplina dell'assurdo al falso ideale di profondità.
Agito tra una piscina municipale di Montreuil e una sorgente di acqua calda in Islanda, la commedia romantica di Sólveig Anspach innamora un gruista lunare di una sirena, la più scontrosa di tutte. Perché Agathe scoraggia con asprezza ogni possibile spasimante. Ma Samir non si scompone ed escogita un abile stratagemma per approcciarla 'in sicurezza': fingere di non saper nuotare. La menzogna per amore, quella che produce disordine e conduce gli individui fuori dal loro ambiente familiare, avvia una relazionale sentimentale che assume gli stati dell'acqua. Influenzati dai principi della termodinamica Samir e Agathe passano dal ghiaccio alla fusione raffreddandosi e scaldandosi tra due paesi e due 'temperature' culturali.
Cocktail di delicatezza e umorismo, a cui contribuisce un'infrastruttura sportiva difettosa e il personale eccentrico dell'établissement de bains, L'effetto acquatico immerge la scena amorosa in un teatro d'acqua dove i fluidi come gli affetti obbediscono unicamente alle regole di trasmutazione chimica. Eroina 'a voce alta', Florence Loiret-Caille controlla con tono saccente l'erotismo che suscita senza mai provocarlo. Riunita a Samir Guesmi dopo Queen of Montreuil, fuori dall'acqua l'attrice assume una postura fisica e un'attitudine emotiva passiva aggressiva che ostacola la meccanica amorosa dei fluidi.
L'emozione è a secco ma la geografia dei luoghi è propizia ai vapori dell'amore. In Islanda, il paese che sintetizza l'acqua in tutte le sue metamorfosi, dall'oceano al geyser, Agathe guadagna il supplemento d'anima che la impediva e le impediva di lasciarsi andare alle emozioni. In bilico tra il controllo di sé e l'abbandono al sogno impacciato di Samir, la protagonista sceglie la fuga, sbarazzandosi nel cammino di quello che credeva di sapere di se stessa. E nel viaggio, Agathe ha tutto da guadagnare, tutto da vincere. Perché nel movimento niente affonda e tutto emerge. L'effetto acquatico del titolo è l'esito di un gesto energico. Una traversata che risale la grande vasca dei sentimenti a dispetto degli ostacoli prevedibili, la goffaggine di Samir e la diffidenza di Agathe, o inattesi, un tuffo imprevisto, una caffettiera aggressiva, un'amnesia bizzarra. Dalla piscina alla sorgente, la commedia di Sólveig Anspach è un acquario aperto su tutte le dimensioni dello spazio, del tempo, dello spirito, che pesca tutta la bellezza e l'asprezza delle relazioni umane, che inciampa sui dettagli e salta da una coincidenza all'altra senza perdere mai di vista la grazia dell'insieme. In un mondo ordinariamente cinico, L'effetto acquatico è un'ode al colpo di fulmine e alla perseveranza dei sentimenti. Tuffatevi.
Marzia Gandolfi, Mymovies.it, agosto 2016

Per il suo ultimo film, Sólveig Anspach, venuta a mancare durante il montaggio del film, ha voluto un impianto da commedia romantica tutt’altro, però, che convenzionale. Scandito dai ritmi acquatici e dal fluire scenografico di docce, trampolini e vasche di ogni tipo, tra piscine comunali e geyser islandesi, L’effetto acquatico punta su di un umorismo lieve, a tratti surreale, galleggiando sulla superficie dei sentimenti senza mai andare a fondo quando si tratta di scandagliare recessi esistenziali o contesti sociali che vengono a collidere. Fa sorridere e intenerire senza innescare stravolgimenti, ma forse, per una commedia contemporanea, va bene anche così.
Gianfrancesco Iacono, Cinematografo.it, 29 agosto 2016

La vita di Solveig Anspach, così come la sua carriera di sceneggiatrice e regista, è sempre stata dominata da uno sdoppiamento, dal dualismo fra il suo paese di origine e la sua formazione parigina, anzi di Montreuil, piccolo paese della periferia di orgogliosa tradizione comunista, nei cui caffè modesti ma vivaci si è sempre rifugiata, lontano dai luoghi di tendenza, in quei grigi viali e palazzi in cui ha ambientato i suoi film. L’ultimo, L’effetto acquatico, è definitivamente tale vista la scomparsa della Anspach nell’estate 2015 per la recidiva di un cancro con cui aveva già lottato anni fa, raccontandolo nel suo primo film, Haut les coeurs!, inedito in Italia come la maggior parte dei suoi lavori.
Un’immersione della vita nel cinema che è una costante nella filmografia della regista islandese, legata ai luoghi in maniera tale da renderli protagonisti, così come in Queen of Montreuil, racconto dell’elaborazione del lutto di una donna a cui muore il marito. Proprio da quel film la Anspach ha ripreso i protagonisti di questo lavoro uscito postumo, proponendoli in veste diversa, regalandogli un pecorso di crescita.
Si tratta di una commedia ad alto tasso di cloro ancora una volta con una struttura narrativa doppia, dedicata alle sue due case: una prima parte a Montreuil e una seconda in Islanda, nella consueta fuga che più di rinuncia sa di moto perpetuo febbrile di chi non sa se la fiducia assoluta nelle persone sia ben riposta o meno e ha bisogno di mettere alla prova prima se stesso. Samir è un lungagnone che lavora come operatore di gru, il mondo lo capisce solo dall’alto e rimane lì in cima anche dopo il lavoro per ascoltare della musica e fumarsi una sigaretta; una sera incontra in un bar Agathe, non ci parla neanche, ma se ne innamora, e fa di tutto per iscriversi ai suoi corsi di istruttrice di nuoto nella piscina comunale di Montreuil, orgoglio locale. Il problema è che sa nuotare bene, mentre lei insegna ai principianti e non ama i bugiardi. Alto e allampanato lui, piccolina ed elettrica lei, sono una coppia di cui da subito siamo noi spettatori a innamorarci. Un film di sguardi che dicono tutto e si allontanano dall’interlocutore, di frasi borbottate per timidezza, di persone in cerca del conforto dell’acqua di una piscina, liquido amniotico in grado di rompere il senso di inadeguatezza nei confronti del mondo che c’è là fuori.
Agathe necessiterà di un viaggio in Islanda, fino alle piscine riscaldate più remote, per dirsi ad alta voce quanti gesti romantici abbia compiuto per lei il goffo Samir. Una Kaurismaki senza cinismo e con una punta della magia di Gondry, la Anspach ama la libertà che confina con la follia, adora i suoi personaggi - di cui delinea le fragilità con grande tenerezza - fino ai ruoli di contorno, quelli che rendono L’effetto acquatico molto divertente, oltre che buffamente romantico.
Mauro Donzelli, Comingsoon.it, 25 agosto 2016

Trailer


Altre informazioni


Fotografia
Isabelle Razavet
Sceneggiatura
Sólveig Anspach, Jean-Luc Gaget
Musiche
Martin Wheeler
Montaggio
Anne Riegel
Costumi
Marie Le Garrec
Nazione
FRANCIA, ISLANDA
Distribuzione
CINEMA DI VALERIO DE PAOLIS
Scenografia
Marie Le Garrec

credits:

http://www.cinematografo.it

http://www.mymovies.it

http://www.metacritic.com

http://www.variety.com

http://www.movieplayer.it

http://www.washingtonpost.com

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